Cos’è la Global minimum tax? Guida introduttiva al Pillar Two, aliquota al 15%, recepimento della Direttiva UE, D.Lgs. 209/2023 e novità del Decreto Omnibus.
La globalizzazione dei mercati e la digitalizzazione dell’economia hanno reso i sistemi fiscali internazionali obsoleti soprattutto di fronte alle grandi multinazionali che, sfruttando la dematerializzazione delle attività e la presenza in Paesi dalla fiscalità privilegiata, hanno potuto dichiarare i profitti e le risorse finanziarie in Paesi diversi rispetto a quelli in cui realmente si svolgeva l’attività economica.
Per contrastare i fenomeni di erosione della base imponibile, l’Ocse e il G20 hanno promosso una riforma strutturale per la tassazione delle imprese a livello globale. Il cuore della riforma si fonda sulla Global minimum tax, un accordo sottoscritto da oltre 140 Paesi per stabilire un livello minimo di imposizione per le multinazionali.
Ecco cos’è la Global minimum tax, chi deve presentare la dichiarazione e i termini per il versamento delle imposte.
Cosa è la Global minimum tax
Dal primo gennaio 2024, è in vigore la Global minimum tax, una nuova imposta minima del 15% applicabile a tutte le multinazionali con un fatturato annuo di almeno 750 milioni di dollari. All’accordo hanno aderito oltre 130 Paesi e le multinazionali che operano in tali Paesi sono tenute a versare un’imposta integrativa. L’obiettivo è contrastare la concorrenza fiscale (o dumping fiscale), fenomeno che ha spinto molte aziende a collocare la propria sede principale nei paesi con aliquote fiscali più convenienti.
In Italia la Global minimum tax è disciplinata con il decreto legislativo 209 del 2023 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2024. Ricordiamo che la Global minimum tax è una tassa “integrativa” volta a fissare un’imposizione minima del 15%, quindi, si versa un residuo. I sistemi impositivi sono 3:
- imposta minima integrativa (Iir - Income inclusion rule), dovuta dalle controllanti capogruppo localizzate in Italia di gruppi multinazionali o nazionali, dalla partecipante intermedia o dalla partecipante parzialmente posseduta; In questo caso l’obbligo di dichiarazione ricade sulla controllante capogruppo, sulla partecipante intermedia e sulla partecipante parzialmente posseduta localizzate in Italia. L’obbligo di versamento cade prioritariamente sulla controllante,
- imposta minima suppletiva (Utpr - Undertaxed profit rule), dovuta da una o più imprese localizzate in Italia di un gruppo multinazionale, qualora l’Iir non sia stata applicata (in tutto o in parte) in altri Paesi. In questo caso l’obbligo ricade sul soggetto individuato dal gruppo, tra le sue entità localizzate in Italia, come responsabile del pagamento dell’Imposta minima suppletiva.
- imposta minima nazionale (Qdmtt - Qualified domestic minimum top-up tax), il “prelievo domestico”, che l’Italia applica alle proprie imprese ed entità, di gruppi multinazionali o nazionali, a bassa imposizione, prima che possa intervenire l’Iir di un Paese estero o l’Utpr. A livello generale, il soggetto obbligato è individuato in ciascuna impresa, entità a controllo congiunto del gruppo entità apolide localizzata in Italia.
Chi deve pagare la Global minimum tax
In merito ai requisiti l’imposta dovrà essere versata da due categorie di aziende:
- i gruppi multinazionali,
- i gruppi nazionali con ricavi consolidati che non scendano sotto i 750 milioni di euro in almeno due rispetto ai quattro esercizi precedenti.
Il 7 novembre 2025 è stato pubblicato il decreto attuativo del vice-ministro dell’Economia Maurizio Leo contenente “Disposizioni attuative degli obblighi dichiarativi e di versamento in materia di imposizione integrativa”.
Il provvedimento, adottato in attuazione della direttiva unionale relativa alla Global mimimum tax e dell’articolo 53 del decreto legislativo n. 209/2023, disciplina le regole operative per la dichiarazione fiscale annuale che va trasmessa all’Agenzia delle Entrate, e per il versamento delle imposte minime (integrativa, suppletiva e nazionale) dovute in Italia.
Novità 2026 con il Decreto Omnibus
La normativa che regola la Global minimum tax in Italia si arricchisce delle semplificazioni introdotte dal Decreto Omnibus. Con il provvedimento si interviene direttamente sul Dlgs 209 del 2023 per allineare la normativa nazionale alle indicazioni Ocse nell’ambito del Pillar Two.
Tre sono le modifiche di maggiore importanza. La prima prevedel’introduzione dell’articolo 39-bis e dei Safe Harbours. Si prevede un regime di semplificazione per ridurre gli oneri amministrativi per le multinazionali e nel particolare rispettando determinati parametri finanziari e di bilancio è possibile accedere a calcoli agevolati che possono portare anche all’azzeramento della top-up tax per le giurisdizioni a basso rischio.
Il decreto va a modificare anche gli articoli 18 e 21 del decreto legislativo 209/2023 e nel dettaglio:
- l’articolo 18, che regola l’Imposta Minima Nazionale (QDMTT): la modifica allinea il calcolo dell’aliquota effettiva (ETR) alle linee guida Ocse per evitare le doppie imposizioni quando una multinazionale calcola la top-up tax dovuta all’Italia. La ricchezza prodotta in Italia viene tassata fino al 15% minimo, bloccando qualsiasi pretesa possa avere un altro Stato estero;
- l’articolo 21 che regola l’Imposta Suppletiva (UTPR): in questo caso vengono precisati i criteri della ripartizione delle quote di imposta dovute all’Italia per le controllate estere.
Il Decreto Omnibus inserisce anche una clausola generale di recepimento per incorporare nella normativa interna le future linee guide pubblicate dall’Inclusive Framework OCSE/G20.
Grazie a questi correttivi le grandi imprese con fatturato superiore ai 750 milioni di euro potranno avere regole maggiormente chiare per gestire i flussi dichiarativi e il calcolo dell’imposta integrativa.
Obbligo di dichiarazione Global minimum tax
L’obbligo di dichiarazione ai fini della Global minimum tax ricade sulle multinazionali e per gli esercizi che hanno inizio dal 31 dicembre 2023 o successivamente. Con il decreto viene fissato un modello dichiarativo unico composto da due parti:
- una sezione generale, sempre obbligatoria, contenente i dati del soggetto che presenta la dichiarazione, le informazioni sul gruppo, ed eventuali regimi semplificati o di esclusione di cui il gruppo usufruisce;
- prospetti specifici per ciascuna delle tre imposte di cui il dichiarante è responsabile (i prospetti vanno compilati anche se l’imposta dovuta è pari a zero).
Nella dichiarazione devono essere indicate le imprese ed entità coobbligate e la ripartizione dell’onere fiscale. La dichiarazione deve essere trasmessa entro 15 mesi dalla chiusura dell’esercizio, siamo nella fase in cui deve ancora essere inviata la prima dichiarazione relativa all’anno di imposta 2024. Per il primo esercizio di applicazione delle disposizioni (esercizio transitorio), il termine è stato esteso a 18 mesi e quindi il primo termine di scadenza non può essere anteriore al 30 giugno 2026.
Come per tutte le dichiarazioni, i soggetti obbligati sono tenuti a conservare la documentazione contabile ed extra contabile utilizzata per la compilazione della dichiarazione fiscale. Questa deve essere messa a disposizione dell’amministrazione finanziaria in caso di controlli.
Versamento della Global minimum tax
Le imposte sono versate in due rate. La prima, pari al 90% dell’importo complessivamente dovuto, deve essere versata entro l’undicesimo mese successivo alla chiusura dell’esercizio di riferimento. Ad esempio, per l’esercizio 2024 coincidente con l’anno solare, il primo versamento si effettua entro il primo dicembre 2025 (in quanto il 30 novembre cade di domenica). La seconda rata, saldo, deve essere versata entro un mese dalla chiusura del termine per la presentazione della dichiarazione, quindi per l’anno di imposta 2025, la dichiarazione deve essere presentata entro il 30 giugno 2026 e il saldo versato entro il 31 luglio 2026.