Ferie: quando e come richiederle al datore di lavoro

Ecco quali sono le regole da rispettare quando si chiedono le ferie al datore di lavoro e non si vuole rischiare un rifiuto.

Ferie: quando e come richiederle al datore di lavoro

Le ferie sono un diritto irrinunciabile dei lavoratori ed è per questo che i datori di lavoro che non rispettano le norme vigenti sono soggetti a sanzione.

Tuttavia per poter godere delle ferie maturate (qui le istruzioni per fare il calcolo) il dipendente deve rispettare alcuni obblighi, altrimenti rischia di non poterne fruire nel periodo d’interesse. Sia per la richiesta che per il periodo in cui si intende usufruirne ci sono delle regole ben precise: il godimento delle ferie, infatti, non può andare contro gli interessi aziendali.

A tal proposito, se state pensando di prenotare un viaggio vi consigliamo prima di accertarvi sulla possibilità di prendere le ferie in quel determinato periodo: ci sono dei casi, infatti, in cui il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere le ferie al dipendente, permettendogli comunque di usufruirne in un periodo alternativo.

Vediamo quindi quali sono le regole da rispettare per la richiesta delle ferie al datore di lavoro e quando quest’ultimo può rifiutarsi di concederle.

Quando bisogna godere delle ferie?

Come anticipato le ferie sono un diritto costituzionale a cui nessun lavoratore può rinunciare. Nel dettaglio è il terzo comma dell’articolo 36 della Costituzione a prevederlo, stabilendo che:

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Quindi ogni lavoratore ha il diritto di godere di almeno un riposo settimanale (uno stacco di 24 ore dopo sei giorni di lavoro continuativi) e delle ferie maturate nel corso dell’anno. Tuttavia è possibile una deroga: ad esempio, quando per esigenze aziendali il dipendente lavori eccezionalmente per 7 giorni continuativi, questo avrà diritto al riposo compensativo.

Lo stesso vale per le ferie: il lavoratore, infatti, non è costretto a godere di tutte quelle maturate nel corso dell’anno, perché può accumularle e richiederle in un momento successivo.

Nel dettaglio la legge prevede che le ferie vadano godute:

  • per almeno 2 settimane nel corso del periodo di maturazione. Queste, in caso di richiesta del dipendente, vanno concesse in modo consecutivo;
  • il periodo residuo va goduto entro i 18 mesi successivi al termine del periodo di maturazione. Quindi il dipendente ha tempo un anno e mezzo per richiedere le ferie maturate e non godute nell’anno precedente.

Per maggiori informazioni in merito vi consigliamo di leggere la nostra guida dedicata a cosa succede a ferie e permessi maturati ma non goduti.

Richiesta delle ferie

Non c’è una modalità prevista dalla legge per la richiesta delle ferie al datore di lavoro. Molto dipende dal contratto che avete firmato e dalla prassi aziendale: ad esempio, per le aziende con pochi dipendenti può essere sufficiente un accordo verbale, mentre per quelle più numerose si predilige la forma scritta.

Ci sono inoltre delle regole di buon senso da rispettare, quali:

  • comunicare le ferie con largo preavviso, così da permettere al datore di lavoro di organizzarsi per tempo in vista della vostra assenza;
  • non prendere le ferie in periodi che contrastano con le esigenze dell’azienda. Ad esempio ai commessi non è consentito godere delle ferie - salvo diversa decisione da parte dell’azienda - nel periodo dei saldi o in prossimità delle festività natalizie.

Il lavoratore che non soddisfa queste due condizioni può vedersi respinta la sua richiesta di ferie. Nel primo caso, ossia quando manca l’elemento del preavviso, il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere le ferie senza dover per forza motivare la sua decisione.

Per il secondo punto, invece, il rifiuto deve essere sempre motivato; il datore di lavoro quindi deve spiegare al dipendente quali sono le ragioni di carattere organizzativo che gli impediscono di godere delle ferie in quel determinato momento, presentandogli inoltre un periodo alternativo in cui potrà usufruirne. L’importante è che al dipendente venga concesso di usufruire di almeno 2 settimane di ferie durante il corso dell’anno.

Ci sono dei casi inoltre in cui al datore di lavoro viene consentito di programmare un periodo di ferie collettive per tutto il personale; ci sono aziende ad esempio che chiudono per due o tre settimane in occasione del Ferragosto, e per questo non permettono ai loro dipendenti di godere delle due settimane di ferie in periodi alternativi a quello prefissato.

L’importante è che dopo aver programmato le ferie collettive il datore di lavoro non cambi idea; questo infatti potrà modificare il piano solo sulla base di specifiche esigenze aziendali.

Sanzioni per il datore di lavoro

In caso di mancato godimento delle ferie del dipendente sarà il datore di lavoro a risponderne direttamente, anche in assenza di responsabilità.

La legge, infatti, prevede un risarcimento danni in favore del lavoratore che non beneficia delle ferie entro i termini suddetti, il quale dovrà essere pagato dal datore di lavoro.

Nella generalità dei casi la sanzione per il datore di lavoro inadempiente va dai 100€ ai 600€; questo importo aumenta dai 400€ ai 1.500€ nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 dipendenti e vada avanti da almeno 2 anni.

Infine, se la violazione riguarda più di 10 lavoratori e si è verificata in almeno 4 anni, l’importo della sanzione va dagli 800€ ai 4.500€.

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