Nella lettera agli azionisti Larry Fink, il numero uno del colosso del risparmio gestito BlackRock, ha lanciato l’allarme sul rischio legato all’AI (intelligenza artificiale).
L’AI rischia di allargare la forbice tra ricchi e poveri, ampliando così ulteriormente le disuguaglianze. Parola di Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, società di investimenti numero uno al mondo, che nel 2025 è arrivato a gestire asset per un valore di 14 trilioni di dollari. Una ricchezza che fa del colosso del risparmio gestito una vera potenza di fuoco.
Boom AI (intelligenza artificiale). Il numero uno di BlackRock Fink lancia l’alert disuguaglianze
Diversi i temi affrontati nella lettera agli azionisti che il manager ha pubblicato nella giornata di lunedì, 23 marzo 2026: tra questi, quello che sta a cuore e che allo stesso tempo assilla aziende e cittadini di tutto il pianeta: le ripercussioni significative sul mercato del lavoro, ma anche sui propri portafogli, del boom dell’intelligenza artificiale, dell’AI appunto (acronimo di Artificial Intelligence).
Fink ha lanciato a tal proposito un chiaro allarme: l’AI rischia di ampliare le disuguaglianze, visto che l’amara verità è che solo un gruppo ristretto di aziende e di investitori riuscirà a coglierne i frutti.
Chi non sarà capace di farlo, rischierà di vedere erosa la propria ricchezza.
Ci sono tuttavia due strade per proteggersi dallo tsunami dell’AI: strade che comportano anche la necessità di riflettere sul valore di alcuni stessi pilastri su cui si regge il tessuto sociale.
Primo consiglio: puntare sulla formazione e su competenze specializzate. La laurea conta ancora?
La prima strada, o primo consiglio, implica un ripensamento profondo di alcuni titoli di studio, ovvero della laurea e dei PhD.
Larry Fink ha ricordato che “per decenni, molte società hanno associato il successo alla laurea universitaria e alla carriera da white collar ”: questi ultimi, va ricordato, sono i cosiddetti dipendenti che svolgono lavori di ufficio o, più in generale, impiegatizi e professionali.
Fatto sta che ora, ha fatto notare il numero uno di BlackRock, “con la tecnologia che sta plasmando diverse parti di questo contesto, abbiamo bisogno di un dibattito più ampio sull’opportunità, sulla dignità e sul valore di tipologie diverse di lavoro ”.
Ovvero? “Nel breve termine”, ha spiegato Fink, “sappiamo che ci sono posizioni che vengono richieste e che pagano bene ”.
Si tratta di posizioni che richiedono “ competenze specializzate , soprattutto quelle capaci di costruire le infrastrutture fisiche di AI, come i data center, i sistemi energetici, le reti elettriche ”.
La richiesta è destinata tra l’altro a intensificarsi, il che significa che, secondo Larry Fink, si dovrà puntare in misura sempre più decisiva sulla formazione del personale, e su quelle competenze vantate dagli elettricisti, dagli idraulici e da chi opera nel settore edile, dunque delle costruzioni.
Per dire le cose come stanno, il manager ha citato nella lettera scritta agli azionisti quanto gli è stato riferito dallo stesso numero uno del colosso dei chip per l’AI e Big Tech Nvidia, l’amministratore delegato Jensen Huang: ovvero, che “tutti dovrebbero riuscire a vivere alla grande”, e che per farlo “non serve un PhD in computer science”.
Il CEO di BlackRock ha dato dunque un messaggio pratico a chi teme l’AI, in particolare ai giovani che non sanno ancora quale percorso di studi o professionale imboccare. A quanto pare, lauree e PHD non sono poi così necessarie per allinearsi alla nuova realtà in cui l’intelligenza artificiale sta già dettando legge. Meglio optare per mansioni specializzate.
Secondo consiglio, la maggior parte della ricchezza va a chi possiede asset. L’importanza di investire in azioni
Larry Fink non si è limitato però a parlare di lavoro, sfornando un secondo consiglio a tutti coloro che vogliono blindare le loro ricchezze, nel bel mezzo della fase storica caratterizzata dalla rivoluzione AI.
L’amministratore delegato di BlackRock ha cercato di aprire gli occhi a tutti, sottolineando che “la maggior parte della ricchezza va verso chi è in possesso di asset, no alla gente che guadagna la maggior parte dei suoi solidi lavorando ”.
Il problema, tuttavia è che, per lanciarsi in qualsiasi tipo di investimento è necessario di disporre di liquidità, ovvero di soldi: “Spesso la gente vuole investire nei mercati finanziari del proprio Paese, ma non ne ha i mezzi”, ha ammesso il CEO di BlackRock, aggiungendo che questa situazione rende necessario che si aprano opportunità di investimenti più ampie per i dipendenti. Ma su cosa investire? La risposta è: nelle azioni.
Larry Fink non ha tuttavia demonizzato il fenomeno dell’AI, puntualizzando che “la storia suggerisce che le tecnologie trasformative sono capaci di creare un valore enorme, e che grand parte di quel valore premia le aziende che partecipano alla sua costruzione e alla sua diffusione, così come agli investitori che ne hanno la proprietà”.
Ciò significa che è cruciale che la proprietà di questa nuova realtà non diventi una prerogativa di pochi ma che, attraverso forme e soluzioni che incentivino gli investimenti, anche l’Average Joe riesca ad averne non solo accesso, ma detenerne anche una fetta. Attraverso il possesso delle azioni, dunque.
Attraverso, in sostanza, un piano ad hoc teso ad accumulare investimenti in pezzi di società che cavalchino il trend del momento: in questo caso, dell’AI.
Anche perché, in caso contrario, “esiste il rischio reale che l’intelligenza artificiale ampli le disuguaglianze a livello di ricchezza, se non accompagnata da una diffusione della sua proprietà”.
“Miliardi di persone osservano le loro economie crescere dall’esterno, come se fossero affittuari piuttosto che proprietari — depositando i propri risparmi in conti bancari che rendono poco, invece di investire per partecipare alla crescita che le circonda”, ha scritto ancora Larry Fink, consigliando a tutti di rimanere investiti nei mercati nel lungo periodo.
Tra l’altro, “nel tempo, rimanere investiti è stato molto più importante che azzeccare il momento giusto”.
Tanto che, ha ricordato il manager di BlackRock, nel corso degli ultimi 20 anni ogni dollaro investito nello S&P 500 è cresciuto di più di otto volte. Dunque, è necessario fare prima di tutto un salto di qualità nel percepire il nuovo mondo, adattandovisi, prendendo il coraggio di cavalcare l’onda, invece che tentare di schivarla. Altrimenti, tutto il buono che può derivare dall’AI rimarrà nelle mani di pochi.
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