Google sta preparando un Gemini più potente per battere Claude e ChatGPT

Pasquale Conte

15 Maggio 2026 - 17:42

La guerra dell’intelligenza artificiale continua. Google si prepara al lancio di una nuova versione di Gemini che vuole superare Claude e ChatGPT.

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È tutto pronto per il Google I/O 2026, in programma il prossimo 19 maggio. Si tratta del più grande evento tenuto dall’azienda di Mountain View di tutto l’anno, l’occasione utile per mostrare al grande pubblico alcune delle novità in arrivo nei prossimi mesi. Tra le altre cose, sembra che Big G sia pronta per presentare un motore inedito di Gemini.

L’obiettivo dichiarato è quello di sfidare Claude e a ChatGPT, le due principali competitor di questo settore. Potenzialità ancora maggiori e una velocità d’esecuzione ridisegnata da zero sono i due ingredienti con cui Google spera di dare una scossa al settore e stravolgere gli equilibri dell’AI.

Il nuovo motore di Google Gemini

Stando a quanto raccontato da alcuni sviluppatori che hanno potuto accedere in anteprima al motore, con Google Gemini aggiornato si vuole rivedere la programmazione degli agenti e aggiornare in maniera importante tutto il modello di AI. Il vero punto critico rimane quello della programmazione.

Oggi i developer riescono a capire in pochi minuti se un modello è realmente utile o se si tratta di un’operazione di marketing studiata per una presentazione ad hoc. L’AI è già passata dall’essere una novità a una parte integrante del lavoro quotidiano, dunque il feedback deve riuscire a risultare davvero positivo.

In che modo? Con più velocità di esecuzione, una miglior stabilità e un’utilità concreta nei progetti del mondo reale. Ancora non sono stati forniti dati concreti in merito a quelli che sono i miglioramenti adottati da Google col nuovo motore di Gemini, dunque sarà compito dell’azienda stessa svelare i vantaggi a cui si potrà accedere quando l’aggiornamento sarà entrato in vigore.

Che cosa possiamo aspettarci

Oltre alle abilità nello sviluppo, il nuovo motore di Gemini dovrebbe concentrarsi sugli agenti AI. Google ha in realtà già aperto la strada a questo campo con Gemini Enterprise Agent Platform, una piattaforma che permette la creazione, la scalabilità, la governance e l’ottimizzazione degli agenti.

Le demo sono già state provate e le prime impressioni sembrano essere positive. Ma il vero ago della bilancia sarà rappresentato dall’utilizzo concreto durante lavori complessi o attività che richiedono più fasi.

Si dovrebbe aggiungere a tutto questo Gemini Omni, un modello che ha la capacità di modificare i video generati dall’AI stessa. A differenza di Veo 3 che permette di creare video brevi con audio partendo da un testo o da immagini di riferimento, con Omni si vuole unificare tutti gli elementi.

Il vero step successivo potrebbe essere rappresentato dall’editing conversazionale che dà modo di modificare un filmato con istruzioni scritte in linguaggio naturale. In pratica si carica un video, si dice all’AI di aggiungere un oggetto, di spostare una persona o di eliminare un difetto e il software sarà in grado di offrire un prodotto finale di prima qualità.