Fondi Lega, arrestati tre commercialisti vicini al partito di Salvini

Disposti i domiciliari per tre commercialisti vicini alla Lega per il caso Lombardia Film Commission. Il partito si dice «tranquillo»

Fondi Lega, arrestati tre commercialisti vicini al partito di Salvini

È scattato l’arresto per i tre commercialisti vicini alla Lega Nord coinvolti nell’inchiesta relativa alla compravendita a prezzo gonfiato di un immobile a Cormano, nel Milanese, e alla Lombardia Film Commission, ente controllato dalla Regione Lombardia. I tre professionisti sono ora ai domiciliari. I reati contestati sono di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Arrestati tre commercialisti vicini alla Lega

La Procura di Milano ha disposto l’arresto per Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni e Michele Scillieri, nel cui studio, nel 2017, era domiciliata la “Lega per Salvini premier”. Ai domiciliari anche il cognato di Scillieri, Fabio Giuseppe Barbarossa. Lo comunica in una nota il procuratore capo Francesco Greco.

I tre commercialisti, spiega la procura in una nota, “sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip di Milano” per l’inchiesta della Procura sul caso della “presunta vendita a prezzo gonfiato di un capannone alla Lombardia Film Commission”.

Per la medesima vicenda, nel luglio scorso, era stato arrestato Luca Sostegni, il prestanome nella compravendita.

La vicenda dei fondi Lega in Lombardia

Secondo i pm milanesi, Sostegni è stato per anni la “testa di paglia” di Scillieri. Nel luglio 2016, come liquidatore della Paloschi, avrebbe ceduto il capannone di Cormano alla società Andromeda, amministrata da Barbarossa, per 400 mila euro.

Una cifra che, però, non sarebbe mai stata pagata. Barbarossa, cognato di Scillieri, nel 2017 avrebbe quindi ceduto alla Fondazione Lombardia Film Commission l’immobile per il doppio della cifra, 800 mila euro finanziati dalla Regione guidata a suo tempo da Roberto Maroni.

I soldi vennero, per la maggior parte, incassati proprio da Scillieri e gli altri due commercialisti, Manzoni e Di Rubba. Quest’ultimo era il presidente della Lfc, nominato sempre dalla giunta Maroni.

Due anni fa gli studi bergamaschi di Manzoni e Di Rubba sono stati perquisiti dalla Procura di Genova nell’ambito dell’inchiesta sui 49 milioni di euro di fondi Lega Nord.

Sempre Manzoni e Di Rubba sono sotto il mirino degli inquirenti per 39 bonifici ricevuti dal partito di Matteo Salvini per un totale di mezzo milione di euro.

Fonti della Lega fanno sapere che il partito è tranquillo, sicuro che l’inchiesta sia destinata a “finire in nulla, come tante altre che cercavano soldi in Russia, Svizzera o in giro per il mondo”.

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