Guerra Iran, le compagnie aeree affondano in Borsa. I 6 titoli più colpiti

Claudia Cervi

23 Marzo 2026 - 18:17

Oltre 53 miliardi persi in Borsa, ma oggi i titoli più colpiti rimbalzano: è finita o è una finta? Cosa sta succedendo sui mercati.

Guerra Iran, le compagnie aeree affondano in Borsa. I 6 titoli più colpiti

Oltre 53 miliardi di dollari persi in poche settimane. È questo il conto che le compagnie aeree stanno già pagando sui mercati mentre la guerra tra Stati Uniti e Iran entra nella fase più delicata. Se si blocca lo stretto di Hormuz, il problema non sarà solo il prezzo del greggio. Sarà la disponibilità stessa del carburante a diventare il vero problema. Meno jet fuel, meno voli, costi che saltano.

I segnali ci sono già. Il carburante per aerei inizia a scarseggiare in alcune aree, il GNL è sotto pressione, le catene energetiche mostrano tensioni crescenti. L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha parlato di una crisi potenzialmente più grave degli shock petroliferi degli anni ’70.

Con il petrolio a 98 dollari (Wti) e 108 dollari (Brent), il jet fuel è alle stelle. Lo spread tra greggio e carburante per aerei si allarga, segnale che il problema non è solo il prezzo, ma l’offerta reale.

La differenza, a questo punto, la fanno le coperture. Alcune compagnie hanno ancora margine, altre stanno già assorbendo i prezzi attuali. Ma è una protezione temporanea. Quando le coperture andranno a scadenza, l’impatto arriverà su tutti i bilanci.

Il mercato però non sta reagendo solo alla guerra, ma a quanto potrebbe costare far volare gli aerei se questa guerra non finisse subito.

E in questo scenario non tutte le compagnie partono dallo stesso punto. Alcune sono molto più esposte di quanto sembri.

1) Ryanair

Ryanair è il simbolo dell’efficienza nel settore aereo europeo. Ma proprio questa efficienza, in questa fase, è anche una vulnerabilità. Oggi il titolo guadagna oltre il 3% su Euronext, ma nell’ultima settimana aveva perso circa il 10% circa del suo valore, per il timore che i margini venissero messi sotto pressione.

Grafico Ryanair Grafico Ryanair Fonte Tradingview

La compagnia è tra le più coperte sul carburante. Per la stagione in corso ha hedging su circa l’80-85% del fabbisogno, con prezzi fissati ben al di sotto dei livelli attuali. Questo le consente di assorbire lo shock nel breve.

Il problema potrebbe però sorgetre più avanti. Se il petrolio resta sopra i 100 dollari, il vantaggio si riduce progressivamente. Il mercato non guarda al trimestre, ma a cosa succede quando queste coperture inizieranno a scadere.

2) easyJet

easyJet sta entrando in una fase molto più delicata di quanto sembri. Il titolo oggi rimbalza del 3% circa, ma ha perso circa il 33% da inizio anno. E il rischio che il movimento non sia ancora finito è elevato.

Grafico easyJet Grafico easyJet Fonte Tradingview

Il problema è doppio. Da una parte il carburante, con il jet fuel che corre più del petrolio. Dall’altra la domanda, che inizia a indebolirsi ogni volta che la tensione geopolitica sale. È la combinazione peggiore per una compagnia esposta al traffico turistico e il mercato lo sta già scontando.

C’è poi un segnale da non sottovalutare. Sul grafico si è formato un triplo massimo, rotto al ribasso con la violazione dell’area 400 pence. Da lì si aprono spazi verso i minimi del 2023 in area 280 pence e, più in basso, verso quota 210. In gioco c’è un potenziale ribasso vicino al 40%.

A questo punto non si tratta più solo di volatilità. Il mercato sta iniziando a cambiare scenario.

3) Wizz Air

Wizz Air è probabilmente il titolo più sensibile in questo scenario. Con il rialzo di oggi (+5%) il titolo ha ripianato le perdite dell’ultima settimana. Tuttavia il ribasso mensile cumulativo è superiore al 30% e dell’85% dai record del 2021, segnale di una vulnerabilità più marcata.

Grafico Wizz Air Grafico Wizz Air Fonte Tradingview

La ragione è strutturale. La compagnia ha una copertura sul carburante più limitata, intorno al 50-60%, e quindi risente molto più rapidamente dell’aumento dei prezzi. A questo si aggiunge l’esposizione geografica, con rotte che attraversano aree direttamente o indirettamente coinvolte dalla crisi.

Il risultato è un doppio impatto. Costi più alti e maggiore incertezza operativa. Una combinazione che il mercato sta già scontando con decisione.

4) Lufthansa

Lufthansa paga soprattutto l’esposizione al lungo raggio. Il titolo ha perso circa l’8% nell’ultima settimana, proprio a causa dell’aumento dei costi legati alle deviazioni delle rotte verso l’Asia.

Grafico Lufthansa Grafico Lufthansa Fonte Tradingview

Ogni allungamento dei voli significa più carburante, meno efficienza e margini sotto pressione. In uno scenario in cui il petrolio resta elevato più a lungo, l’impatto non è immediato ma progressivo. Grazie a coperture più articolate, che coprono circa il 70% del fabbisogno di breve, l’impatto immediato è ridotto, ma non eliminato.

Per questo motivo il mercato tende a muoversi in anticipo, scontando non solo il presente ma anche i trimestri successivi.

5) Air France-KLM

Air France-KLM sembra reggere meglio, con perdite settimanali intorno al 7%. Il motivo è una maggiore capacità di trasferire i costi sui biglietti, soprattutto nel segmento business.

Grafico Air France-KLM Grafico Air France-KLM Fonte Tradingview

Ma anche qui il margine di manovra non è infinito. Se i prezzi dei voli aumentano troppo, la domanda si contrae. E se le rotte diventano meno efficienti, il vantaggio competitivo si riduce. Nel breve termine, il gruppo ha ancora margine di manovra, grazie a una copertura sul carburante intorno al 65-70%.

Nel medio termine, pero, il titolo è una scommessa sull’equilibrio tra pricing power e tenuta del traffico globale.

6) IAG (British Airways)

International Airlines Group (British Airways) ha registrato un calo del 16% in un mese, ma nell’ultima settimana segna un +2%. Un movimento che riflette la sensibilità del gruppo ai flussi intercontinentali.
British Airways, in particolare, dipende da rotte lunghe e costose. Quando i prezzi del carburante salgono ed è necessario deviare o allungare le rotte, l’impatto si amplifica.
In questi casi, il mercato reagisce in anticipo. Non solo per i costi, ma per le aspettative.

Grafico International Airlines Group Grafico International Airlines Group Fonte Tradingview

Il mercato ha già iniziato a muoversi, ma la volatilità delle ultime sedute costringe a chiedersi quanto di questo scenario sia già nei prezzi e quanto invece debba ancora arrivare.
Perché se il problema non è solo il petrolio, ma il carburante che manca, allora il rischio non è il ribasso di oggi. È quello che il mercato non ha ancora scontato.

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