Guerra commerciale affossa i mercati: dazi da $200 miliardi

La guerra commerciale continua a far soffrire i mercati: Trump ha ordinato nuovi dazi da 200 miliardi di dollari e le Borse asiatiche hanno inaugurato una pessima sessione.

Guerra commerciale affossa i mercati: dazi da $200 miliardi

Non smette di preoccupare i mercati quella guerra commerciale tra Cina e USA che si sta oggi arricchendo di nuovi particolari.

Nella giornata di ieri, martedì 10 luglio, Donald Trump ha annunciato una nuova ondata di tariffe dal valore di 200 miliardi di dollari.

I citati dazi impatteranno numerosi beni prodotti dalla Cina, non soltanto tecnologici ma stavolta anche alimentari, e renderanno l’escalation della tensione un elemento di grande preoccupazione per i mercati internazionali che, nella mattinata odierna, hanno già risentito di questa nuova fase di guerra commerciale.

Prima di divenire effettivi, i nuovi dazi del 10% saranno sottoposti ad una fase di revisione di circa due mesi, con audizioni che inizieranno a partire dal 20-23 agosto.

Guerra commerciale: a che punto siamo?

La scorsa settimana, più precisamente il giorno 6 luglio 2018, la guerra commerciale fra USA e Cina si è accesa con l’introduzione di dazi da parte di Trump dal valore di 34 miliardi di dollari.

In quella stessa occasione il presidente aveva annunciato una futura nuova ondata di tariffe:

“Scatteranno altri 16 miliardi fra due due settimane. Poi, come sapete, abbiamo $200 miliardi in sospeso e ulteriori $300 miliardi. Ok? Quindi abbiamo $50 più $200 più quasi $300”.

Ancora una volta il presidente USA è passato dalle parole ai fatti e facendo seguito alle promesse della scorsa settimana ha introdotto temute misure che hanno aperto una nuova fase della guerra commerciale.

Gran parte dei nuovi dazi impatteranno beni primari del Made in China 2025, strategico programma volto a fare di Pechino un leader dell’industria globale, con particolare riferimento al settore tecnologico.

Le reazioni di Cina e mercati alla nuova mossa di Trump

L’ultima ondata di dazi da parte degli USA è stata commentata dalla Cina con parole quali «completamente inaccettabile» e «shock». Il Ministro del commercio ha già comunicato la sua intenzione di rivolgersi ancora al WTO ma non ha specificato le modalità con cui il Paese si vendicherà su Washington.

Anche i mercati finanziari globali hanno reagito a questa nuova fase di guerra commerciale e gli investitori si sono mostrati sempre più preoccupati. Tra i timori principali l’idea che l’escalation della tensione potrebbe far male alla crescita dell’economia globale.

Nella giornata odierna, le Borse asiatiche hanno perso ampio terreno in chiusura di sessione. Il Nikkei ha archiviato gli scambi con un tonfo dell’1,30%, mentre lo Shanghai è crollato di oltre 2,24 punti percentuali. L’Hang Seng ha bruciato oltre l’1%, mentre il Kospi ha perso circa mezzo punto percentuale ed è risultato il meno colpito dai timori di guerra commerciale. In rosso, infine, anche l’Australia e la Nuova Zelanda.

La debolezza dei mercati è stata evidenziata, poi, anche dall’andamento dei futures sull’S&P e sul Dow Jones, che hanno perso più del singolo punto percentuale facendo già prevedere un’apertura in rosso per l’odierna sessione di Borsa.

Sul fronte valutario, lo yuan cinese si è deprezzato contro il dollaro statunitense e il cambio USDCNY è così schizzato da quota 6,62 a quota 6,67 in meno di un’ora. Lo yen e l’oro, beni rifugio per eccellenza, non sono riusciti a sfruttare al meglio questa fase di avversione al rischio determinata dalla guerra commerciale e non hanno registrato performance particolarmente brillanti.

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