Il gigante Cina è in declino: la recessione inizia da qui?

Violetta Silvestri

17/01/2023

I dati macro sulla Cina hanno evidenziato che il 2022 è stato difficile per dragone. Il target del Pil è rimasto ben lontano e anche la popolazione sta diminuendo. Il declino porterà alla recessione?

Il gigante Cina è in declino: la recessione inizia da qui?

Cina gigante fragile nell’economia globale?

A parlare sono i dati economici rilasciati nella notte, nei quali è emerso che la crescita del dragone nel 2022 è crollata a uno dei livelli peggiori in quasi mezzo secolo. Il quarto trimestre è stato duramente colpito dalle severe restrizioni Covid e dal tonfo del mercato immobiliare, aumentando la pressione sui politici affinché mettano in campo ulteriori stimoli quest’anno.

Gli economisti prevedono una ripresa quest’anno rispetto al 2022, ma le sfide per la Cina sono molte e difficili, tra queste ci sono il Covid, una crisi immobiliare che ha trascinato al ribasso i prezzi delle case, un crollo delle esportazioni con il rallentamento dell’economia globale e il primo calo della popolazione cinese in 60 anni.

Con una ulteriore domanda: il declino cinese trascinerà il mondo in recessione?

Si chiude un 2022 debole per la Cina: i dati economici

L’economia cinese è cresciuta solo del 3% nel 2022, sottolineando i pesanti costi della strategia zero-Covid prima che venisse bruscamente abbandonata il mese scorso.

I dati sul Pil del paese hanno mancato l’obiettivo di crescita ufficiale di Pechino, che al 5,5% era già il più basso da decenni. A parte nel 2020 all’inizio della pandemia, quando il Pil per l’intero anno è aumentato del 2,2%, la crescita è stata la più debole dal 1976.

La crescita trimestrale e alcuni degli indicatori di dicembre come le vendite al dettaglio hanno superato le aspettative di mercato, ma gli analisti hanno notato che l’impulso economico complessivo in tutta la Cina è rimasto debole.

Il prodotto interno lordo è cresciuto del 2,9% tra ottobre e dicembre rispetto all’anno precedente, secondo i dati del National Bureau of Statistics (NBS), più lento rispetto al ritmo del 3,9% del terzo trimestre.

La produzione industriale è cresciuta dell’1,3% a dicembre rispetto all’anno precedente, rallentando da un aumento del 2,2% a novembre, mentre le vendite al dettaglio, un indicatore chiave del consumo, sono diminuite dell’1,8% il mese scorso dopo il calo del 5,9% di novembre.

I dati ufficiali hanno mostrato che la disoccupazione è diminuita nonostante l’attività manifatturiera e dei servizi sia stata schiacciata dal picco dei contagi.

Il settore immobiliare cinese è stato tra i maggiori ostacoli alla crescita. Gli investimenti nel settore sono diminuiti del 10,0% su base annua nel 2022, il primo calo dall’inizio dei record nel 1999, e le vendite di proprietà sono crollate maggiormente dal 1992, suggerendo che finora le misure di sostegno del governo hanno avuto un impatto minimo.

Nelle ultime settimane le autorità hanno lanciato una raffica di politiche rivolte agli acquirenti di case e ai promotori immobiliari, per alleviare una stretta di liquidità di lunga data che ha colpito i costruttori e ritardato il completamento di molti progetti abitativi.

Un forte rimbalzo in Cina potrebbe mitigare una prevista recessione globale (così come un ulteriore declino potrebbe trascinare in basso l’economia globale), ma potrebbe anche causare ulteriori mal di testa inflazionistici in tutto il mondo, proprio quando i politici stanno iniziando a gestire gli aumenti record dei prezzi.

Crollo demografico in Cina: perché è preoccupante?

La popolazione cinese, intanto, è diminuita nel 2022 per la prima volta da decenni, un cambiamento storico che dovrebbe avere conseguenze a lungo termine per le economie nazionale e globali.

Il paese più popoloso del mondo è stato a lungo una fonte cruciale di lavoro e domanda, alimentando la crescita in Cina e nel mondo.

Il National Bureau of Statistics ha annunciato che la popolazione totale è diminuita di 850.000 unità nel 2022 a 1,41175 miliardi, il primo calo in 60 anni.

“Questo è un vero punto di svolta storico, l’inizio di un declino demografico a lungo termine e irreversibile”, ha affermato Wang Feng, esperto di cambiamento demografico cinese presso l’Università della California, Irvine.

Zhiwei Zhang, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management ha aggiunto: “la Cina non può fare affidamento sul dividendo demografico come motore strutturale per la crescita economica. La crescita economica dovrà dipendere maggiormente dalla crescita della produttività, che è guidata dalle politiche del governo. La popolazione probabilmente diminuirà da qui nei prossimi anni. Questo è molto importante, con implicazioni per la crescita potenziale e la domanda interna.”

Da evidenziare, infine, che le stime delle Nazioni Unite per il 2022 prevedono che quest’anno l’India supererà la Cina come nazione più popolosa del mondo. La popolazione indiana è attualmente di 1,4066 miliardi. Nuovi equilibri/squilibri economici si intravedono all’orizzonte.