Global minimum tax, cosa cambia con le nuove semplificazioni

Patrizia Del Pidio

18 Agosto 2026 - 10:46

Con il Dlgs 148/2026 arrivano tre regimi di semplificazione per la Global minimum tax. Guida a regole e decorrenza.

Global minimum tax, cosa cambia con le nuove semplificazioni

Il Decreto correttivo Omnibus introduce importanti novità per la fiscalità internazionale recependo le recenti indicazioni dell’Ocse sulla Global minimum tax, l’imposta minima globale al 15% per i grandi gruppi multinazionali.

L’intervento normativo ha l’obiettivo di semplificare gli adempimenti per le imprese riducendo la burocrazia ed evitando le doppie imposizioni senza, al tempo stesso, compromettere il prelievo fiscale.

Le tre novità principali

L’articolo 11, comma 1, lettera c, del decreto legislativo n.148/2026 introduce il nuovo articolo 39-bis nel Dlgs n. 209/2023 con lo scopo di prevedere specifici meccanismi di semplificazione nella global minimum tax che confluiranno nel Tuir grazie all’inserimento del nuovo articolo 339-bis, con decorrenza dal 1° gennaio 2027.

La nuova disciplina introduce tre regimi di semplificazione opzionali che permettono alle multinazionali di ridurre (e in alcuni casi azzerare) le imposte integrative (top-up tax) al ricorrere di determinati presupposti.

Regime coesistente qualificato

Il primo regime di semplificazione è il “regime coesistente qualificato" (Side-by-side Safe Harbour) che si applica quando la società capogruppo (Ultimate Parent Entity – UPE) ha sede in un Paese il cui sistema fiscale è considerato dall’Ocse conforme agli standard di prelievo minimo.

Per accedere al regime è necessario esercitare un’opzione che azzera l’imposta integrativa dovuta in Italia in applicazione della Income Inclusion Rule (Iir) e della Undertaxed Profits Rule (Utpr) poiché si presume che la giurisdizione estera preveda già la tassazione minima. Per salvaguardare la sovranità fiscale dell’Italia sulle entità situate nel proprio territorio, però, continua ad applicarsi la Qualified domestic minimum top-up Tax (QDMTT). L’Italia, quindi, ha la priorità di prelievo per l’eventuale imposta integrativa riferibile al basso livello di imposizione realizzato localmente.

Regime qualificato della controllante capogruppo

Il secondo regime di semplificazione è il “regime qualificato della controllante capogruppo” (Upe Safe Harbour) che ha una portata più circoscritta rispetto al precedente e opera esclusivamente ai fini Utpr con riferimento al Paese di localizzazione della controllante capogruppo (Ultimate Parent Entity, Upe).

Se il Paese della capogruppo ha una tassazione nazionale riconosciuta dall’Ocse, ma non applica il regime globale, la top-up Tax dovuta ai fini Utpr per la giurisdizione della capogruppo è considerata pari a zero.
Il regime non incide sulla Income Inclusion Rule e lascia gli obblighi per le società figlie con sede in Paesi terzi invariati.

Trattamento degli incentivi fiscali e “Substance Cap”

Il terzo regime di semplificazione ha lo scopo di disciplinare l’imposizione integrativa dovuta per i benefici e le agevolazioni concessi dai singoli Paesi in presenza di investimenti reali come crediti di imposta, deduzioni maggiorate o esenzioni.

La disciplina consente di conteggiare alcuni incentivi tra le imposte rilevanti per la determinazione dell’aliquota effettiva di imposizione con la conseguenza di ridurre, fino all’azzeramento, la top-up tax dovuta.

Per evitare abusi il riconoscimento del beneficio è assoggettato a un apposito limite, il Substance Cap, un tetto massimo al valore degli sconti e degli incentivi fiscali che una società può far valere per abbassare le sue tasse.

Questo limite non è un numero fisso, ma è legato a quanto l’azienda sia realmente radicata in quel Paese. Per capire quanto è grande questo limite la legge prende in considerazione due parametri:

  • quanti dipendenti ha l’azienda nel Paese e quanto spende per i loro stipendi;
  • quanti uffici, macchinari, impianti o terreni possiede e utilizza in quel territorio.

L’obiettivo della norma è premiare chi investe realmente nell’economia del Paese penalizzando, al tempo stesso, le società di comodo che hanno il solo scopo di fruire degli incentivi.

Global minimum tax, quando le modifiche

I tre nuovi regimi devono, ora, seguire una tabella di marcia che prevede entro 90 giorni un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che definisca i dettagli operativi e le modalità di attuazione.
Dal 1° gennaio 2027 la nuova disciplina confluirà stabilmente nel Tuir.