Il malcontento si è riversato ancora una volta in strada.
Dall’alto, Parigi sembrava un unico corpo, un’unica anima composta da decine, centinaia di migliaia di cittadini, uniti nella battaglia.
È stato un primo maggio «eccezionale e popolare», come preventivato dai sindacati: più di 300 manifestazioni in tutta la Francia per la tredicesima giornata di protesta degli ultimi tre mesi e mezzo, contro la riforma delle pensioni che alza l’età da 62 a 64 anni, e contro tutta una politica giudicata antisociale.
Gli organizzatori della manifestazione vedono la riforma come una minaccia per i diritti dei lavoratori, mentre il presidente Macron sostiene che sia economicamente necessaria.
Tensioni e scontri
I cortei di protesta hanno invaso tutta la Francia, ma nella capitale il clima si è fatto particolarmente rovente per via degli scontri tra i dimostranti e le forze dell’ordine.
Le tensioni durante la manifestazione hanno portato al ferimento di un agente di polizia a seguito del lancio di una molotov.
La polizia ha sparato gas lacrimogeni a Parigi, decine gli arresti gli arresti. Come riporta il ministro Darmanin, gli agenti avrebbero effettuato circa 291 arresti tra Parigi, Nantes e Lione. Secondo il ministro dell’Interno francese un tale numero di poliziotti feriti «il giorno del Primo Maggio è estremamente raro», e ha concluso, «condannando fermamente questa violenza».
Sulle zone più a rischio sono stati impiegati anche dei droni per monitorare la sicurezza.
La presenza dei black bloc
Secondo Le Figaro, ad alzare il livello della tensione nel corso delle dimostrazioni, in particolare a Parigi, sarebbero alcuni black bloc che si sarebbero infiltrati tra i manifestanti.
Dalle Prefetture di Parigi e Lione, ad esempio, sono arrivate notizie di devastazioni, incendi e danni di varia natura, con un consistente accanimento nei confronti degli istituti bancari e gli arredi urbani.
La Marianne con la maglietta contro Macron
A Place de la Republique un piccolo gruppo di manifestanti ha fatto indossare alla statua della Marianne, uno dei simboli del Paese, una maglietta gigante con la scritta «Macron dimissioni».
Ai piedi della statua è comparso anche un manifesto con la scritta «Sesta Repubblica».
Una delegazione di Fronte del dissenso nella capitale francese
La manifestazione è stata anche un momento di scambio di idee e di aggregazione, tra il popolo francese e quello italiano.
«Una giornata intensa, palpitante, dentro la marea umana del popolo francese in lotta, la nostra solidarietà con i francesi è pari all’odio che essi nutrono per Macron», commenta lo storico attivista e anima del Fronte del Dissenso, Moreno Pasquinelli, presente a Parigi, per l’occasione, con una nutrita delegazione italiana del gruppo.
Con lui, tra gli altri, anche Francesco Centineo che commenta con stupore la presenza di «una fiumana di gente unita nella lotta». Una ispirazione per il gruppo italiano, da sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei lavoratori e dei più fragili, contro le vessazioni del potere.
Il primo maggio, ci racconta Centineo, «deve essere a difesa del lavoro e contro la deriva tecno-liberista e contro il servo dei mercati: Macron», mentre Gaia Fusai si dice entusiasta per l’accoglienza che il popolo francese ha riservato alla delegazione italiana: "unire gli entusiasmi e gli sforzi, parlando o meno la stessa lingua, è l’unico modo per dare senso alle lotte che ci aspettano”.