Intesa Sanpaolo, Unicredit, BPER, Banco BPM, BMPS. Cinque colossi che hanno chiuso il 2025 intascando 27 miliardi di utili complessivi, con una redditività superiore al 14%. Numeri che, tuttavia, non hanno alimentato il rally degli ultimi due anni. Anzi, da inizio anno, Unicredit ha perso quasi il 9% e gli altri non vanno meglio.
Cosa sta succedendo? Gli analisti continuano infatti a rivedere al rialzo i target e alcuni vedono upside fino al +39%. Un’affermazione apparentemente contraddittoria in un momento in cui il prezzo continua a scendere.
Ma dietro queste stime c’è una scommessa precisa: il mercato potrebbe aver sbagliato i conti sui prossimi movimenti della Banca Centrale Europea.
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Un settore al bivio: utili solidi ma il motore si sta fermando
Il 2026 non è l’anno delle certezze, ma, come lo ha definito l’ABI, è un anno di complessità.
Dopo una lunga fase di crescita quasi automatica, le banche entrano in una nuova stagione, meno lineare e più selettiva.
I primi segnali si sono visti nel primo trimestre: il margine di interesse ha iniziato a ridursi (circa -6%), segno che il vantaggio costruito con il rapido rialzo dei tassi si sta esaurendo. Eppure il settore resta solido, con utili complessivi oltre 7 miliardi nel primo trimestre.
Se la BCE alzerà i tassi come i mercati scommettono, i margini si allargheranno significativamente. Se non li alzerà, l’economia crescerà leggermente di più e il credito si muoverà. In entrambi gli scenari, le banche italiane, solide, ben capitalizzate, con costi in calo, dovrebbero reggere l’impatto meglio di quanto il mercato sta scontando.
Proprio su questo stanno scommettendo gli analisti: il mercato sta già prezzando in Borsa uno scenario pessimistico. I cali del 10% da inizio anno per le banche maggiori riflettono la paura di stagflazione. Ma gli analisti vedono un errore di valutazione.
Target price sulle banche italiane
Secondo le stime delle stesse banche, un aumento di 50 punti base dei tassi BCE può spingere gli utili fino al +3%.
E questo cambia completamente la lettura del settore. Perché i prezzi in Borsa raccontano una storia, ma i target degli analisti ne suggeriscono un’altra.
Il caso più evidente è UniCredit, dove le valutazioni più aggressive, come quelle di JP Morgan, vedono target fino a 90 euro, con un potenziale upside vicino al 40%.
Anche Intesa Sanpaolo resta tra le preferite dagli analisti, con prezzo obiettivo a 7,20 euro e un margine di crescita vicino al 26%, sostenuta da dividendi elevati e utili prevedibili.
Più contenuto ma comunque interessante il potenziale di BPER Banca e Banco BPM, entrambe con target rivisti al rialzo e upside intorno al 14%, in uno scenario in cui la tenuta delle commissioni diventa sempre più centrale.
Discorso diverso per Banca Monte dei Paschi di Siena, dove i target si muovono tra 9,9 e 11,6 euro, segno di un mercato ancora incerto sulla traiettoria.
Chiude FinecoBank, con target a 26 euro e circa il 23% di upside, spinta da un modello più resiliente alla volatilità.
| Banca | Rating | Prezzo attuale (€) | Target price (€) | Upside |
|---|---|---|---|---|
| UniCredit | Buy | 64,90 | 90,00 (JPM) | +39% |
| Intesa Sanpaolo | Buy | 5,70 | 7,20 (Jeffries) | +26% |
| BPER Banca | Buy | 12,35 | 14,00 (Jeffries) | +14% |
| Banco BPM | Hold | 12,485 | 14,20 (Jeffries) | +13% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | Buy | 9,13 | 11,60 (GS) | +27% |
| FinecoBank | Buy | 21,18 | 26,00 (Jeffries) | +23% |
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