Fuga dei miliardari dalla guerra nel Golfo. Ecco dove stanno andando

Redazione Money Premium

23 Marzo 2026 - 07:31

Miliardari del Golfo spostano i soldi: capitali in aumento del 40% verso queste banche.

Fuga dei miliardari dalla guerra nel Golfo. Ecco dove stanno andando

Le tensioni in Medio Oriente stanno producendo effetti che vanno ben oltre il piano militare.

Dopo gli attacchi contro l’Iran e la risposta di Teheran, cresce l’incertezza tra gli investitori più ricchi della regione del Golfo, preoccupati per la stabilità politica e per la sicurezza dei propri patrimoni. Quando il rischio geopolitico aumenta, una delle prime conseguenze è spesso lo spostamento dei capitali verso Paesi considerati più stabili dal punto di vista finanziario e giuridico.

Molti investitori facoltosi del Golfo stanno valutando di trasferire parte dei propri capitali in Svizzera, storicamente considerata uno dei luoghi più sicuri al mondo per custodire grandi patrimoni.
Il fenomeno riguarda soprattutto individui con patrimoni molto elevati, grandi famiglie imprenditoriali e strutture di gestione patrimoniale familiare. In questo contesto torna centrale il ruolo della Svizzera come rifugio finanziario, soprattutto nei momenti di instabilità geopolitica. Negli ultimi tre anni le posizioni di liquidità registrate in Svizzera da privati e soggetti non bancari provenienti dagli Emirati Arabi Uniti sono cresciute di circa il 40%, un aumento significativo che dimostra come il processo di spostamento dei capitali fosse già iniziato prima dell’ultima crisi militare.

Il nuovo conflitto potrebbe accelerare ulteriormente questa dinamica e diversi consulenti patrimoniali ritengono che nel medio periodo potrebbero arrivare nel sistema bancario svizzero tra 30 e 50 miliardi di dollari di nuovi capitali provenienti dal Medio Oriente. In genere questi trasferimenti avvengono in due fasi: inizialmente viene spostata la liquidità, successivamente vengono trasferiti investimenti più complessi come portafogli azionari, obbligazioni o fondi di investimento. Questo fenomeno viene descritto dagli analisti come trasferimento di capitali dal Medio Oriente verso la Svizzera e rappresenta una dinamica ricorrente nelle fasi di crisi geopolitica.

Tra le banche beneficiarie di questi flussi c’è UBS, il più grande gestore patrimoniale svizzero, che amministra diverse migliaia di miliardi di dollari di asset per clienti privati e istituzionali. Anche Julius Baer, uno dei principali gruppi svizzeri specializzati nella gestione della ricchezza privata, si avvantaggerà dell’aumento dei capitali provenienti dal Golfo. Pictet, storica banca privata con sede a Ginevra e una delle più grandi del Paese nella gestione patrimoniale, ha segnalato un aumento delle richieste di informazioni da parte dei clienti ma ha precisato che al momento non si può parlare di un afflusso significativo di nuovi capitali. Secondo Pictet, tuttavia, la tendenza positiva nella crescita dei patrimoni gestiti è continuata anche all’inizio dell’anno dopo il record registrato alla fine dell’anno precedente.

Un altro indicatore della crescente domanda di sicurezza finanziaria è arrivato dal mercato valutario: subito dopo gli attacchi contro l’Iran il franco svizzero ha raggiunto il valore più alto rispetto all’euro degli ultimi dieci anni, confermando ancora una volta il ruolo della valuta svizzera come bene rifugio nei momenti di tensione internazionale. Nei periodi di crisi geopolitica infatti molti investitori comprano franchi svizzeri o trasferiscono capitali nel Paese perché percepito come politicamente stabile e con un sistema giuridico molto solido.

La Svizzera rappresenta uno dei principali centri mondiali per la gestione della ricchezza privata e secondo le stime del settore le banche del Paese amministrano oltre 3.000 miliardi di dollari di patrimoni provenienti dall’estero, una cifra che corrisponde a circa un quarto della ricchezza privata globale gestita oltre confine. Questo primato è legato a diversi fattori: stabilità politica, forte tutela della proprietà privata, infrastrutture finanziarie molto sviluppate e una lunga tradizione nella gestione dei grandi patrimoni. Proprio queste caratteristiche sono spesso sintetizzate con l’espressione stabilità finanziaria svizzera.

Gli esperti sottolineano però che sarà necessario attendere settimane o mesi per capire la reale dimensione dei nuovi flussi finanziari perché il trasferimento di grandi patrimoni richiede procedure legali, fiscali e amministrative complesse. Se il conflitto dovesse durare a lungo o intensificarsi, diversi analisti ritengono possibile che l’afflusso di capitali verso la Svizzera possa raggiungere diverse decine di miliardi di dollari. In questo scenario la crisi geopolitica potrebbe trasformarsi anche in un importante fenomeno finanziario globale, con una nuova fuga di capitali dal Medio Oriente diretta verso i centri bancari considerati più sicuri.