Il Primo Ministro giapponese, Fumio Kishida, ha annunciato il suo impegno per promuovere la concorrenza nell’industria della gestione patrimoniale del paese, che vale ben 5 trilioni di dollari, incoraggiando nuovi players a trasformare i risparmi familiari in investimenti.
Il governo giapponese sta riportando in auge la sua vecchia promessa politica di spostare 2.000 trilioni di yen (pari a 13,48 trilioni di dollari) degli asset finanziari delle famiglie in investimenti, considerando che la metà di tali risorse giace in contanti o depositi bancari.
“Stiamo lavorando duramente per promuovere una gestione patrimoniale sofisticata e per attrarre nuovi partecipanti”, ha dichiarato Kishida durante un discorso tenuto presso l’Economic Club of New York.
Nonostante i fondi nell’industria dell’asset management giapponese siano aumentati del 50% negli ultimi tre anni, raggiungendo 800 trilioni di yen, Kishida ritiene che ci sia ancora molto da fare.
La sana concorrenza nell’industria della gestione patrimoniale mira a creare un circolo virtuoso in cui rendimenti più elevati sugli investimenti familiari si traducono in maggiori spese e profitti aziendali.
L’industria è attualmente dominata da soggetti affiliati a grandi banche e case di brokeraggio, il che, secondo il regolatore finanziario del Giappone, potrebbe ostacolare la gestione delle risorse e la governance dei prodotti.
“Per iniziare, correggeremo le pratiche commerciali uniche del Giappone e risolveremo le barriere all’ingresso, introducendo anche un nuovo programma per assistere le aziende di investimento”, ha affermato Kishida.
Le misure includono la flessibilità regolamentare per consentire ai piccoli gestori patrimoniali di esternalizzare le loro operazioni back-office, oltre al lancio di zone commerciali speciali in cui le procedure amministrative possono essere completate esclusivamente in inglese.
L’Agenzia per i Servizi Finanziari ha affermato che il governo sta anche considerando la promozione di programmi per gestori emergenti, in cui fondi pensione o dotazioni allocano una certa quantità del loro portafoglio per essere investita in gestori emergenti.
Questi passi supplementari si aggiungono ad altre misure politiche, tra cui l’espansione di un programma di investimenti esenti da tasse per gli investitori individuali.
Il governo ha per anni cercato di cambiare le abitudini di investimento, ma fonti dell’industria sostengono che la terza economia mondiale sta iniziando a vedere segni precoci di inflazione persistente che renderebbero meno attraente mantenere fermo il contante.