Ferie: quando e come richiederle al datore di lavoro

Redazione Lavoro

27 Maggio 2021 - 16:29

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Quando si chiedono le ferie al datore di lavoro? Vediamo quali sono tutte le regole da rispettare e come fare per non rischiare un rifiuto.

Ferie: quando e come richiederle al datore di lavoro

Ferie: sapere quando chiederle è fondamentale per non ottenere il rifiuto del datore di lavoro dal momento che vi sono degli obblighi da rispettare.

Sebbene infatti le ferie siano un diritto irrinunciabile del lavoratore esistono delle regole precise perché il loro godimento non può comunque andare contro gli interessi aziendali.

Allo stesso tempo, proprio in quanto diritto, quando il lavoratore chiede le ferie il datore di lavoro, salvo gli obblighi cui abbiamo accennato e che vedremo dettagliatamente di seguito, non può non concederle perché potrebbe incorrere in sanzioni.

Restano tuttavia i casi in cui il datore di lavoro può rifiutare la richiesta di ferie al lavoratore per il periodo scelto, ma lo stesso può poi fruirne in una finestra temporale alternativa.

Abbiamo visto come si effettua il calcolo delle ferie maturate. Vediamo ora quali sono le regole da rispettare per chiedere le ferie al datore di lavoro con dei consigli utili su come elaborare una richiesta efficace.

Quando il lavoratore deve chiedere le ferie: tempistiche da rispettare

Come anticipato le ferie sono un diritto costituzionale a cui nessun lavoratore può rinunciare. Esistono tuttavia delle tempistiche da rispettare e da conoscere per capire come e quando richiedere le ferie.

Il terzo comma dell’articolo 36 della Costituzione stabilisce che:

“Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.”

Quindi ogni lavoratore ha il diritto di godere di almeno un riposo settimanale (uno stacco di 24 ore dopo sei giorni di lavoro continuativi) e delle ferie maturate nel corso dell’anno. Tuttavia è possibile una deroga: quando per esigenze aziendali il dipendente lavora eccezionalmente per 7 giorni continuativi lo stesso ha diritto al riposo compensativo.

Per le ferie vale la stessa regola: il lavoratore, infatti, non è costretto a godere di tutte quelle maturate nel corso dell’anno, ma può accumularle e richiederle in un momento successivo.

Nel dettaglio la legge prevede che le ferie vadano godute:

  • per almeno 2 settimane nel corso del periodo di maturazione. Queste, in caso di richiesta del dipendente, vanno concesse in modo consecutivo;
  • il periodo residuo va goduto entro i 18 mesi successivi al termine del periodo di maturazione. Quindi il dipendente ha tempo un anno e mezzo per richiedere le ferie maturate e non godute nell’anno precedente.

Come chiedere le ferie al datore di lavoro

Quando chiedere le ferie va di pari passo con il come fare la richiesta al proprio datore di lavoro.

Non c’è una modalità prevista dalla legge e molto dipende dal contratto che avete firmato e dalla prassi aziendale: per esempio, per le aziende con pochi dipendenti può essere sufficiente un accordo verbale, mentre per quelle più numerose si predilige la forma scritta.

Come scrivere una mail per chiedere le ferie che sia efficace? Il dipendente può procedere scrivendo una mail all’azienda rispettando anche in questo caso delle regole. Il lavoratore nella sua mail di richiesta ferie dovrebbe:

  • specificare nell’oggetto che si stanno richiedendo le ferie maturate;
  • ricordare al datore di lavoro che alla data x si sono accumulati tot giorni di ferie;
  • specificare il periodo per il quale si vuole richiedere le ferie maturate e nel dettaglio il numero di giorni;
  • data e firma.

È possibile concludere la mail di richiesta delle ferie al datore di lavoro con una frase conciliante:

“Resto in attesa di riscontro e mi rendo disponibile a trovare una soluzione alternativa qualora non fosse possibile usufruire delle ferie nel periodo richiesto per esigenze aziendali.”

Ci sono inoltre delle regole di buon senso da rispettare quando si chiedono le ferie quali:

  • comunicare le ferie con largo preavviso, così da permettere al datore di lavoro di organizzarsi per tempo in vista della vostra assenza;
  • non prendere le ferie in periodi che contrastano con le esigenze dell’azienda. Ad esempio ai commessi non è consentito godere delle ferie - salvo diversa decisione da parte dell’azienda - nel periodo dei saldi o in prossimità delle festività natalizie.

Il lavoratore che non soddisfa queste due condizioni può vedersi respinta la sua richiesta di ferie. Nel primo caso, ossia quando manca l’elemento del preavviso, il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere le ferie senza dover per forza motivare la sua decisione.

Per il secondo punto, invece, il rifiuto deve essere sempre motivato; il datore di lavoro quindi deve spiegare al dipendente quali sono le ragioni di carattere organizzativo che gli impediscono di godere delle ferie in quel determinato momento, presentandogli inoltre un periodo alternativo in cui potrà usufruirne. L’importante è che al dipendente venga concesso di usufruire di almeno 2 settimane di ferie durante il corso dell’anno.

Ci sono dei casi inoltre in cui al datore di lavoro viene consentito di programmare un periodo di ferie collettive per tutto il personale; ci sono aziende ad esempio che chiudono per due o tre settimane in occasione del Ferragosto, e per questo non permettono ai loro dipendenti di godere delle due settimane di ferie in periodi alternativi a quello prefissato.

L’importante è che dopo aver programmato le ferie collettive il datore di lavoro non cambi idea; questo infatti potrà modificare il piano solo sulla base di specifiche esigenze aziendali.

Sanzioni per il datore di lavoro

In caso di mancato godimento delle ferie del dipendente sarà il datore di lavoro a risponderne direttamente, anche in assenza di responsabilità.

La legge, infatti, prevede un risarcimento danni in favore del lavoratore che non beneficia delle ferie entro i termini suddetti, il quale dovrà essere pagato dal datore di lavoro.

Nella generalità dei casi la sanzione per il datore di lavoro inadempiente va dai 100€ ai 600€; questo importo aumenta dai 400€ ai 1.500€ nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 dipendenti e vada avanti da almeno 2 anni.

Infine, se la violazione riguarda più di 10 lavoratori e si è verificata in almeno 4 anni, l’importo della sanzione va dagli 800€ ai 4.500€.

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