L’Europa sta per crollare? Instabilità, default e recessione sono già qui

Violetta Silvestri

16/11/2022

16/11/2022 - 15:30

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La revisione sulla stabilità finanziaria dell’Eurozona della Bce ha mostrato un quadro assai rischioso: fragilità economica, esplosione del debito, prezzi in aumento faranno soccombere l’Europa?

L'Europa sta per crollare? Instabilità, default e recessione sono già qui

L’Eurozona, ovvero il cuore dell’Europa, vede un futuro sempre più nero: instabilità finanziaria, recessione e rischi altissimi di insolvenze si intensificano secondo la Bce.

Il tono allarmistico, ma realista, è della Banca centrale europea che ha aggiornato le previsioni finanziarie della regione a moneta unica: il quadro generale si sta deteriorando e i rischi aumentano su più fronti.

Perché il clima sta peggiorando per le sorti economiche e finanziarie del vecchio continente e cosa può accadere. Tra inflazione, tassi più alti, rallentamento della crescita e debiti onerosi per imprese e Stati l’Europa sta per soccombere in una crisi profonda?

Europa: la crisi c’è e può peggiorare. I motivi nel report Bce

“Il Financial Stability Review (FSR) del novembre 2022 illustra come il deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie abbia aumentato i rischi per la stabilità finanziaria dell’area dell’euro”: così esordisce il documento Bce con le parole scritte da Luis de Guindos, vicepresidente della Banca centrale europea.

Numeri e previsioni alla mano, non c’è niente di rassicurante nel breve-medio periodo per la zona euro e, di riflesso, l’intera Ue. Sintetizzando, da Francoforte sono stati evidenziati questi motivi di allarme:

  • i rischi di recessione aumentano a causa dei prezzi dell’energia e delle condizioni finanziarie più restrittive;
  • lo spazio fiscale disponibile nei bilanci degli Stati è più limitato per attutire l’economia;
  • la resilienza aziendale è messa a dura prova dal prezzo dell’energia e dagli oneri finanziari;
  • le vulnerabilità delle famiglie, precedentemente contenute, sono in aumento;
  • i mercati immobiliari vulnerabili potrebbero trovarsi a un punto di svolta

In generale, si considera che l’Europa si trova ancora troppo coinvolta nell’incertezza della guerra in Ucraina e questo può ancora peggiorare le condizioni di fornitura energetica per i Paesi del continente.

Inoltre, “altri rischi per l’inflazione, la crescita e le condizioni finanziarie globali potrebbero anche essere innescati da un aumento dei tassi di interesse più rapido del previsto, passi falsi della politica fiscale, una ripresa più ampia della pandemia e stress dei mercati emergenti, compresa la possibilità di un rallentamento economico più marcato o reale correzione immobiliare in Cina”, si legge nel report.

Attenzione massima, inoltre, nei confronti degli sviluppi dei mercati finanziari, con gli asset di rischio e le obbligazioni che sono state troppo in balia della volatilità.

La Bce si sofferma, per esempio, su questo punto: “nei mercati delle obbligazioni societarie dell’area dell’euro sono emersi alcuni segnali di una minore liquidità del mercato, in particolare per le obbligazioni ad alto rendimento. Ciò potrebbe rendere più difficile per i partecipanti adeguare i portafogli, rivalutare le attività o raccogliere finanziamenti in periodi di stress.”

Potrebbero verificarsi, con un grande rischio per la stabilità dei mercati dell’area euro, aggiustamenti disordinati.

Il debito in Europa sta per esplodere?

Lo sguardo della Bce si fa particolarmente preoccupato sulle condizioni del debito, sia sovrano e quindi degli Stati nella loro gestione dei conti pubblici, sia delle imprese e dei consumatori.

Nello specifico, il report mette in evidenza che i Governi dell’Eurozona hanno impiegato circa l’1,4% del Pil per misure a sostegno del caro bollette dall’inizio della guerra e molti le hanno estese ancora al 2023. La spesa pubblica contro il caro-energia, però, è arrivata dopo gli enormi esborsi durante la pandemia e nel pieno del rialzo dei tassi di interesse.

Per questi motivi c’è massima allerta: Disavanzi elevati e prolungati in un certo numero di paesi insieme all’aumento dei costi di finanziamento, potrebbe non solo limitare il margine di bilancio disponibile per proteggere l’economia da shock futuri, ma potrebbe anche portare le dinamiche del debito su una traiettoria meno favorevole, soprattutto nei paesi con livelli di debito più elevati.”

Proprio l’Italia, in questo ambito, resta una nazione a rischio e osservata speciale. Il Governo Meloni ha già alzato il deficit/Pil per estendere gli aiuti sulle bollette.

Anche le imprese che sono riuscite a uscire dalla crisi pandemica con maggiori debiti sono ad alto rischio adesso e nel prossimo futuro: “Sebbene le insolvenze societarie siano rimaste ben al di sotto dei livelli pre-pandemia, alcuni settori hanno già registrato un aumento dei tassi di insolvenza attesi e potrebbero essere maggiormente a rischio di insolvenza in caso di sorprese economiche sfavorevoli o di un ulteriore inasprimento delle condizioni finanziarie, o entrambi.”

Infine, si sta deteriorando la situazione delle famiglie a basso reddito, che “spesso spendono una quota maggiore del loro reddito in cibo ed energia” e che quindi vivono in una più realistica minaccia di default del credito al consumo.

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