Round di finanziamenti per xAI. La società di intelligenza artificiale di Elon Musk ha raccolto 20 miliardi di dollari e ora punta ad ampliare la sua rete di data center.
xAI, la società di intelligenza artificiale di Elon Musk, ha annunciato di aver raccolto 20 miliardi di dollari da grandi investitori per sostenere la propria espansione nella corsa allo sviluppo dei chatbot più avanzati. L’operazione rappresenta uno dei più rilevanti finanziamenti mai registrati nel settore dell’AI.
In una nota ufficiale, l’azienda ha spiegato di aver inizialmente previsto una raccolta da 15 miliardi di dollari, poi superata grazie al forte interesse del mercato. Secondo fonti vicine all’operazione, il nuovo round potrebbe spingere la valutazione di xAI oltre i 230 miliardi di dollari. Fondata nel 2023, xAI si conferma così tra le aziende a più rapida crescita in termini di valore nell’ecosistema guidato da Musk.
Tra gli investitori dell’ultimo round figurano Fidelity, la Qatar Investment Authority e Valor Equity Partners, fondo guidato da Antonio Gracias, imprenditore vicino a Musk ed ex membro del CdA di Tesla. Ha partecipato all’operazione anche Nvidia, leader mondiale nella produzione di chip per l’intelligenza artificiale.
Il capitale raccolto verrà utilizzato per rafforzare quella che xAI definisce la sua “leadership in capacità di calcolo”. L’obiettivo è ampliare la rete di data center necessari a supportare l’addestramento dei modelli e accelerare lo sviluppo tecnologico, oltre a finanziare nuove attività di ricerca avanzata nel campo dell’AI.
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La corsa globale all’intelligenza artificiale
Il finanziamento si inserisce in un contesto di forte entusiasmo per le aziende attive nel settore dell’intelligenza artificiale, che stanno attirando capitali record a valutazioni molto elevate. Secondo i dati di PitchBook, nei primi nove mesi del 2025 quasi due terzi dei finanziamenti di venture capital sono confluiti proprio in società attive nel settore dell’intelligenza artificiale.
A trainare questa tendenza sono soprattutto i grandi operatori dei cosiddetti modelli di fondazione - le grandi reti neurali di deep learning che hanno cambiato il modo in cui i data scientist affrontano il machine learning - tra cui figurano OpenAI, Anthropic e xAI. Nel complesso, le tre aziende hanno raggiunto una valutazione nel mercato privato prossima ai 1000 miliardi di dollari.
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Gli investitori e il progetto Grok
Elon Musk è stato tra i primi protagonisti della nuova ondata dell’AI, avendo co-fondato OpenAI, la società che ha sviluppato ChatGPT. I rapporti si sono però interrotti diversi anni fa, a seguito di contrasti con gli altri fondatori, tra cui il CEO Sam Altman.
Quando Musk ha lanciato xAI, OpenAI e Google avevano già immesso sul mercato strumenti capaci di generare testi e immagini su richiesta. Per colmare il divario, l’imprenditore ha accelerato gli investimenti per sviluppare Grok, il chatbot di xAI.
Progettato per distinguersi grazie a un tono più provocatorio rispetto ai concorrenti, Grok è finito più volte al centro delle polemiche per la diffusione di contenuti controversi, tra cui elogi a Hitler, riproduzioni delle opinioni personali di Musk e generazioni di immagini osé non consensuali.
Le prossime mosse e le cause legali
xAI ha annunciato il lancio di un nuovo modello, Grok 5, previsto per l’inizio dell’anno. In un post pubblicato su X lo scorso ottobre, Musk ha dichiarato che il chatbot avrebbe una probabilità del 10% di raggiungere l’intelligenza artificiale generale (AGI), considerata un punto di svolta perché consentirebbe alle macchine di svolgere compiti con capacità paragonabili a quelle umane.
Parallelamente, proseguono anche le battaglie legali. Musk ha citato in giudizio OpenAI con l’accusa di appropriazione di segreti industriali e sottrazione del personale.
Inoltre, in un procedimento separato, l’azienda ha intentato un’ulteriore causa verso la società di Sam Altman e Apple, sostenendo che le due aziende abbiano messo in atto uno schema anticoncorrenziale per ostacolare la diffusione di Grok sull’App Store e limitarne la concorrenza con ChatGPT. Entrambe le cause risultano tuttora pendenti.
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