Evasione fiscale, l’Agenzia delle Entrate punta sulla compliance

Rosaria Imparato

24 Novembre 2020 - 17:02

24 Novembre 2020 - 17:05

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Evasione fiscale, l’Agenzia delle Entrate si ferma a 7 miliardi, dimezzando l’obiettivo del 2020: il Fisco punta alle lettere di compliance, ovvero all’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti.

Evasione fiscale, l'Agenzia delle Entrate punta sulla compliance

Evasione fiscale, l’Agenzia delle Entrate dimezza il proprio obiettivo e punta alla compliance, ovvero le lettere inviate ai contribuenti in caso di anomalie nelle dichiarazioni dei redditi.

Nel 2020, complice la pandemia, la lotta all’evasione si è fermata a 7,19 miliardi, praticamente dimezzando l’obiettivo che l’Agenzia delle Entrate si era posta per quest’anno.

Il progetto che vedeva la realizzazione della dichiarazione Iva precompilata è stato rimandato al 2021, così come la ripresa degli invii delle lettere di compliance, ovvero le lettere inviate ai contribuenti in caso di anomalie nella propria dichiarazione dei redditi.

Evasione fiscale, l’Agenzia delle Entrate punta sulla compliance

È un periodo di standby per tutti, anche per l’Agenzia delle Entrate: nel 2020 l’obiettivo della lotta all’evasione non è stato raggiunto. La pandemia, oltre a far chiudere moltissimi esercizi commerciali, ha congelato le attività di accertamento e riscossione.

L’obiettivo che l’Agenzia delle Entrate ha raggiunto “solo” quota 7 miliardi di euro nella lotta all’evasione. Il Fisco quindi punta sulla compliance, quindi sull’adempimento spontaneo da parte dei cittadini, ma anche in questo caso c’è lo zampino della pandemia: le lettere infatti sono state sospese nel 2020, e riprenderanno nel 2021.

L’incasso stimato grazie alla tax compliance è di circa 600 milioni di euro, grazie alle circa 650.000 lettere che attendono di essere inviate.

Ricordiamo che una volta ricevuta una lettera di compliance che segnala un’irregolarità o un’anomalia nella dichiarazione dei redditi, il contribuente può scegliere tra due opzioni prima dell’accertamento fiscale: la prima è regolarizzare la propria situazione col ravvedimento operoso.

In caso contrario, cioè se invece il contribuente è convinto dell’esattezza dei dati nelle mani del Fisco, può comunicarlo all’Agenzia delle Entrate integrando con elementi e documenti di cui l’Amministrazione Finanziaria non era provvista.

Ancora incerta, invece, la proroga della scadenza della pace fiscale: il doppio appuntamento con rottamazione ter e saldo e stralcio delle cartelle attende i contribuenti il 10 dicembre, qualora il decreto Ristori quater non includa uno specifico rinvio.

Evasione fiscale, la precompilata IVA slitta al 2021

Le attività di accertamento e riscossione non sono le uniche a essere oggetto di un rinvio. Anche la tanto agognata digitalizzazione del Fisco, con ad esempio la dichiarazione precompilata IVA, slitta nel 2021.

L’obiettivo che l’Agenzia delle Entrate vorrebbe raggiungere è quello di far venire meno la necessità stessa di presentarla, facendo in modo che il cittadino debba solo verificare i dati in possesso dell’Agenzia.

Secondo quanto riportato dal quotidiano ItaliaOggi, nel 2021 si continuerà con l’implementazione dei dati da mettere a disposizione dei contribuenti, e contestualmente si avvierà la sperimentazione per i registri IVA e le Lipe.

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