Fase due: quando inizia e quanto durerà?

Antonio Cosenza

11 Aprile 2020 - 13:09

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Il premier Conte ritarda l’inizio della fase due, ma probabilmente la ripartenza è fissata al 4 maggio. Ma la domanda che in molti si fanno è: quanto ancora dovremo convivere con il coronavirus?

Fase due: quando inizia e quanto durerà?

Coronavirus, la conferenza stampa di Giuseppe Conte ci dà una conferma: la fase due non è ancora iniziata. Ma, parola del premier, la strada intrapresa è quella giusta e presto potrebbe arrivare il via libera riguardo al poter uscire di casa non solo per motivi di stretta necessità.

Via libera a passeggiate, negozi che potranno riaprire la saracinesca (nel rispetto di alcune regole fondamentali) e tutte le attività produttive che potranno riprendere: questa sarà la fase due, durante la quale, però, nulla sarà come ce lo ricordavamo perché dovremo imparare a convivere con il rischio da COVID-19.

E fino a quando questo rischio non sarà pari o vicino allo zero, allora non ci potrà essere il ritorno alla normalità, ovvero l’inizio di quella fase tre per la ricostruzione.

Ma quando inizierà la fase due e soprattutto, domanda che si fanno in molti, quanto durerà? Proviamo a fare chiarezza in merito.

Fase due: inizio probabile il 4 maggio

Nella conferenza stampa di venerdì 10 aprile il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato un’ulteriore proroga della serrata che durerà almeno fino a domenica 3 maggio.

Cosa succederà il 4 maggio? Ci sbilanciamo dicendo che molto probabilmente inizierà la fase due, con l’inizio di una nuova vita dove dovremo imparare a convivere con delle regole molto severe, nonché dovremo abituarci ad indossare la mascherina e a pulirci le mani con del gel disinfettante (che sarà presente all’interno di tutte le attività). Una fase lunga e difficile ma necessaria per far sì che gli sforzi fatti in questi mesi non siano vanificati da una nuova crisi sanitaria.

Obiettivo della fase due sarà quello di mantenere l’indice R0 (ovvero il parametro che ci dice quante persone è in grado di contagiare un paziente affetto da COVID-19) stabilmente sotto lo zero. Perché solo in questo caso si potrà evitare una diffusione dei contagi tale da gravare nuovamente sul sistema sanitario nazionale.

Perché crediamo che il 4 maggio si potrà partire con la fase due? Perché il dato dell’indice R0 è ormai stabile sotto l’1 e con altre tre settimane di serrata è molto probabile che questo valore si abbasserà ancora. Tra meno di un mese, quindi, dovremo essere pronti a ripartire e lo stesso Conte ha garantito che questo è l’obiettivo del Governo, pur aggiungendo di non potersi sbilanciare ancora visto che ogni parere in merito spetterà al comitato scientifico.

Fase due: quanto durerà?

Se obiettivo della fase due sarà quello di convivere con il rischio coronavirus, per la fase tre sarà quello della ripartenza, ma solo una volta che la possibilità di contagio sarà pari o vicina allo 0.

Quindi, dal momento che nella fase due bisognerà fare in modo che l’indice R0 resti stabile sotto all’1, per il passaggio alla fase successiva sarà necessario che questo valore si avvicini allo zero.

Quando sarà possibile? Solo quando si potrà intervenire su probabilità di trasmissione per singolo contatto tra una persona infetta e una suscettibile, e sulla durata dell’infettività. E ciò sarà possibile solo una volta che verrà trovata una cura efficace e universalmente riconosciuta da COVID-19, o meglio ancora quando gli esperti lanceranno sul mercato il vaccino da coronavirus.

Vaccino che secondo le ultime notizie potrebbe essere pronto già in autunno, ma sempre nel caso in cui la fase di studio sull’uomo, alla quale molte categorie dicono di essere pronte, dia i risultati sperati.

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