La giornata Forex dell’1 aprile: focus sul primo trimestre del 2019

Nel primo trimestre del 2019 sono balzate la Sterlina inglese e il Rublo russo. Male invece le valute rifugio, penalizzate dal rally del mercato azionario

La giornata Forex dell'1 aprile: focus sul primo trimestre del 2019

Seduta all’insegna della debolezza per il Dollaro Usa, che si deprezza contro la maggior parte delle valute del G10. Particolarmente in forma la Sterlina inglese, con il Gbp/Usd che segna una performance positiva dello 0,72%. Per stasera è previsto il voto della Camera dei Comuni su alcuni voti indicativi sulle mozioni per la Brexit.


Performance delle valute del G10 contro il Dollaro Usa. Fonte: Bloomberg

Da segnalare anche la prova di forza dell’Aud/Usd, in rialzo dello 0,35% grazie ai dati cinesi positivi usciti nelle prime ore di oggi. Si deve infatti ricordare che l’andamento del Dollaro australiano è correlato alla situazione economica cinese. L’Australia è infatti il Paese anglosassone più dipendente dalla Cina.

In difficoltà le valute rifugio: a pesare sullo Yen giapponese e sul Franco svizzero, che lasciano sul terreno lo 0,37% e lo 0,28% nei confronti del biglietto verde, sono i rialzi dei mercati azionari, che fanno defluire i capitali dai cosiddetti “porti sicuri”.

Fronte divise emergenti, ben più volatili di quelle delle monete del G10, si apprezzano in maniera consistente sul Dollaro americano il Rand sudafricano e la Lira turca, che mettono a segno dei rialzi del 2,36% e del 2,03%. Prevale la debolezza sul Fiorino ungherese, che cede lo 0,14% contro il Dollaro statunitense.

I vincitori e i vinti del primo trimestre 2019

Con la conclusione del primo trimestre dell’anno, si possono iniziare a fare dei bilanci anche per quanto riguarda il Forex.


Performance del primo trimestre delle valute del G10 contro il Dollaro Usa. Fonte: Bloomberg

Grande vincitrice tra le valute del G10 è la Sterlina inglese, che ha messo a segno un rialzo del 3,08% sul biglietto verde. A spingere il valore della moneta di sua Maestà è stato l’allontanarsi dello spettro della “hard Brexit”. L’apprezzamento del prezzo del petrolio ha fatto salire anche le quotazioni del Dollaro canadese e della Corona norvegese, che si apprezzano rispettivamente del 2,20% e dello 0,72% sul Dollaro Usa.

Il rally dei mercati azionari ha fatto scendere le quotazioni delle valute rifugio: lo Yen giapponese e il Franco svizzero hanno ceduto l’1,38% e l’1,64%.

Anche l’Euro è stato penalizzato: a causa dell’approccio accomodante della BCE, la moneta unica ha lasciato sul terreno il 2,15%. Maglia nera la Corona svedese, che ha segnato un -4,35% sul biglietto verde.

Tra le divise emergenti spicca la performance positiva del Rublo russo, che avanza del 6,74% sul Dollaro Usa, più del doppio di quanto si è apprezzata la seconda moneta emergente per performance positive, il Peso cileno con il 3,18% di terreno guadagnato sul Dollaro americano nel giro di tre mesi. L’ultimo posto della classifica appartiene invece al Peso argentino, che cede il 12,02% contro il biglietto verde.

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