Un decimale oltre il limite UE, ma USA e Francia corrono verso deficit record. Giorgetti: «Il mondo è cambiato dal 28 febbraio». E il valore relativo dei BTP potrebbe cambiare con esso.
Il deficit italiano si è fermato al 3,1% nel 2025. Un decimale oltre il limite del 3% fissato da Bruxelles. Un decimale che, sulla carta, tiene l’Italia in procedura d’infrazione fino al 2027. Ma per chi detiene BTP o sta valutando se comprarne, quel decimale potrebbe nascondere un’evidenza che il mercato non ha ancora completamente prezzato.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha pronunciato una frase che cambia la prospettiva: «L’uscita dal deficit interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026. Dopo, assolutamente meno».
Il 28 febbraio è il giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran. Il giorno in cui, secondo Giorgetti, il mondo è cambiato. E quando il mondo cambia, anche il valore relativo degli asset cambia. Compreso quello dei BTP. Perché mentre gli Stati Uniti accumulano debito più velocemente che nella Seconda Guerra Mondiale, mentre la Francia resta inchiodata a un deficit del 5,1%, mentre il debito USA corre verso il 171% del PIL entro il 2055, vista così, l’Italia è relativamente messa male o bene? Non è scontata la risposta. Così come le attese sul BTP. [...]
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