Guerra in Ucraina e mercati finanziari: qualcosa non torna

Tommaso Scarpellini

20 Febbraio 2023 - 16:13

A un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, l’andamento dei mercati finanziari globali sembra indicare una chiara indifferenza rispetto alla prosecuzione del conflitto.

Guerra in Ucraina e mercati finanziari: qualcosa non torna

Si avvicina il primo anniversario della guerra russa in Ucraina, il prossimo 24 febbraio. Molti analisti e società di ricerca ne hanno approfittato per condividere considerazioni e analisi economiche legate al conflitto mostrandosi preoccupati riguardo alcuni dati economici. Sebbene la guerra non sia ancora giunta al termine, le borse globali sembra abbiano accantonato il problema smettendo di scontare nei prezzi degli indici borsistici eventuali complicazioni economiche legate alla guerra.

Russia e Ucraina: in aumento i problemi economici dei due Paesi

In pochi si sarebbero aspettati una guerra così lunga, la maggior parte degli analisti pensava che la Russia avrebbe ottenuto una rapida vittoria deponendo in poco tempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La realtà dei fatti invece ha mostrato un conflitto tutt’altro che lampo. Ma una guerra comporta alterazioni strutturali economiche rilevanti e in questo caso il costo dello sconto sembra estremamente alto.

Il Pil ucraino è sceso di oltre il 30% nel 2022 e l’inflazione ha ufficialmente raggiunto il 20%. Anche la Russia non resta illesa economicamente: Il Pil del paese è sceso del 3% nel 2022 e l’inflazione si attesta al 13,8% con un tasso di disoccupazione al 4%. Non da meno sono le conseguenze economiche che dovrebbero aver colpito gli altri indiretti interessati nel conflitto. Ne sono un chiaro esempio le turbolenze energetiche in Europa che hanno caratterizzato tutto il 2022.

Le conseguenze del conflitto sulle borse mondiali

Il giorno dell’invasione, il Nasdaq è sceso in apertura e poi ha riguadagnato quasi il 7% con le Borse europee in netto calo. Molti trader hanno colto «l’occasione» per speculare sull’argomento cercando di pronosticare l’andamento futuro delle borse. L’opinione prevalente degli esperti era che le borse, specialmente europee, avrebbero mantenuto un andamento strettamente dipendente dall’evoluzione del conflitto russo.

La realtà dei fatti ha invece invalidato questa tesi mostrando una chiara discordanza dei rendimenti di borsa rispetto alla persistenza del conflitto. Difatti Il petrolio greggio e il gas naturale sono notevolmente più economici rispetto un anno fa, l’EuroStoxx 50 si trova a un prezzo maggiore rispetto a Febbraio 2022 e l’S&P 500 si trova in prossimità della parità.

In parole povere gli investitori hanno ignorato quasi completamente il conflitto e nonostante gli ultimi aggiornamenti bellici mostrino una guerra ancora ben distanze dalla conclusione, le borse sembrano aver scelto di accantonare per il momento i timori economici concentrandosi su altre variabili.

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