Flat tax incrementale: quanto risparmiano le partite iva sulle tasse

Rosaria Imparato

6 Dicembre 2022 - 13:12

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Quanto si risparmia con la nuova flat tax incrementale? Vediamo in quali casi conviene di più e a quanto ammonta il risparmio sulle tasse da pagare con degli esempi pratici.

Flat tax incrementale: quanto risparmiano le partite iva sulle tasse

Quanto risparmiano le partite Iva che applicheranno, a partire dal 2023, la flat tax incrementale? Nei casi più vantaggiosi, il nuovo sistema di tassazione dei lavoratori autonomi porterà a risparmiare fino a un terzo delle imposte dovute. Ma ci sono delle condizioni in cui il risparmio sulle tasse da pagare è particolarmente vantaggioso: chi fa grandi salti di reddito rispetto a quanto fatturato negli ultimi tre anni.

Bisogna tenere presente che il meccanismo su cui è costruita la flat tax incrementale è la spinta a fatturare di più: il viceministro Mef Maurizio Leo (di Fratelli d’Italia) in campagna elettorale l’aveva definito come «incentivante a favore di chi crea ricchezza». Una parte importante viene giocata anche dall’aliquota Irpef applicata e anche dalle addizionali locali, in particolare da quella regionale.

Partite Iva, quanto si risparmia con la flat tax incrementale sulle tasse

La flat tax incrementale funziona così: si può applicare l’aliquota del 15% (con una franchigia del 5%) sull’incremento massimo di 40mila euro. Facciamo un esempio pratico, prendendo due lavoratori con redditi diversi negli ultimi tre anni. Il primo lavoratore tra il 2000 e il 2002 ha avuto un reddito di 70mila euro. Se nel 2023 fatturerà per 100mila euro, sui 30mila euro in più rispetto al triennio precedente pagherà 3.795 euro di imposta sostitutiva, invece dei 11.933 euro di Irpef e addizionali comunale e regionale, con un risparmio del 66,7%.

Il secondo lavoratore invece ha avuto un reddito di 18mila euro negli ultimi tre anni, e nel 2023 fatturerà 28mila euro. Su quei 10mila euro in più dovrà pagare 1.365 euro invece di 2.460, che corrispondono a un risparmio del 44,5%, secondo i conti del Sole24Ore.

Di conseguenza, il nuovo sistema è particolarmente conveniente per chi parte da una base e fa grandi salti di reddito nel corso del 2023.

Chi può applicare la flat tax incrementale

La nuova imposta sostitutiva è prevista solo per il 2023 e solo per le persone fisiche, quindi lavoratori autonomi, che non applicano il regime forfettario. Visto che con le novità in procinto di applicazione il regime forfettario verrà esteso alle partite Iva con ricavi e compensi fino a 85mila euro (invece della soglia attuale a 65mila euro), potranno applicare la flat tax incrementale i soggetti fuori da questa soglia.

In realtà, ci sono anche partite Iva al di sotto di questo limite che scelgono di non applicare il forfettario per altri motivi (per esempio, i costi di deduzione) o perché non ne hanno i requisiti (per esempio superano il limite dei 20mila euro di redditi da lavoro dipendente).

Secondo le dichiarazioni presentate nel 2021, ci sono quasi 975mila persone fisiche con un volume d’affari a fini Iva inferiore a 65mila euro, quindi platea potenzialmente interessata alla flat tax incrementale. Sopra la nuova soglia degli 85mila euro risultano invece circa 542mila contribuenti.

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