L’Unione europea potrebbe vietare queste sostanze, coinvolgendo un elettrodomestico da cucina molto apprezzato e non soltanto.
Le restrizioni attuate dalle autorità, soprattutto se coinvolgono strumenti di uso comune, sono spesso viste come delle interferenze eccessive nella vita dei cittadini che complicano le loro vite, anziché migliorarle. Non si può negare alcuna interpretazione, ma bisogna anche comprendere che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di regole imposte per la salvaguardia delle persone, magari dovute a nuove scoperte e conclusioni che cambiano le abitudini finora consolidate.
Si può solo immaginare la reazione dei consumatori quando scopriranno che al momento l’attenzione dell’Unione europea riguarda anche un elettrodomestico da cucina molto popolare, forse uno dei più diffusi e apprezzati degli ultimi anni. In base ai nuovi studi, Bruxelles potrebbe perfino vietare l’elettrodomestico per come lo conosciamo oggi, quantomeno alcuni modelli e tipologie, per pretendere il rispetto di rigorosi standard di sicurezza. Ovviamente, la misura rientrerebbe in un piano molto più ampio, riguardante sostanze pericolose che si trovano anche nelle friggitrici ad aria, ma non soltanto.
I nuovi divieti in arrivo dall’Unione europea
Molti elettrodomestici hanno segnato fortemente il periodo storico in cui sono stati inventati e prodotti. La friggitrice ad aria non è stata una novità rivoluzionaria, ma è senza dubbio l’elettrodomestico del momento. Ha avuto una diffusione rapidissima in molte case, conquistando consumatori di qualsiasi età ed esigenza.
Pratica, veloce, adatta per cucinare porzioni contenute con metodi considerati più salutari, la friggitrice ad aria è nei fatti un forno ventilato molto compatto, con una potenza elevata nonostante le dimensioni ridotte. Ha anche parecchi svantaggi, passando anche dai consumi energetici, ma è a mani basse davvero molto apprezzata. Per questo potrebbe essere il prodotto che più scatenerà le polemiche con le nuove restrizioni europee.
Il problema reso noto dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) è che può rappresentare un rischio per la salute. I due comitati scientifici dell’Echa, vale a dire il Rac (Risk assessment committee) e il Seac (Socio-economic analysis committee), supportano la messa al bando di numerose sostanze per la presenza di Pfas.
Questi ultimi sono composti chimici a base di fluoro e carbonio molto utilizzati nelle cucine per le proprietà idrorepellenti e l’ottima resistenza alle alte temperature, agli agenti chimici e alla combustione. Gli studi scientifici moderni, tuttavia, stanno progressivamente evidenziando pericoli sempre più concreti nell’esposizione a Pfas, tanto per l’ambiente quanto per la salute umana e animale.
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Nel mirino dell’Ue anche le friggitrici ad aria
Per i motivi citati, i comitati scientifici dell’Echa stanno caldamente incoraggiando delle restrizioni complete e definitive per abolire gli Pfas, che interesserebbe inevitabilmente anche le friggitrici ad aria. Queste ultime hanno infatti un rivestimento antiaderente interno che generalmente contiene un’elevata quantità di Pfas, nel limite degli standard attualmente previsti dall’Unione europea e dai singoli Stati in cui vengono vendute.
Il limite assoluto, quindi, imporrebbe una modifica sostanziale nelle friggitrici ad aria e presumibilmente anche il blocco delle vendite dei prodotti non a norma. Per quanto un simile cambiamento possa comportare dei disagi, soprattutto per le aziende, bisogna considerare che i benefici possono superarli ampiamente. Le evidenze scientifiche suggeriscono correlazioni tra l’esposizione a Pfas e problemi ormonali, disturbi del sistema immunitario, tumori e molto altro ancora.
Per il momento non esiste una prova certa che associ i due elementi, ma sono considerati comunque fattori di rischio prevenibili. Di fatto, i comitati scientifici dell’Echa invitano ad agire rapidamente per diminuire i pericoli, riducendo al minimo l’esposizione a Pfas, ma senza azioni immediate sconsiderate. Nel dettaglio, l’Unione europea dovrebbe trovare il più brevemente possibile delle alternative per sostituire e modificare i prodotti che al momento contengono Pfas, valutando anche delle deroghe per ottenere una misura “proporzionata e attuabile”.
Prima di bandire definitivamente le friggitrici ad aria con gli attuali rivestimenti antiaderenti, quindi, sono necessari ancora dei lavori consistenti da parte di Bruxelles e lo stesso vale per tutte le altre sostanze, per quanto le istituzioni siano spinte a intervenire con grande urgenza.
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