Un adolescente ruba un autobus e percorre 130 km per accompagnare la sua ragazza a scuola

Ilena D’Errico

14 Marzo 2026 - 22:45

Questo 15enne ha rubato un autobus e l’ha guidato per 130 chilometri solo per accompagnare la fidanzata a scuola.

Un adolescente ruba un autobus e percorre 130 km per accompagnare la sua ragazza a scuola

Tra un allarmante episodio di criminalità giovanile e l’eccentrico romanticismo adolescenziale, la storia di un ragazzo svizzero. Il giovane di appena 15 anni ha rubato un autobus e percorso 130 km per accompagnare la sua ragazza a scuola. I portavoce della polizia di Wiesbaden hanno riferito ai media che stanno ancora approfondendo le dinamiche del caso, che ha parecchi elementi strani. Il ragazzo si è recato presso il deposito della società di trasporti al mattino presto, ha preso il veicolo e l’ha guidato fino a Karlsruhe.

Non è una semplificazione dovuta alla sintesi, a quanto pare il furto e l’arrivo a destinazione sono stati davvero al limite del verosimile. L’autobus non ha subito alcun danno, né per appropriarsene né per portarlo fino a destinazione. Non ci sono stati incidenti e nemmeno una guida anomala, tanto che ci è voluto tempo prima di scoprire che l’autobus era mancante e ancora di più per rintracciarlo. La polizia al momento non si spiega come abbia fatto il ragazzo ad appropriarsi delle chiavi, né tantomeno come abbia fatto a guidare così bene il veicolo. Fortunatamente, questa bravata non si è trasformata in una tragedia, ma non si può dire che sia una favola. Ora il 15enne dovrà rispondere di furto e guida senza patente, auspicabilmente imparando subito la lezione per non commettere nuovi crimini in futuro.

Il problema della criminalità minorile

Il singolare episodio accaduto in Svizzera porta inevitabilmente i riflettori sull’aumento della criminalità minorile in Europa, che comprende una vasta tipologia di reati ed è assai eterogenea. C’è però da dire che non sono in aumento i reati come quello commesso dal quindicenne svizzero, quanto piuttosto i crimini violenti e addirittura legati alla criminalità organizzata. L’ultimo rapporto di Save the children, che peraltro vede l’Italia tra i Paesi con il tasso più basso di tutta l’Europa, evidenzia un quadro a dir poco preoccupante. Sono aumentati i reati violenti e i giovani restano sempre di più nel braccio della giustizia minorile, anche in Italia (dove cresce l’appartenenza alla criminalità organizzata), vedendo ai primi posti rapine, lesioni, risse e minacce.

È cresciuto esponenzialmente anche l’uso delle armi tra i giovanissimi, tra coltelli, pistole e strumenti improvvisati di ogni genere. L’illegalità tanto diffusa si deve, secondo gli esperti, a problemi strutturali legati all’educazione emotiva, alle opportunità e alla presenza di sistemi di cura, socialità e intrattenimento adeguati. Sicuramente, è un problema dalle mille sfaccettature, di cui quella penale è solo la risposta ultima e necessaria alla collettività, in quanto servono interventi più ampi per arginarlo. In ogni caso, è interessante notare che non sono i reati più tipicamente associati alla criminalità giovanile, compresi i furti e la guida senza patente, a far salire i tassi nazionali. Questo vuol dire che con gli anni è cambiata completamente la percezione dell’illegalità e della violenza tra i giovani, così come sono mutati i motivi che li portano a commettere reati.

Furto d’autobus e guida senza patente

Torniamo al caso del quindicenne svizzero che ha commesso illeciti più comunemente associati alla criminalità giovanile fino a qualche anno fa, anche se ciò non significa in alcun modo che le sue azioni siano da giustificare, soprattutto perché sono state messe in pericolo davvero molte persone. Ma cosa rischia concretamente un quindicenne che commette qualcosa del genere? Proviamo a farcene un’idea, seguendo ovviamente la normativa italiana. Intanto, la guida senza patente non è un reato, fatta eccezione per la recidiva nel biennio. Si tratta comunque di un illecito per cui si rischia una multa fino a quasi 10.000 euro. C’è poi il furto, con la pena che può arrivare fino a 3 anni, senza contare l’applicazione della riduzione prevista per i minori.

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