Fashion&Luxury: il settore cresce, gli investitori sorridono

Gli investitori prevedono una crescita del settore nei prossimi 3 anni: ecco la direzione in cui incanalare gli investimenti

Fashion&Luxury: il settore cresce, gli investitori sorridono

Se c’è un settore che sembra non conoscere crisi è quello del lusso.

In particolare, il Fashion&Luxury è destinato a crescere con gli investitori pronti a concentrare gli sforzi su due segmenti principali, quello degli accessori e quello dei cosmetici.

È in questa direzione che si stima vadano incanalati gli investimenti, realizzando nuovi modelli di business alla luce di un contesto finanziario globale caratterizzato da continue tensioni politiche e dalla sempre più crescente digitalizzazione.

Un industria in crescita

Gli investitori sono ottimisti: secondo la Global Fashion & Luxury Private Equity and Investors Survey 2018 realizzata da Deloitte sul settore, il Fashion&Luxury è destinato a crescere a livello globale segnando un roseo aumento compreso tra il 5% e il 10%.

Dall’analisi emerge una percezione positiva degli investitori sulla potenziale crescita del mercato F&L entro il 2020.

In particolare, i principali operatori del mercato dei beni di lusso personali puntano a un incremento delle vendite che nel periodo 2016-2020 dovrebbe registrare un tasso di crescita annuo del 3%, dato che sale di un punto percentuale per gli altri settori per i quali si stima, nello stesso arco temporale, un Cagr del +4%.

Con una performance così stimata, si dovrebbe registrare anche miglioramento dell’indice di redditività del capitale investito che secondo il consensus sulle aspettative di settore dovrebbe passare dal 21% al 30%.

Secondo le previsioni, inoltre, il ritorno sugli investimenti sarà in rialzo maggiormente dei segmenti della cosmesi e del mobili, con un Roi superiore anche al 30%.

La tendenza degli investitori

Infine, la continua crescita dell’e-commerce anche nel mondo F&L sta spingendo verso la nascita di nuove imprese che puntano sulle vendite online e che operano sul Digital Luxury, ambito che sta dimostrando particolare dinamismo soprattutto nel segmento Cosmetics & Fragrances.

Ma per chi vuole investire nell’industria del Fashion&Luxury, il settore più gettonato resta quello dell’Apparel & Accessories che offre prestazioni marginali più profittevoli, mentre restano stabili gli interessi verso gioielleria e digitale.

A livello geografico, gli investitori sono ottimisti per il futuro di Asia, Medio Oriente e Nord America, con il Giappone a farla da padrone con una crescita stimata superiore al 5% entro il 2020. Per l’America Latina, invece, si prevede stabilità.

L’anno delle M&A

In uno scenario internazionale piuttosto delicato, come detto in precedenza, gli investitori stanno cercando di indirizzare le risorse nei segmenti che hanno dimostrato più vitalità.

Non si può sottovalutare, ad esempio, il dinamismo sul fronte della fusioni e delle acquisizioni che si è palesato nel corso del 2017 e che sta continuando nel 2018.

In particolare, le operazioni M&A in questo settore nel solo 2017 sono state ben 217, segnando un +2,8% (6 deal in più) rispetto all’anno precedente.

Tra i maggiori deal del mondo F&L, come non ricordare i 13,7 miliardi di dollari messi sul piatto da Lvmh per l’acquisizione di Christian Dior? Meritevoli di nota, sebbene di dimensioni più ridotte, anche l’acquisto di Jimmy Choo da parte di Michael Kors per 1,2 miliardi di dollari e l’acquisizione di Carver Korea da parte di Unilever per 2,4 miliardi di dollari.

Un trend ancora particolarmente attivo, dicevamo, che ha portato nei primi mesi dell’anno all’ acquisto di Lancel da parte di Piquadro, mentre Missoni ha appena aperto il suo capitale al Fondo Strategico Italiano.

“Delle operazioni di fusione e acquisizione completate il 47% è stato effettuato da investitori strategici, con una diminuzione di 43 operazioni rispetto al 2016. Gli investitori finanziari, invece, hanno effettuato più transazioni rispetto all’anno scorso (+44 offerte), mentre i venditori strategici sono stati coinvolti nel 64% delle transazioni (-13 punti percentuali rispetto al 2016). Generalmente, gli investimenti degli offerenti si sono concentrati su una strategia di buyout (+55 offerte rispetto al 2016)”

ha commentato Elio Milantoni, Deloitte Financial Advisory – Fashion & Luxury Leader.

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