Fare un giro sulla moto d’acqua della Polizia è reato?

È reato fare un giro sulla moto d’acqua della Polizia? Il caso del figlio di Salvini fa discutere: vediamo se ci sono gli estremi di reato e, se si, quale.

Fare un giro sulla moto d'acqua della Polizia è reato?

Fare un giro sulla moto d’acqua della Polizia può essere considerato un reato?

Si parla molto in queste ore dell’episodio che ha coinvolto il figlio sedicenne del Vicepremier Salvini, il quale è stato sorpreso a fare un giro sulla moto d’acqua della Polizia, dietro un poliziotto in servizio.

Le immagini sono state diffuse sul web e subito si sono scatenate le polemiche, anche se Salvini si è giustificato definendolo un “errore da papà”.

Ma il web non perdona, e tra le innumerevoli critiche rivolte c’è anche chi accusa il Ministro e il poliziotto coinvolto di aver commesso un vero e proprio reato, in particolare la fattispecie di peculato.

Ma è davvero così? Facciamo chiarezza sulla vicenda e su cosa dice il Codice penale in merito.

Il figlio di Salvini sorpreso a fare un giro sulla moto d’acqua della Polizia: possibili profili di reato

Da quando il figlio del Ministro dell’Interno è stato ripreso sulla moto d’acqua della Polizia non si parla d’altro: è reato si o no?

La questura di Ravenna ha già annunciato di voler indagare su un eventuale utilizzo improprio dei mezzi della Pubblica amministrazione, condotta ascrivibile al reato di peculato ex articolo 314 del Codice penale.

Naturalmente saranno le autorità competenti a stabilire se si è trattato di un reato o meno. Intanto però cerchiamo di capire quali sono i profili del peculato e perché fare un giro sulla moto d’acqua o su altri mezzi della Polizia può essere considerato un reato.

Fare un giro sulla moto d’acqua della Polizia è peculato?

Sappiamo che i mezzi delle Forze dell’Ordine servono a consentire l’espletamento delle funzioni e ad intervenire prontamente in caso di necessità, in strada e in mare. Ovvio che sia durate che fuori dal servizio, i mezzi della Pubblica amministrazione non possono essere utilizzati per finalità differenti; questa condotta sarebbe ascrivibile al reato di peculato, ovvero l’appropriazione indebita di cose mobili o denaro di cui si è in possesso in ragione del proprio ufficio.

Dunque, se la circostanza di reato venisse confermata dalla procura di Ravenna, il poliziotto alla guida della moto d’acqua potrebbe essere condannato per aver utilizzato il mezzo a disposizione delle Forze dell’Ordine non per pattugliare la costa ma per il divertimento del figlio del Vicepremier.

Le sanzioni del Codice penale sono molto severe a riguardo: per i trasgressori si prevede la reclusione fino a 4 anni.

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