Ha ancora senso tenere BTP al 2038 ora che c’è il BTP Italia Sì?

Gerardo Marciano

17 Giugno 2026 - 13:00

Il nuovo BTP Italia viene spesso confrontato con i titoli a 5 anni. Ma potrebbe essere più interessante metterlo a confronto con i BTP che scadono nel 2036-2038.

Ha ancora senso tenere BTP al 2038 ora che c’è il BTP Italia Sì?

L’attenzione degli investitori si sta concentrando soprattutto sul confronto tra il nuovo BTP Italia e i titoli in scadenza nel 2030-2031. Ma forse la vera domanda da porsi riguarda scadenze molto più lontane. Eppure, la domanda forse più interessante è un’altra: ha ancora senso mantenere in portafoglio BTP che scadono tra oltre dieci anni quando oggi è possibile acquistare un titolo indicizzato all’inflazione che restituisce il capitale già nel 2031?

Il quesito non è affatto banale. I BTP tradizionali con scadenza nel 2036, 2037 e 2038 continuano infatti a offrire rendimenti effettivi lordi compresi tra il 3,6% e il 3,9%, livelli che molti risparmiatori considerano ancora particolarmente interessanti. Eppure il nuovo BTP Italia potrebbe introdurre un elemento che spesso viene trascurato: non conta soltanto il rendimento finale, ma anche il tempo necessario per ottenerlo.

Per la prima volta dopo anni, alcuni investitori potrebbero trovarsi davanti a una situazione insolita: ottenere rendimenti potenzialmente simili dimezzando la durata dell’investimento.
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