La carriera, i guadagni e lo stipendio di Fabio Panetta, il governatore della Banca d’Italia nominato dal Governo Meloni
Chi è Fabio Panetta? Una domanda che in molti si sono posti da quando, il 1° novembre 2023, ha assunto la guida della Banca d’Italia come deciso dal governo Meloni, prendendo il posto di Ignazio Visco dopo dodici anni di mandato.
Al momento della nascita del governo, nel 2022, molto si era parlato di Fabio Panetta come possibile ministro dell’Economia, stando agli immancabili spifferi di corridoio una scelta gradita al Colle e a Mario Draghi, ma come sappiamo alla fine la scelta ricadde su Giancarlo Giorgetti.
A Roma, all’epoca, non tutti erano favorevoli a spostare Panetta dal direttorio della Bce: in caso di addio, l’Italia rischiava di non avere più la certezza di un posto nel board di Francoforte. Il timore è però rientrato, perché a raccogliere il testimone nel Comitato esecutivo della Banca centrale europea è stato un altro italiano, Piero Cipollone, subentrato proprio il 1° novembre 2023.
Vediamo allora la biografia, i guadagni e lo stipendio di Fabio Panetta, il banchiere scelto dal governo Meloni come governatore della Banca d’Italia e insediatosi in Via Nazionale al posto di Ignazio Visco.
Biografia di Fabio Panetta
Nato a Roma il 1° agosto 1959, Fabio Panetta è oggi uno degli economisti più quotati del Belpaese. Sposato e con tre figli, suo padre Paolino è stato per quasi trent’anni, per conto della Democrazia Cristiana, sindaco di Pescosolido, in provincia di Frosinone.
Dopo essersi laureato con lode in Economia alla Luiss nel 1982, ha conseguito nel 1984 un M.Sc. in Monetary Economics alla London School of Economics e, nel 1996, un PhD in Economics and Finance alla London Business School.
Un curriculum di tutto rispetto, che gli ha permesso di entrare in Banca d’Italia nel 1985. Da lì una carriera in costante ascesa: nel 2007 è stato posto a capo del Servizio studi di congiuntura e politica monetaria e, dal 2011, come direttore centrale, ha iniziato a occuparsi del coordinamento della partecipazione di Bankitalia all’Eurosistema. Dall’8 ottobre 2012 al 9 maggio 2019 ha ricoperto il ruolo di vicedirettore generale e, subito dopo, dal 10 maggio al 31 dicembre 2019, quello di direttore generale, incarico che gli è valso anche la presidenza dell’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.
Dal 1° gennaio 2020 è entrato a far parte del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, prendendo il posto di Benoît Coeuré e restando a Francoforte fino al 31 ottobre 2023.
Il ruolo in Banca d’Italia e la nomina del Governo Meloni
Come deciso dal Consiglio dei ministri il 27 giugno 2023 e poi ratificato con decreto del Presidente della Repubblica, il governo Meloni lo ha nominato governatore della Banca d’Italia: Panetta si è insediato in Via Nazionale il 1° novembre 2023, per un mandato di sei anni rinnovabile una sola volta, in scadenza il 31 ottobre 2029.
Sul piano della politica monetaria, Panetta è considerato una delle voci più caute dell’Eurosistema: già da membro del board di Francoforte si era mostrato attento alla crescita e all’occupazione e, da governatore, ha più volte invitato la BCE alla prudenza sui tassi, distinguendosi dall’ala dei cosiddetti «falchi». È inoltre da anni il principale promotore dell’euro digitale, il cui avvio dipende dall’approvazione del regolamento europeo, attesa entro il 2026: l’obiettivo dichiarato è una fase di prova dal 2027 e la possibile introduzione nella prima metà del 2029.
In passato il suo nome è finito anche nelle cronache di Mafia Capitale, per via di un’intercettazione del 2013 in cui Massimo Carminati, ex Nar poi condannato nell’inchiesta, lo definì «uno dei miei migliori amici, ogni tanto mi chiama», sostenendo per giunta, in modo errato, che fosse il numero tre della Bce e l’unico uomo di Bankitalia portato con sé da Draghi. Fonti di Via Nazionale parlarono di «millanteria pura» e immediata arrivò la precisazione dell’economista: «Eravamo da ragazzi nello stesso quartiere dell’Eur. Posso dire con certezza che non lo vedo e sento da 30 anni almeno».
I guadagni e lo stipendio
La carriera ai vertici delle istituzioni finanziarie si riflette in retribuzioni di primo piano. Durante gli anni da vicedirettore generale della Banca d’Italia (2012-2019), Panetta ha percepito uno stipendio di 315.000 euro lordi annui. Con il passaggio a direttore generale, nel 2019, la cifra è salita a 400.000 euro.
Per il ruolo nel Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ricoperto dal 2020 al 2023, ha ricevuto una retribuzione base che i conti annuali della BCE quantificano in 305.400 euro per il 2022 (importo comune ai quattro membri ordinari del board), a cui si aggiungevano un’indennità di residenza pari al 15% dello stipendio e un’indennità di rappresentanza. Per un confronto, oggi i quattro membri ordinari del Comitato esecutivo percepiscono una base di 351.576 euro (dato 2025).
Il ritorno in Bankitalia ha comportato un ulteriore salto di qualità: da governatore, Panetta percepisce uno stipendio di 480.000 euro lordi annui, cifra onnicomprensiva in vigore dal 1° settembre 2023 e confermata invariata anche per il 2025, come si legge nel bilancio approvato dall’assemblea dei partecipanti il 31 marzo 2026.
Nello stesso direttorio, il direttore generale percepisce 430.000 euro e ciascuno dei tre vicedirettori generali 350.000 euro.
Si tratta comunque di importi molto ridimensionati rispetto al passato: fino al 2011 lo stipendio del governatore arrivava a 758.000 euro lordi l’anno, poi tagliato in più tranche a 550.000 euro nel 2012, a 495.000 euro nel biennio 2013-2014 e a 450.000 euro dal 2015, cifra percepita da Ignazio Visco fino al passaggio di consegne.