Gas, la Russia aumenta i flussi verso l’Ue: cosa succederà ai prezzi nei prossimi mesi?

Stefano Rizzuti

27/12/2022

La Russia ha annunciato che aumenterà i flussi di gas attraverso il gasdotto Yamal: cosa succederà e quali saranno le conseguenze per il Cremlino e per l’Ue?

Gas, la Russia aumenta i flussi verso l’Ue: cosa succederà ai prezzi nei prossimi mesi?

La Russia aumenterà i flussi di gas verso l’Ue. Con l’arrivo del freddo, il piano del Cremlino è quello di riaprire il gasdotto Yamal-Europa per incassare di più dalle forniture di gas e compensare il calo di entrate economiche degli ultimi mesi. la Russia, quindi, tornerà ad aumentare l’esportazione verso l’Europa.

La speranza di Mosca è che un aumento del freddo (quindi temperature più basse) potrebbe arrivare tra gennaio e febbraio, inducendo la popolazione europea ad aumentare i consumi di gas. Per questo, a quel punto, la Russia vuole farsi trovare pronta con la riapertura del gasdotto Yamal, che permetterebbe di aumentare i flussi e, di conseguenza, le entrate.

Il gasdotto Yamal è tra i più importanti hub russi verso l’Europa. I suoi tubi passano per la Bielorussia, la Polonia e arrivano poi in Germania, con il gas destinato anche ai paesi nordici. Ma cosa succederà con questa riapertura? Chi ci guadagnerà di più?

Il prezzo del gas

Intanto il prezzo del gas naturale sul mercato Ttf di Amsterdam è in leggero rialzo, ma ancora a livelli ben più bassi di quelli registrati fino a pochi giorni fa. I contratti future sul mese di gennaio salgono di circa l’1% e arrivano a 84 euro al megawattora. Parliamo di valori ancora positivi, nettamente in discesa rispetto a poche settimane fa, grazie sia al calo dei consumi (dovuto soprattutto a un inverno per ora abbastanza mite) che all’accordo politico sul price cap europeo.

Gas, i flussi russi verso l’Ue e la riapertura di Yamal

Alexander Novak, vicepremier russo, ha spiegato che il 26 dicembre Gazprom ha inviato 42,4 milioni di metri cubi di gas in Ue attraverso l’Ucraina, una cifra in linea con quella degli ultimi giorni. Ma, soprattutto, ha annunciato che Mosca vuole riprendere le forniture di gas attraverso il gasdotto Yamal.

Novak ha fornito anche alcuni dati sull’esportazione di gas russo nel 2022: a fine anno sarà in calo del 25%, con una produzione scesa del 12%, come ha spiegato alla Tass. Al contrario l’esportazione del gas naturale liquefatto è aumentata dell’8,7%.

Perché la Russia vuole aumentare il gas all’Ue

Secondo la strategia russa, con il calo delle temperature dovrebbe aumentare la domanda di gas. Eventualità su cui puntare per rafforzare l’economia di Mosca. Che, intanto, ha già ridotto la produzione del petrolio (tra 500mila e 700mila barili al giorno) come reazione all’embargo Ue scattato il 5 dicembre, nella speranza che possano risalire i prezzi.

Considerando il calo delle entrate derivanti dal petrolio, intanto, Mosca vuole sostenere la propria economia in altro modo, sperando che i maggiori consumi possano anche far risalire il prezzo del gas. Finora non era necessario aumentare le forniture perché di fronte alla riduzione del gas esportato le entrate non erano scese grazie alla crescita dei prezzi. Ora che i prezzi sono scesi il gas fornito all’Ue non è più sufficiente per il Cremlino, che ha bisogno di nuove entrate.

Il gasdotto Yamal-Europa

Il gasdotto Yamal è fermo praticamente dall’inizio dell’estate. La motivazione ufficiale è che le ragioni sono esclusivamente tecniche, però in molti credono che si sia trattato di una ripicca di Putin contro l’Ue dopo il sostegno ricevuto dall’Ucraina in seguito all’invasione delle truppe di Mosca. Dal gasdotto passa circa il 10% del gas che la Russia, a inizio anno, forniva all’Europa.

Il flusso che passa attraverso il gasdotto Yamal arriva soprattutto a Polonia e Germania, due paesi molto legati ancora al carbone. Una riapertura dell’infrastruttura potrebbe fornire importanti quantità a questi due paesi e, di conseguenza, alleggerire il carico su tutta l’Ue.

Riapertura gasdotto Yamal, cosa succederà ai prezzi?

Prevedere oggi cosa succederà è difficile: la Russia scommette su un inverno freddo nei prossimi mesi e sulla conseguente necessità di aumentare i consumi dei cittadini europei. Ma se i consumi non dovessero salire così tanto (soprattutto in caso di mesi non particolarmente rigidi) il prezzo non salirebbe e la scommessa di Putin potrebbe anche fallire. Il trend positivo degli ultimi mesi, inoltre, non fa ben sperare Putin. Ma è chiaro che basta poco - per esempio una ripida discesa delle temperature - per ribaltare completamente le carte in tavola.

Dall’altra parte, peraltro, una garanzia di maggiori forniture - anche grazie al gasdotto riaperto - potrebbe incidere positivamente sul prezzo: se l’Ue sapesse di poter contare su più flussi non è da escludere che il prezzo possa scendere, anche grazie a un maggior riempimento degli stoccaggi in vista dell’inverno successivo.

Gas, si muove anche la Turchia

La partita europea del gas potrebbe avere anche un nuovo protagonista nei prossimi mesi: la Turchia. Da quel fronte, infatti, arrivano importanti novità. Il presidente Recep Erdogan ha annunciato la scoperta di 58 miliardi di metri cubi di giacimenti nel Mar Nero. Non tantissimi, in effetti, ma sommati agli altri disponibili per Ankara arriviamo a circa 700 miliardi. Utili per far aumentare il peso della Turchia nella complicata partita delle forniture di gas in Europa.