Ferie estive, quando sono obbligatorie: il punto di vista di dipendente e azienda

Simone Micocci

18 Luglio 2022 - 13:48

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Il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere le ferie in estate? Sì, è la legge a prevederlo; allo stesso tempo, può obbligare i dipendenti a godere delle ferie in un determinato periodo.

Ferie estive, quando sono obbligatorie: il punto di vista di dipendente e azienda

È estate ma il tuo datore di lavoro non sembra propenso a concedere le ferie da te maturate. A tal proposito ti chiedi: è una decisione legittima oppure è un diritto del lavoratore godere delle ferie in estate? Come noto, il godimento delle ferie aziendali è un diritto irrinunciabile per il lavoratore, tutelato persino dalla Costituzione. Tuttavia, la legge precisa che a decidere della collocazione delle ferie è il datore di lavoro, a patto che questo conceda al dipendente un periodo di riposo, preferibilmente continuativo, nel corso dell’anno.

Ciò significa che per il lavoratore non esiste alcun diritto assoluto di godere delle ferie nel corso dell’estate: specialmente in quei settori dove la produzione aumenta durante i mesi estivi, quindi, è facoltà del datore di lavoro rimandare il godimento delle ferie a un successivo momento.

Parimenti, in quei settori dove la produzione in estate rallenta, il datore di lavoro potrebbe obbligare i propri dipendenti a fruire delle ferie in un periodo prestabilito, anche a Ferragosto dove, è risaputo, partire per le vacanze costa di più.

Facciamo chiarezza a riguardo, specificando quali sono i diritti del lavoratore in tema di decisione del periodo di ferie.

Le ferie estive non sono obbligatorie: cosa prevede la legge

Le modalità di godimento del diritto alle ferie, garantito dalla Costituzione nell’articolo 36 e dal Codice civile nell’articolo 2109, si trovano all’interno dell’articolo 10 del decreto legislativo n. 66/2003, nel quale si legge che il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di almeno quattro settimane di ferie, lasciando al contratto collettivo di lavoro la possibilità di stabilire delle condizioni di miglior favore.

Di tali quattro settimane di ferie - al quale il lavoratore non può in alcun caso rinunciare, neppure dietro la promessa di pagamento - almeno due devono essere godute, preferibilmente in maniera continuativa, entro l’anno di maturazione, mentre per le altre c’è tempo altri 18 mesi calcolati dal termine dell’anno di maturazione.

Ma la domanda è: chi decide le ferie? Anche su questo aspetto interviene il Codice civile, che nello stesso articolo 2109 stabilisce che le ferie vanno godute “nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro”.

Per questo motivo, il datore di lavoro non ha l’obbligo di concedere le ferie durante l’estate, ma può rimandarne il godimento in un successivo momento, a patto di concederne almeno due settimane entro la fine dell’anno. Altra scadenza che l’azienda deve tenere bene in mente è quella del 30 giugno, periodo in cui al lavoratore bisogna far smaltire tutte le ferie residue tra quelle maturate due anni prima, pena una sanzione tanto più elevata quanti più sono i dipendenti coinvolti.

Ricapitolando, il lavoratore ha sempre diritto a godere alle ferie, ma non essenzialmente in estate. Non ci sono tutele, quindi, per chi vorrebbe partire per le vacanze al mare o in montagna ma non può farlo perché l’azienda si rifiuta di concedere le ferie.

Quando le ferie in estate sono obbligatorie e le decide l’azienda

Parimenti, potrebbe verificarsi il caso inverso: ossia l’azienda che obbliga il dipendente a smaltire le ferie in estate, nei periodi di minor produzione, mentre quest’ultimo preferirebbe goderne in un diverso periodo dell’anno.

Ebbene, visto quanto visto sopra, con la legge che lascia ampia discrezionalità all’azienda nel decidere quando far godere delle ferie, il datore di lavoro può anche obbligare uno o più dipendenti a fruire del periodo di riposo in un certo momento.

È il caso, ad esempio, delle ferie collettive per chiusura aziendale, quindi per tutte quelle aziende che decidono di chiudere per due o tre settimane in estate e di fatto obbligano tutti i dipendenti a godere delle ferie in quei giorni. Il problema è che spesso si tratta del periodo di alta stagione, quando partire per le vacanze è meno conveniente.

Tuttavia, non ci sono alternative né forme di tutela, in quanto - come già ampiamente dibattuto - è il datore di lavoro a decidere come e quando i dipendenti devono andare in ferie.