La Grecia sta spendendo €2 miliardi per un’autostrada impossibile da costruire

Ilena D’Errico

3 Maggio 2026 - 20:10

Il piano della Grecia per la nuova autostrada da 2 miliardi di euro non avrà soluzioni intermedie. Sarà una scelta coraggiosa e vantaggiosa o un enorme spreco di denaro pubblico.

La Grecia sta spendendo €2 miliardi per un’autostrada impossibile da costruire

Nell’ultimo periodo sono in discussione così tanti progetti per i trasporti che l’ambiziosa autostrada greca è passata in secondo piano, pur rappresentando un caso oltremodo interessante. Bisogna sapere che la Grecia è pronta a spendere ben 2 miliardi di euro per un’autostrada (Voak) che rivoluzioni la mobilità del Paese attraverso una moltitudine di progetti collegati.

Un’opera così grande e complessa che sembra quasi impossibile da realizzare, ma Atene è pronta a superare tutte le sfide ingegneristiche e ambientali per ultimare la costruzione nel 2030. Un piano parecchio ambizioso che può aprire le porte a un nuovo periodo di floridità economica per il Paese, ma a fronte di un investimento davvero elevato e, forse, anche eccessivo rispetto alla situazione finanziaria della Grecia.

La Grecia sta spendendo 2 miliardi di euro per un’autostrada

Il Voak, dall’acronimo greco che sta per Asse settentrionale stradale di Creta, è un nuovo percorso progettato dalla Grecia prendendo in esempio i collegamenti più all’avanguardia presenti nel territorio europeo. Anziché scegliere la via più semplice e immediata, con lavori di trasformazione graduale a partire dai collegamenti autostradali già esistenti, la Grecia ha optato per un percorso completamente nuovo che richiede una completa riprogettazione dei trasporti esistenti. Per un totale di circa 187 chilometri il Voak prevede un progetto tecnico estremamente articolato che comprende 43 incroci, 23 gallerie, 89 ponti e numerosi sottopassi e cavalcavia, fra cui la maggior parte di tipo cut & cover.

Si tratta di tunnel poco profondi in cui dopo lo scavo della trincea o delle pareti vengono installate delle infrastrutture orizzontali per sostenere il carico dei passaggi in superficie, ripristinando velocemente la superficie stradale e garantendo agli edifici circostanti protezione da polveri e rumori. Questa tecnica, in Italia chiamata anche “metodo Milano” sarà essenziale per la realizzazione dei passaggi in ambienti a forte urbanizzazione o geograficamente complessi. Di fatto, i lavori di costruzione sono già cominciati nelle principali aree urbane di Creta, vale a dire Chania, Rethymno e Heraklion, a cui si aggiungeranno gradualmente nuove aree di cantiere.

A livello complessivo, Atene ha fissato come obiettivo di realizzazione totale il 2030, prevedendo tuttavia vari passaggi nel corso degli anni per cominciare a beneficiare delle nuove infrastrutture. Le singole sezioni saranno pronte molto prima, a mano a mano che procederanno i lavori di costruzione e controllo. Come anticipato, per portare a compimento l’opera serve una spesa intorno ai 2 miliardi di euro, da raggiungere con il prelievo dal bilancio nazionale 2025 (circa 1,18 miliardi di euro) e i fondi di ripresa e resilienza dell’Unione europea (per circa 800 milioni di euro).

Così, la Grecia sta procedendo in modo spedito, non senza intoppi ma comunque senza fermarsi, tra costruzioni avviate, lavori di preparazione, concessioni di appalti e verifiche.

Impossibile da realizzare

La nuova autostrada greca è un progetto senza dubbio fantastico, in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di mobilità all’interno della nazione e nel frattempo dare una spinta concreta alla sua economia. Proprio per questo, tuttavia, si tratta di un impegno complesso e articolato sotto tutti i punti di vista. Il progetto stesso è di difficile realizzazione tecnica, senza contare l’enorme sforzo economico richiesto.

Sembrerebbe che queste sfide non stiano compromettendo i lavori, ma c’è da considerare che gli intoppi si stanno susseguendo continuamente, richiedendo interventi urgenti, nuovi controlli e soprattutto ulteriori spese. Finora Atene sta tenendo il passo, ma nulla assicura che possa continuare a farlo per molto tempo, anche perché un andamento di questo genere non sarebbe sostenibile nemmeno in un contesto più solido dal punto di vista economico e avvezzo a certe lavorazioni.

Le promesse sono però così importanti, compresa la riduzione dei tempi di percorrenza e dei pericolosi tratti presenti nell’attuale rete autostradale, che la popolazione sta appoggiando caldamente l’iniziativa. Bisogna quindi attendere e vedere se le necessità di manutenzione saranno davvero tenute sotto controllo, soprattutto alla luce dei fenomeni atmosferici che mettono a dura prova le infrastrutture.

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