Il piccolo (?) fondo pensione danese liquida i suoi titoli di stato americani dopo le tensioni sulla Groenlandia. E’ il canarino nella miniera?
Per decenni, dal dopoguerra, il dollaro e i titoli di Stato americani sono stati il centro di gravità della finanza globale.
Il luogo dove parcheggiare riserve, coprire rischi e cercare sicurezza nei momenti di tempesta. Oggi quel ruolo non è in discussione nei numeri, ma inizia a esserlo nella percezione politica e strategica. E quando la percezione cambia, i flussi finanziari prima o poi seguono.
Nelle ultime settimane di dibattito sulla presenza americana in Groenlandia, è passata forse sotto traccia una notizia. Il fondo pensione AkademikerPension, ovviamente danese dato il contesto, che gestisce circa 25 miliardi di dollari di risparmi previdenziali, ha annunciato la vendita integrale dei propri titoli di Stato americani, per circa 100 milioni di dollari. Una cifra infinitesimale rispetto al mercato globale, basti pensare che a livello europeo deteniamo circa 3.600 miliardi di treasury americani. Tuttavia, il segnale politico e simbolico rimane. Il direttore degli investimenti del fondo, Anders Schelde ha spiegato che il debito pubblico americano viene ormai percepito come meno sostenibile e più esposto a rischi politici. In altre parole: non è solo una questione di rendimento, ma di affidabilità strategica. [...]
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