Oggi il loro valore sta soprattutto nella capacità di offrire reddito, stabilità relativa e diversificazione, non in forti plusvalenze.
In un mercato in cui le valutazioni azionarie appaiono sempre più tese, la parola bolla è tornata a circolare con insistenza. Molti investitori, soprattutto retail, stanno rivalutando strumenti capaci di offrire flussi più prevedibili e una maggiore protezione nelle fasi di turbolenza. In questo contesto, i bond tornano a occupare uno spazio centrale nelle strategie di portafoglio, non più solo come semplice contrappeso alle azioni, ma come vera fonte di reddito e gestione del rischio.
Dopo anni di rendimenti bassissimi, oggi le obbligazioni offrono cedole più interessanti. Questo rende il loro ruolo più concreto e meno “teorico” rispetto al passato, quando servivano soprattutto a smussare la volatilità. Tuttavia, l’esperienza recente ha insegnato che anche il mercato obbligazionario può attraversare fasi molto dolorose, e che non tutte le obbligazioni reagiscono allo stesso modo agli shock economici e geopolitici.
Nel mondo azionario, la crescita dei fondi indicizzati ha progressivamente messo in difficoltà la gestione attiva, che spesso fatica a battere i benchmark nel lungo periodo. Nel reddito fisso, invece, la dinamica è diversa. Da anni, i flussi verso i fondi obbligazionari gestiti attivamente superano quelli diretti verso soluzioni passive, e non si tratta solo di una questione di abitudine degli investitori. [...]
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