Evasione fiscale, novità: riforma rimandata. Ecco perché

Evasione fiscale: l’ultima novità riguarda il mancato inserimento della riforma nel decreto che verrà discusso lunedì 14 ottobre. L’inasprimento delle pene e del carcere per chi evade ci sarà? Analizziamo i motivi dello slittamento della legge.

Evasione fiscale, novità: riforma rimandata. Ecco perché

Evasione fiscale: la novità è che la riforma sarà rimandata. Nel decreto fiscale che lunedì verrà discusso non saranno inserite le misure di inasprimento della pena tanto invocate dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Anche il Presidente del Consiglio si è più volte espresso a favore di una lotta dura contro l’evasione fiscale, mostrando accordo con la linea severa del Movimento 5 stelle.

Probabilmente, però, la riforma dell’evasione fiscale sarà oggetto di verifica e discussione in un vertice politico da fissare in un tempo più lungo.

I cambiamenti proposti per pene e multe verso chi non paga le tasse, quindi, saranno contenuti in un provvedimento ad hoc, forse in una legge delega.

Come si spiega questo slittamento della riforma della lotta all’evasione fiscale? Ecco perché il dibattito è stato rimandato.

Evasione fiscale: le novità su carcere e pene saranno rimandate

Il governo Conte bis ha più volte ribadito, per voce del Presidente del Consiglio e di alcuni ministri, che la lotta all’evasione fiscale rappresenta una priorità e un’urgenza per il Paese. Inserire nella manovra una riformulazione delle pene per gli evasori è stato da sempre considerato un passo importante e un segnale di fiducia verso i cittadini onesti.

La novità di ritardare la discussione sull’evasione fiscale nasce da posizioni diverse assunte in questi giorni all’interno del governo. La complessità dei conti da far quadrare, con le questioni cuneo fiscale, salario minimo e IVA da mettere in equilibrio, hanno generato priorità diverse.

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il suo entourage hanno dichiarato in questi giorni che l’evasione fiscale può essere combattuta efficacemente utilizzando al meglio gli strumenti già esistenti.

L’inasprimento del carcere, a detta di alcuni esponenti del governo vicini al Partito Democratico, può essere valutato, ma in un contesto più ampio. Un migliore uso delle tecnologie esistenti ed una riformulazione delle procedure digitali e dei controlli potrebbero essere già sufficienti.

Una posizione, questa, che va ad ammorbidire la linea di lotta dura all’evasione fiscale portata avanti dal Movimento 5 Stelle, con Bonafede e Di Maio in testa.

Il compromesso raggiunto sul ritardo della discussione della riforma e sul mancato inserimento nel decreto fiscale è sicuramente frutto di vedute differenti. Ci saranno scontri sulla questione evasione?

Evasione fiscale: rimandate le proposte di Bonafede

Il Ministro Alfonso Bonafede vede sfumare, per il momento, il suo progetto di riforma contro l’evasione fiscale.

Pena detentiva più severa con carcere fino a 8 anni per chi evade, abbassamento della soglia punibile per mancato versamento IVA e tasse a 50.000 euro e inserimento di pene per dichiarazione infedele a 100.000 euro, estensione della confisca di beni a chi evade: queste alcune delle proposte caldeggiate fortemente dal ministro pentastellato.

Tutto rimandato. Nelle prossime settimane si vedrà se la linea severa studiata da Bonafede contro l’evasione fiscale diventerà legge.

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