L’Europa corre per emanciparsi dagli Stati Uniti. Bruxelles vuole alternative a Visa e Mastercard per evitare il controllo degli USA, ma serve tempo.
La dominanza statunitense dei circuiti di pagamento ha soltanto relativamente causato disagi all’Occidente finora, quantomeno in confronto ad altri attori internazionali, la Russia su tutti. Ciò però non significa che l’Europa non sia preoccupata per il controllo americano, che incombe su una parte considerevole del denaro europeo. L’ultimo rapporto della Banca centrale europea (Bce) mostra infatti che in Europa i pagamenti non in contante (il 48% del totale) avvengono prevalentemente attraverso Mastercard e Visa.
Questi ultimi dominano infatti le transazioni con carta di credito (il 54% dei pagamenti non in contante) con una percentuale del 61%, oltre che quelle effettuate con carte di debito (il 15% dei pagamenti non in contante). Per i sistemi di pagamento digitale, che riguardano il 7% dei pagamenti non in contanti, vediamo invece la dominanza di sistemi come Google Wallet, Apple Pay e Samsung Pay, anche in questo caso sotto le redini delle multinazionali americane. Ecco perché la Bce afferma con preoccupazione che le società americane hanno una posizione monopolistica, mentre Bruxelles cerca di guadagnare terreno prima che sia troppo tardi. Servono alternative europee per emanciparsi da Washington abbastanza da limitare i disagi quotidiani in caso di imprevisti, i quali, sotto questo secondo mandato di Trump, sono all’ordine del giorno.
L’Europa vuole limitare il controllo degli USA
È chiaro a tutti che l’Europa deve emanciparsi dagli USA anche e soprattutto per quanto riguarda i sistemi economici e finanziari. Come già detto, l’Europa è moderatamente al sicuro oggi, non essendo in corso conflitti o scontri tanto rilevanti da compromettere l’accesso ai circuiti di pagamento americani. È però una consolazione magra visto che non ci sono garanzie solide su cui fare affidamento. Eventualmente, la Casa Bianca potrebbe ordinare lo stop dei circuiti di pagamento in Europa facendo affidamento sulle proprie leggi nazionali. Certo, ci sarebbero delle conseguenze molto serie nei rapporti internazionali, ma è evidente che il manico del coltello è nelle mani del tycoon da questo punto di vista.
La sospensione in Russia ordinata da Biden nel 2022, per quanto straordinaria e giustificata dalla guerra in corso, è l’esempio perfetto del potere economico detenuto dagli Stati Uniti, per non parlare delle varie sanzioni comminate a cittadini di tutto il mondo. Ecco perché da tempo gli istituti europei sono al lavoro per realizzare delle alternative, porti sicuri per limitare potenziali danni di uno stop improvviso e soprattutto assicurare la propria posizione negoziale. Il potere statunitense condiziona inevitabilmente le azioni degli Stati membri, come per esempio è accaduto nel 2018 con il ritiro delle aziende Ue dall’Iran a seguito delle sanzioni americane.
A tal proposito, le soluzioni nazionali non bastano. Per non lasciare gli Stati europei improvvisamente isolati serve un sistema connesso e integrato in tutta l’Unione europea, come appunto l’euro digitale. Visa e Mastercard controllano infatti quasi tutti i pagamenti transfrontalieri, perciò senza di loro le operazioni resterebbero confinate a livello nazionale, peraltro con grossi disagi. L’euro digitale sarebbe un salvagente non da poco, tant’è che Bruxelles sta accelerando i lavori per arrivare alla conclusione normativa entro la fine del 2026. L’obiettivo è usarlo nei pagamenti al dettaglio prima del 2029, ma ciò dipende anche dal riscontro.
Nonostante i vantaggi, l’euro digitale riscuote anche delle critiche. In particolare, trattandosi di una moneta a corso legale comporterebbe l’obbligo di accettarlo da parte di tutti gli esercizi commerciali e molti temono che sia una concorrenza sleale rispetto alle stablecoin emesse da privati. Nel frattempo, comunque, le alternative private continuano a crescere e soprattutto a estendersi dai confini nazionali, aggiungendosi ai rimedi contro il controllo USA. Wero, per esempio, ha già più di 53 milioni di utenti tra Germania, Belgio e Francia e si sta espandendo progressivamente. Ad oggi, però, strumenti di questo tipo non sono sufficienti a sostituire, neanche parzialmente, circuiti come Mastercard e Visa.