Gli fa mangiare un cupcake “senza latticini” ma non lo è. Collega allergico, scatta il licenziamento

Ilena D’Errico

18 Aprile 2026 - 23:51

Offrire dolci a un collega allergico può far scattare il licenziamento, come vediamo in questa vicenda.

Gli fa mangiare un cupcake “senza latticini” ma non lo è. Collega allergico, scatta il licenziamento

Anche se qualche ostilità e un po’ di sana competizione possono essere tollerate tra colleghi, ci sono dei limiti che non dovrebbero mai essere superati. Ce lo ricorda una vicenda che sta suscitando un enorme clamore sul web, dove una lavoratrice si sta sfogando in cerca di supporto e consigli. A quanto pare, questa dipendente sta vivendo in un clima assai sgradevole durante il lavoro, giudicata responsabile del licenziamento di un’ex collega.

Quest’ultima le aveva offerto dei cupcake definiti “senza latticini”, senza esserlo, consapevole della sua allergia, provocando una severa reazione allergica. Il datore di lavoro, sembrerebbe in conseguenza a questo grave episodio, ha quindi licenziato la lavoratrice in questione, scatenando reazioni controverse nel personale (e non solo). Proviamo a fare un po’ di chiarezza, tenendo conto che questa vicenda si è svolta negli Stati Uniti, pertanto potrebbero esserci delle differenze rispetto alla normativa nazionale.

Licenziata per aver fatto mangiare cupcake a una collega allergica

Una giovanissima tirocinante sta usando internet per confrontarsi su quanto accaduto, anche perché non ha esperienza nel mondo del lavoro ed è rimasta coinvolta in un fatto piuttosto sconvolgente. Ciò che sappiamo della storia, opportunamente raccontata con la corretta riservatezza, è limitato al punto di vista della lavoratrice allergica. Quest’ultima ha spiegato di essere stata da subito oggetto di forti antipatie da parte di una collega che, per sua stessa ammissione, “lavora più duramente di tutti”.

Nonostante ciò, il supervisore della squadra riserva tutte le sue lusinghe all’altra, peraltro in maniera discutibile. Di fatto, viene percepito come “un po’ inquietante”, dato che le commenta tutti i post sui social media, le offre il pranzo, la chiama al telefono al di fuori dell’orario di lavoro e così via. In ogni caso, sembra che le ostilità così attirate dalla giovane tirocinante siano sfociate in un episodio terribile.

Durante una festa aziendale in occasione del rientro di una manager dal congedo di maternità, la lavoratrice ha avuto una grave reazione allergica dopo aver mangiato dei cupcake. Nonostante avesse con sé l’autoiniettore di adrenalina, la ragazza ha dovuto recarsi in ospedale a causa del rigonfiamento della lingua e della gola, sintomi tipici e molto pericolosi. Non ci sarebbe nulla di anomalo, per quanto sventurato, se non fosse che il cupcake incriminato fosse stato offerto con insistenza proprio dalla collega invidiosa.

Quest’ultima sarebbe stata consapevole dell’allergia, che l’altra spiega di aver fatto presente in più occasioni specificando di essere “allergica al latte, non intollerante al lattosio”, tanto che la collega le ha proposto insistentemete il cupcake definendolo “senza latticini”.

Comunque, la ragazza è stata accompagnata in ospedale e poi a casa dal suo capo. Una volta rientrata al lavoro dopo qualche giorno di pausa, la lavoratrice ha scoperto che la collega - che sul momento si era detta dispiaciuta, ribadendo di aver utilizzato una crema senza latticini per la farcitura dei cupcake - era stata licenziata.

Di conseguenza, pare, molti colleghi hanno cambiato il proprio atteggiamento nei suoi confronti, infastiditi dall’accaduto. Sui social i commenti sono dei più disparati, tra la solidarietà verso la giovanissima tirocinante e le accuse alla lavoratrice licenziata, che molti avrebbero voluto denunciare, passando per una visione più morbida. Alcuni non faticano a vedere della buonafede nel comportamento dell’altra, al più un’ignoranza relativa alle allergie e alle preparazioni alimentari.

Quasi tutti, comunque, invitano la lavoratrice a porre dei confini chiari con il suo capo, evitando qualsiasi contatto estraneo alla sfera professionale. In ogni caso, la vicenda potrebbe non terminare qui, qualora la lavoratrice facesse ricorso. È certo che far consapevolmente mangiare a un’altra persona alimenti a cui è allergica può configurare un reato e anche una giusta causa di licenziamento, ma deve essere accertato.

Per i cibi preparati in forma domestica, inoltre, non vi sono le rigide regole in tutela del consumatore (nemmeno infallibili nei fatti). Di conseguenza, è sicuramente vietato definire un prodotto privo di alimenti a cui una persona è allergica, ma quest’ultima deve in ogni caso tutelare la propria salute.

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