Fatturato Chiara Ferragni. I dati di bilancio dell’influencer nel 2026

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15 Luglio 2026 - 14:45

Quanto fatturato hanno perso le società di Chiara Ferragni con il Pandoro-gate e quanto, invece, guadagnano oggi? Ecco i dati delle sue aziende

Fatturato Chiara Ferragni. I dati di bilancio dell’influencer nel 2026

Quanto fattura Chiara Ferragni nel 2026? Dopo la tempesta del Pandoro-gate che aveva travolto immagine, credibilità e conti del suo brand, l’impero di Chiara Ferragni prova a voltare pagina. Con il bilancio 2025 approvato e il proscioglimento incassato a gennaio 2026, Fenice srl archivia la fase emergenziale e riparte: ricavi di nuovo in crescita, perdite ridotte a un soffio dal pareggio e un nuovo piano industriale tutto da eseguire. Sono ancora lontani i tempi in cui la società macinava oltre 14 milioni di euro di ricavi, ma la caduta libera sembra finita.

I numeri raccontano una svolta. Nel 2025 Fenice ha registrato ricavi per 2,7 milioni di euro, in crescita del 25% rispetto ai 2,1 milioni del 2024, con una perdita contenuta a circa 65mila euro contro il rosso di 3,4-3,5 milioni dell’anno precedente. Il merito è della combinazione tra ripresa commerciale e una spending review durissima: i costi operativi sono stati quasi dimezzati, passando da 4,9 a 2,7 milioni di euro. A blindare la ripartenza è arrivato anche un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro, perfezionato a marzo 2025 per ripianare le perdite pregresse e ripristinare la liquidità.

Nonostante Chiara Ferragni resti fuori dalla gestione operativa - affidata all’amministratore unico Claudio Calabi, il manager incaricato dei tagli - il brand resta indissolubilmente legato alla sua figura. E qui si gioca il secondo fronte del rilancio, quello reputazionale: secondo l’analisi di Cogit AI per Forbes Italia, la reputazione dell’influencer è risalita a 68 punti su 100, quasi triplicata rispetto al minimo storico di 22/100 toccato nel giugno 2024, anche se ancora distante dall’88/100 del 2022. Ma basterà a trasformare la popolarità ritrovata in contratti stabili? La risposta è nei conti delle sue società.

Quanto fattura Chiara Ferragni nel 2026? I conti di Fenice

La svolta della società che gestisce marchi, licenze e sponsorizzazioni di Chiara Ferragni è tutta nei numeri. Nel 2022, anno del massimo splendore, il fatturato di Fenice srl aveva toccato i 14,2 milioni di euro, in crescita del 115% sull’anno precedente grazie al boom delle licenze della Chiara Ferragni Collection. Poi lo scandalo Balocco, la fuga dei partner e due esercizi da dimenticare: tra 2023 e 2024 le perdite cumulate hanno sfiorato i 10 milioni di euro, con la liquidità ridotta a poche migliaia di euro a fine 2024.

Il 2025 segna l’inversione di tendenza. Oltre alla crescita dei ricavi e al taglio dei costi, a sostenere il conto economico ha contribuito la chiusura del pre-contenzioso con la catena di profumerie Douglas, di cui Fenice ha rilevato gli attivi per poi rivenderli: una voce che ha inciso in misura rilevante sui ricavi dell’esercizio. L’Ebitda è tornato in sostanziale pareggio (-8.222 euro, secondo MF-Milano Finanza), mentre le stime iniziali parlavano di ricavi fino a 4 milioni, poi non raggiunti.

Sul piano societario, l’aumento di capitale ha ridisegnato gli equilibri: Chiara Ferragni oggi controlla il 99,8% di Fenice, mentre la quota dell’imprenditore Pasquale Morgese si è ridotta allo 0,2%, non avendo aderito alla ricapitalizzazione. Anche quest’anno Morgese ha votato contro l’approvazione del bilancio, pur in un clima di rapporti ormai meno teso. La ristrutturazione ha inciso anche sull’organico, sceso dai 27 dipendenti di fine 2023 a poche unità, ed è stata avviata la liquidazione di Fenice Retail, la controllata che gestiva i negozi fisici, dopo la chiusura degli store di Milano e Roma.

TBS Crew e la galassia Sisterhood

Discorso simile, ma su scala diversa, per la TBS Crew srl, l’altra società controllata da Ferragni attraverso la holding Sisterhood srl. Nel 2025 la digital company ha raggiunto ricavi per circa 1,4 milioni di euro, in crescita del 40% rispetto al milione del 2024, chiudendo con una perdita di circa 800mila euro: un passivo ancora pesante, ma in netto miglioramento rispetto ai 2,3 milioni di rosso dell’esercizio precedente. Tra le immobilizzazioni finanziarie, la relazione segnala un investimento in una polizza assicurativa a capitale garantito sottoscritta tramite Banca Fideuram. Complessivamente, nel 2024 le società collegate all’imprenditrice avevano registrato un rosso di 5,7 milioni: un anno che oggi appare alle spalle.

Previsioni 2026: verso il pareggio

Le prospettive per il 2026 delineano un quadro cauto ma finalmente in miglioramento. Nelle relazioni sulla gestione l’organo amministrativo di Fenice parla di segnali incoraggianti, mentre entrambe le società puntano a un sostanziale break-even. La leva principale è il beauty: dopo il proscioglimento del 14 gennaio 2026 dall’accusa di truffa aggravata nel caso Balocco, Ferragni ha concentrato lo sviluppo del business sul make-up, con l’obiettivo di trasformare le trattative in corso in contratti veri e propri.

Sul fronte pubblicitario i segnali sono concreti: il contratto con Guess per le linee jeans e profumi - primo accordo di rilievo dopo lo scandalo - e la più recente intesa con Calzedonia certificano il ritorno dell’influencer nel circuito dei grandi marchi. La reputazione, oggi stimata a 68/100, potrebbe salire fino a 75-78 punti entro aprile 2027 secondo Cogit AI, a patto che si stabilizzino le nuove partnership e la fiducia del mercato. Restano i nodi più delicati - valore commerciale (60) e credibilità (55) - ma la fotografia del 2026 è quella di un’azienda che, dopo aver rischiato il tracollo, ha rimesso i conti in ordine e prova a ricostruire il proprio valore.