Geely e BYD si contendono la leadership in Cina. Superati i marchi tradizionali

P. F.

19 Marzo 2026 - 16:35

Geely punta a superare BYD nelle vendite in Cina nel 2026, forte di un utile record da 2,1 miliardi di euro. Entrambi i gruppi adotteranno la piattaforma Nvidia per la guida autonoma.

Geely e BYD si contendono la leadership in Cina. Superati i marchi tradizionali

Geely ha lanciato una sfida diretta a BYD per il primato nelle vendite sul mercato cinese entro il 2026. L’annuncio è arrivato il 18 marzo durante la presentazione dei risultati finanziari 2025, che hanno segnato per il colosso di Hangzhou un utile netto record di 16,85 miliardi di yuan (circa 2,1 miliardi di euro) e il superamento, per la prima volta nella storia aziendale, della soglia dei 3 milioni di veicoli venduti.

Il target globale fissato dalla casa automobilistica per il 2026 è di 3,45 milioni di unità, con un obiettivo interno ancora più ambizioso sul fronte domestico, dove Geely ha intenzione di superare i circa 3,55 milioni di veicoli che BYD ha piazzato in Cina nel 2025. È una partita che si gioca su numeri enormi, in un mercato dove i costruttori tradizionali occidentali appaiono sempre più ai margini.

La nuova gerarchia globale: i costruttori cinesi scalano la classifica mondiale

Il confronto tra Geely e BYD per il primato in Cina si inserisce in un riassetto più ampio delle gerarchie dell’industria automobilistica mondiale. Secondo i dati sulle vendite globali relativi al 2025, Toyota si è confermata al primo posto per il sesto anno consecutivo con 11,32 milioni di veicoli (+4,65%), seguita da Volkswagen a 8,98 milioni (in leggera flessione dello 0,51%) e dal gruppo Hyundai-Kia a 7,27 milioni. General Motors e Stellantis hanno mantenuto rispettivamente la quarta e la quinta posizione con 6,18 e 5,48 milioni di unità. È però nelle posizioni immediatamente successive che il quadro si è trasformato in modo significativo.

BYD ha chiuso il 2025 a 4,6 milioni di veicoli venduti, con una crescita del 7,7% che le ha permesso di superare Ford nella classifica globale. Il marchio statunitense è sceso all’ottava posizione con 4,4 milioni di unità e una flessione dell’1,7%. Tra i due si è collocata SAIC, stabile al settimo posto con 4,51 milioni di mezzi, trainata dal successo internazionale del marchio MG, ormai consolidato nelle preferenze dei consumatori europei.

La scalata più vistosa è stata però quella di Geely: la società cinese è entrata per la prima volta nella top 10 mondiale al nono posto con 4,12 milioni di veicoli e una crescita superiore al 26%. A cedere terreno è stata soprattutto Honda, scivolata al decimo posto con 3,52 milioni di unità e un calo del 7,5%. Il ridimensionamento dell’industria giapponese di seconda fascia, insieme alle difficoltà di realtà come Suzuki e dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, conferma che il mercato globale premia sempre di più chi ha investito per tempo nell’elettrificazione e nell’integrazione verticale della filiera produttiva.

I risultati 2025 di Geely: ricavi e utili in forte crescita

I numeri depositati da Geely per l’esercizio 2025 fotografano un’accelerazione su tutti i principali indicatori. I ricavi totali hanno raggiunto 345,2 miliardi di yuan (circa 43 miliardi di euro), in aumento del 25% su base annua. L’utile netto rettificato attribuibile agli azionisti si è attestato a 14,41 miliardi di yuan (1,8 miliardi di euro), con una crescita del 36% rispetto al 2024. Le riserve di cassa hanno chiuso l’anno a 68,2 miliardi di yuan (8,5 miliardi di euro), in rialzo del 46% rispetto alla fine dell’esercizio precedente.

A spingere la redditività ha contribuito la strategia premium imperniata sul marchio Zeekr. Il modello Zeekr 9X, con un margine di profitto stimato al 40%, ha rappresentato il prodotto di punta del portafoglio, contribuendo a portare il margine lordo di gruppo al 16,9% nel quarto trimestre 2025, un livello superiore alla media annua del 16,6%. Il neolanciato Zeekr 8X ha totalizzato oltre 30.000 ordini nei primi due giorni di prevendita, a conferma della risposta positiva dei consumatori cinesi al posizionamento alto di gamma perseguito dal costruttore cinese. I risultati del 2025 hanno peraltro beneficiato di un aggiustamento in corsa del target annuale, che era stato rivisto da 2,71 a 3 milioni di unità e poi centrato in pieno.

BYD resta in vantaggio, ma il distacco si riduce

L’obiettivo di vendita di BYD per il 2026 è di 5 milioni di veicoli a livello globale, una cifra che sulla carta sembra fuori portata per Geely. Tuttavia il confronto domestico offre una lettura diversa. Una quota crescente delle vendite di BYD proviene dall’export: a febbraio i volumi esportati hanno addirittura superato quelli interni. Se questa tendenza dovesse consolidarsi, con circa la metà della produzione destinata all’estero, il sorpasso di Geely in Cina non apparirebbe più irrealistico.

Se poi si considerassero tutte le vendite dell’intera holding Geely, che include Volvo, Lotus e Proton oltre allo stesso marchio Geely, il quadro cambierebbe ulteriormente: i volumi complessivi del 2025 erano inferiori a quelli di BYD soltanto del 10% circa. La diversificazione del portafoglio marchi e la solidità finanziaria certificata dai risultati 2025 posizionano Geely come lo sfidante più credibile nella corsa alla leadership del più grande mercato automobilistico del mondo. Per la prima volta negli ultimi anni, BYD non può più dare per scontato il suo primato.

Il vantaggio ibrido di Geely

La vera differenza strategica tra i due contendenti sta nel mix di prodotto. BYD vende esclusivamente veicoli a nuova energia (NEV), mentre Geely mantiene una quota solida e remunerativa nel segmento dei motori a combustione interna (ICE). Nel piano 2026, dei 3,45 milioni di veicoli previsti a livello globale, 2,2 milioni saranno NEV, ma la componente termica resta un cuscinetto finanziario per sostenere l’espansione nell’elettrico e assorbire i costi della transizione tecnologica. A febbraio 2026 il modello Starray (Boyue L) di Geely si è piazzato come il SUV a combustione interna più venduto in Cina, superato soltanto da Tesla Model Y e Xiaomi YU7 nella classifica generale dei SUV.

Geely ha peraltro già sorpassato BYD nelle vendite mensili nei primi due mesi dell’anno, approfittando del rallentamento temporaneo della rivale legato alla rimodulazione degli incentivi fiscali sui veicoli completamente elettrici (BEV). Il doppio binario elettrico-termico si sta rivelando, almeno in questa fase, l’arma più efficace per erodere il vantaggio della rivale di Shenzhen nel mercato automobilistico più competitivo al mondo.

L’offensiva internazionale: 640.000 unità export e la carta Volvo

Le ambizioni di Geely non si fermano al mercato interno. L’obiettivo ufficiale di esportazione per il 2026 è di 640.000 unità, ma i target interni punterebbero a 750.000 veicoli. Per raggiungere queste cifre, il gruppo prevede di espandere la rete di concessionari internazionali a oltre 1.300 punti vendita e di sfruttare le sinergie con i marchi della Geely Holding

Modelli come Galaxy E5 e Starship 7 saranno introdotti nei mercati globali, mentre l’offensiva europea di Lynk & Co verrà accelerata con il lancio dei modelli 08, 01 e Z20, utilizzando le risorse logistiche e distributive di Volvo. Il Zeekr 7X è programmato per il debutto in Corea del Sud nel primo semestre 2026. Sul fronte delle infrastrutture di ricarica, la controllata Haohang Energy prevede l’installazione di oltre 50.000 stazioni di ricarica rapida da un megawatt nei prossimi cinque anni, mentre i modelli aggiornati come la Zeekr 001 supporteranno potenze di ricarica fino a 1.500 kW, un dato che punta a ridurre drasticamente i tempi di rifornimento e a rendere l’esperienza d’uso dei veicoli elettrici paragonabile a quella dei motori tradizionali.

La partnership con Nvidia e la corsa alla guida autonoma

A rafforzare il posizionamento tecnologico di entrambi i costruttori cinesi è intervenuta Nvidia. Il CEO Jensen Huang, durante la conferenza annuale GTC a San Jose, ha annunciato che sia BYD sia Geely adotteranno la piattaforma Drive Hyperion per lo sviluppo di veicoli autonomi di Livello 4, capaci di operare senza intervento umano in contesti predefiniti. La stessa piattaforma è stata estesa anche ai giapponesi Isuzu e Nissan.

Huang ha definito il momento attuale come il “ChatGPT delle auto a guida autonoma”, sottolineando il potenziale di un settore che, a suo dire, diventerà un “business da migliaia di miliardi di dollari” quando la mobilità su strada sarà in larga parte autonoma.

WeRide, azienda cinese specializzata nella guida autonoma, ha presentato alla stessa conferenza il suo Robotaxi GXR, costruito anch’esso sulla piattaforma Hyperion, con l’obiettivo di raggiungere una flotta di oltre 2.600 robotaxi operativi nel 2026 e decine di migliaia entro il 2030. Geely, dal canto suo, punta sui propri sistemi di guida autonoma avanzata (G-ASD) e sulle batterie allo stato solido come leve tecnologiche per colmare il divario con BYD, che può contare su una capacità produttiva e un livello di integrazione verticale superiori.

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