Non è bastato raccogliere il Primo Maggio, per la tredicesima giornata di mobilitazione, decine di migliaia di persone nelle strade di tutto il Paese.
Non è bastata l’unione dei francesi, solidali, al di là degli schieramenti politici, contro la riforma delle pensioni che innalza l’eta minima da 62 a 64 anni.
Non è bastata neppure la rabbia che ha infuocato le piazze e ha portato all’arrestate di quasi 300 persone, di cui 68 solo a Parigi e al ferimento di 108 agenti di polizia.
L’Eliseo non molla la presa sulla riforma delle pensioni, nonostante la maggioranza della popolazione sia contraria alla via intrapresa.
I Saggi bocciano la seconda proposta di referendum
Dopo l’approvazione dei punti principali lo scorso 14 aprile, le opposizioni hanno annunciato che la protesta non si sarebbe fermata. Da settimane nel Paese si protesta contro la riforma. I sindacati avevano chiesto «solennemente» al presidente di «non promulgare la legge» e hanno criticato la scelta di Macron di firmare di notte: è «una provocazione», avevano ruggito alla notizia.
E oltre alle piazze si erano affidati al Consiglio costituzionale per indire un referendum; la prima richiesta era stata bocciata a metà aprile.
Ieri, i Saggi hanno respinto anche la seconda domanda di referendum popolare presentato da senatori socialisti, comunisti ed ecologisti per «vietare un’età pensionabile superiore ai 62 anni».
All’opposizione resta ormai soltanto la proposta di legge di abrogazione della riforma, che sarà presentata in parlamento l’8 giugno dal gruppo centista Liot.
La crisi diplomatica con l’Italia
Nel frattempo, la Francia deve gestire un’altra crisi, questa volta politica e ancora una volta, con l’Italia.
Dopo la sfiorata crisi diplomatica, a poche settimane dall’insediamento di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, che ha riguardato lo lo sbarco della Ocean Viking a Tolosa dopo il rifiuto di un porto sicuro nel nostro Paese, Parigi ha attaccato di nuovo Roma sulla questione migranti.
E questa volta è toccato sferrare l’attacco al governo italiano al ministro degli Interni francese, Gérald Darmanin. Questi, durante un’intervista radiofonica, ha dichiarato che l’esecutivo di centrodestra sarebbe “incapace di affrontare i problemi migratori«dell’Italia, dove è in corso»una gravissima crisi migratoria«.»La signora Meloni«, ha detto Darmanin intervistato da RMC, che guida»un governo di estrema destra scelto dagli amici della signora Le Pen, è incapace di risolvere i problemi migratori per i quali è stata eletta".
La reazione di Tajani
«Non andrò a Parigi per il previsto incontro con @MinColonna. Le offese al governo ed all’Italia pronunciate del ministro @GDarmanin sono inaccettabili. Non è questo lo spirito con il quale si dovrebbero affrontare sfide europee comuni».
Questo il tweet con cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha annunciato lo stop all’incontro con la collega francese, Catherine Colonna, in agenda ieri sera a Parigi.
Il titolare della Farnesina aveva in agenda l’incontro già da tempo, ma tutto è cambiato dopo le parole del ministro transalpino. E ora la palla tocca nuovamente all’Eliseo. Il governo dovrà escogitare un modo per distendere i toni e ricurire i rapporti con l’Italia.}