Speculare sui movimenti dei prezzi delle obbligazioni lunghe per guadagnare in poco tempo quello che di solito si guadagna in 1 o 2 cedole annue
Non di sole cedole vive l’investitore in obbligazioni con maggiore dimestichezza sui mercati finanziari ed elevata propensione al rischio. A volte, infatti, ci sono movimenti dei prezzi così veloci e relativamente profondi che riescono a dare tanto nello spazio di poco tempo. Il riferimento è ai titoli lunghi sia come durata residua che duration, dato che i due parametri si accompagnano.
Marzo, al riguardo, ha messo a dura prova la tenuta di molti corsi, specie le valutazioni dei titoli a cedola fissa. Quelli a cedola variabile si muovono meno dato che incorporano nel coupon semestrale i maggiori/minori rialzi attesi. Entriamo nel concreto, quindi, e vediamo 3 titoli di Stato che in pochi giorni hanno guadagnato quanto un BTP Valore in 1 anno.
Il bond sovrano centenario austriaco
Consideriamo l’Austria Tf 0,85% Gn2120 Eur, un bond sovrano senza rischio di cambio e in scadenza tra una vita, tra poco più di 94 anni. Chi lo incasserà a scadenza non sarà chi lo ha comprato in emissione o in questi anni, ma gli eredi nei migliori dei casi. Spesso chi maneggia simili prodotti o è un trader in bond, o un investitore istituzionale, o un investitore di lungo corso che cerca di potenziare le performance di portafoglio.
Analizziamo i prezzi da gennaio ’26 ad oggi. L’obbligazione (ISIN AT0000A2HLC4) ha inaugurato l’anno a 29,66 e dopo qualche titubanza a metà febbraio è partita al rialzo e si è portata ai massimi di periodo a 32,18 il 2 marzo. Stiamo parlando di un +8,5% circa da estremo a estremo, rateo periodale escluso ma comunque tralasciabile dato che l’emittente paga lo 0,85% lordo annuo.
A marzo il titolo ha testato 6 volte area 30,20-30,30, l’ultima volta il 30 marzo con minimo a 30,21. Il 4 aprile, cioè pochi giorni dopo, il massimo è stato a 31,87, un +5,5% in 3 sedute. Invece da martedì 7 a mercoledì 8 il bond è passato dal low a 30,80 all’high a 31,66, un +2,80% da far invidia a chi ha comprato il BTP Valore ’32 che paga il 2,50%, il 2,80% e il 3,50% annuo nel 1°, 2° e 3 biennio.
Strategie di investimento in obbligazioni
venerdì 10 il titolo ha chiuso a 30,06 centesimi per un rendimento effettivo a scadenza del 3,22% annuo (dati: Borsa Italiana). Più in generale, come abbiam detto si tratta di operatività adatte a persone dotate di elevato:
- e/o orizzonte temporale, per evitare di ”inseguire” i prezzi per loro natura molto mutevoli sul breve termine, otre che imprevedibili. Invece allungando il periodo di vita dell’operazione si attenuano i rischi, senza peraltro eliminarli del tutto;
- e/o propensione al rischio e preparazione di fondo. Qui si tratta di investitori che seguono i mercati H 24 e che conoscono molto bene i legami tra prezzi e i parametri che ne condizionano i movimenti. In altri termini, un’operatività per addetti ai lavori e un manipolo di trader privati, lontani parenti dei classici investitori retail.
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Il Matusalemme emesso dal MEF
Tra i vari, un requisito chiave che questi bond devono avere è la liquidità, oltre alla notevole durata residua e duration. Ad esempio i contratti giornalieri dell’Austria Tf 0,85% Gn2120 sono mediamente racchiusi tra 100 e 200 deal, con controvalori daily tra 1 e 4 milioni di euro.
Questi numeri diventano ancora più impressionanti sul BTP Tf 2,15% Mz72 (ISIN IT0005441883) targato MEF, quindi emesso dallo Stato Italiano. A grandi linee, i contratti e i controvalori daily dell’ultimo mese sono stati tra 700 e 2.000 i primi, e tra i 20 e i 60 mln di €, i secondi. È un’obbligazione decisamente liquida, molto più tradata e scambiata della precedente.
Analizziamo il titolo sul lungo e breve termine. Purtroppo la situazione è dolorosa per chi lo ha comprato in origine o nei primi mesi di vita, dato che da area 95-105 è scivolato fino al minimo dell’ottobre 2023 a 48,45. Dal 2024 ad oggi si può dire che le quotazioni sono nel range 57-65 centesimi (timeframe settimanale), con sporadici picchi al rialzo o al ribasso. Sul timeframe daily e nel tempo a noi più vicino, il bond è passato dal recente low a 56,30 del 27/03/’26 al 57,84 attuale, per un potenziale rialzo del 2,73%. Tuttavia, solo un paio di giorni sfiorava i59, per cui aveva maturato ritorni superiori a quelli annui del BTP Valore 2028 che paga il 4,10% lordo nei primi 3 anni di vita, dal 2024 al 2026, e il 4,50% p.a. negli ultimi due (2027-2028).
Più in generale, infine, le considerazioni fatte per l’Austria Tf 0,85% Gn2120 e il BTP Tf 2,15% Mz72 valgono anche per molti altri bond in euro ad elevata durata residua.
3 titoli di Stato che in pochi giorni hanno guadagnato quanto un BTP Valore in 1 anno
Per i super esperti, infine, ci sono poi le obbligazioni in valuta estera, dove si sommano tre componenti differenti:
- rateo pro tempore, sempre certo e sicuro, salvo default emittente;
- movimento dei prezzi, che possono aggiungere o togliere gain in conto capitale al pari dei bond in euro;
- le dinamiche valutarie, anch’esse favorevoli o meno al trade a seconda dei casi. Al pari dei prezzi, neanche qui non c’è certezza sull’esito dell’operazione, per cui si aggiunge altra componente di rischio alla precedente. In pratica quello che può dare una componete (il cambio, per esempio) lo può togliere l’altra, e viceversa. Parimenti possono risultare entrambe rafforzative e unidirezionali tanto nel bene (doppio gain, da corsi e da cross) quanto nel male. Si tratta quindi di bond ad elevato grado di rischio, quasi al pari di un investimento azionario.
A titolo di esempio consideriamo l’USA Tf 2,25% Fb52 Usd denominato in dollari americani e in scadenza un mese prima del BTP Tf 2,15% Mz72 denominato in euro. Da gennaio ad oggi il grosso delle quotazioni dell’USA Tf 2,25% sono state comprese tra 60 e 61 USD (attuale yield lordo a scadenza sul 5,05%). Invece da fine marzo (60,25) ad oggi (60,48) i corsi sono saliti di mezzo punto scarso mentre nello stesso periodo di tempo il $ ha perso tra l’1,5-2% contro l’eurovaluta. In pratica un ipotetico trade sul titolo avrebbe reso una perdita in dieci giorni, dato che rateo e plusvalenza avrebbero reso meno della perdita da cambio. Se poi teniamo conto anche delle associate tasse e delle spese bancarie, il gioco è fatto.
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