Il Presidente USA Donald Trump rincara la dose contro il numero uno della Fed, Jerome Powell, il pesante insulto slang. E sui tassi attacca anche CEO JPMorgan.
“Incompetente”, “disonesto”, addirittura “ jerk ”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a scagliarsi contro il numero uno della Fed Jerome Powell, attaccandolo per le spese troppo elevate e a suo avviso fuori budget legate ai lavori di ristrutturazione avviati dalla Banca centrale americana e ritornando ad affrontare la vera questione che da un anno a questa parte lo ha portato a insultare il banchiere centrale: il livello dei tassi di interesse USA.
L’ultimo affondo contro Powell è stato lanciato da Trump in risposta a una domanda sul rischio che la Federal Reserve perda la sua indipendenza, dopo la decisione del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di avviare un’indagine federale penale contro il suo presidente.
Un’azione senza precedenti, così come l’ha definita lo stesso Powell, formalmente scattata per lavori di ristrutturazione sostenuti dalla Fed, secondo l’amministrazione Trump eccessivi, in realtà scatenata dalla reticenza del banchiere centrale ad abbassare i tassi di interesse USA in modo più aggressivo.
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Fed, Trump contro Powell: “O è incompetente o è disonesto”
Trump ha commentato l’inchiesta del dipartimento di Giustizia USA rifilando ai giornalisti la storia dei costi a suo avviso “fuori budget di miliardi di dollari” sostenuti dalla Fed per ristrutturare il suo quartiere generale di Washington. “ Quindi o è incompetente o è disonesto ”, ha aggiunto, riferendosi a Powell, nell’incontro con i giornalisti fuori dalla Casa Bianca.
E ancora: “Non so cosa sia. Ma sicuramente non fa un buon lavoro”.
Il Presidente degli Stati Uniti ha continuato a insultare Powell dopo essersi recato in Michigan per visitare uno stabilimento Ford e tenere un discorso al Detroit Economic Club.
Il pesante attacco slang, Trump dà del “jerk” Powell
Le ingiurie non si sono fermate qui, culminando anzi nel nuovo attacco tutto slang contro Powell. Testuali parole: “ That jerk will be gone soon ”, ha rincarato la dose Trump, ricorrendo all’insulto a dir poco colloquiale di “jerk”, termine che stride in modo eclatante con il linguaggio di norma utilizzato da un capo di Stato.
La parola “jerk” è utilizzata in senso dispregiativo e può essere tradotta in italiano con gli aggettivi “idiota”, “cretino” e perfino “stronzo”.
Trump attacca anche Jamie Dimon (JPMorgan) sui tassi USA, forse in quel modo fa più soldi
Il capo della Casa Bianca è tornato poi sul vero oggetto del contenzioso contro la Fed, ovvero il nodo dei tassi USA. “Ha fatto un brutto lavoro. Dovremmo avere tassi più bassi”, ha ribadito Trump, riferendosi a Jerome Powell, nel commentare quanto era stato detto poco prima dal numero uno della prima banca USA JPMorgan, l’amministratore delegato Jamie Dimon:
“Forse Jamie Dimon vuole tassi di interesse più alti. Forse in quel modo fa più soldi”.
Poco prima il CEO di JPMorgan aveva commentato l’alta tensione tra la Federal Reserve, in occasione della conference call indetta per commentare i conti del colosso bancario, che hanno dato il via alla stagione delle trimestrali USA: “Tutti quelli che conosciamo credono nell’indipendenza della Fed ”, aveva detto Dimon, aggiungendo che “qualsiasi cosa che la eroda probabilmente non è una buona idea”.
Non solo: secondo l’AD di JPMorgan, attaccare la Fed per la gestione dei tassi “ produrrebbe l’effetto opposto : aumenterebbe le aspettative di inflazione e probabilmente farebbe salire i tassi nel corso del tempo ”.
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Alta tensione tra Trump e banche USA su tassi delle carte di credito
Il botta e risposta è arrivato in un momento in cui sta montando tra l’altro l’alta tensione non solo tra Trump e la Fed, ma anche tra Trump e il mondo delle banche USA.
Il Presidente americano ha infatti minacciato le istituzioni finanziarie di applicare un tetto massimo ai tassi di interesse delle carte di credito, dopo averle accusate di truffare i consumatori americani.
Trump ha annunciato anche una data a partire dalla quale le banche americane dovrebbero osservare le nuove direttive sui tassi delle carte di credito. E la reazione non si è fatta attendere.
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