Il 2026 potrebbe essere un anno interessante per chi guarda ai titoli di Stato. L’inflazione continua a perdere forza e l’economia europea fatica a ritrovare slancio: due elementi che, messi insieme, stanno spingendo la Banca Centrale Europea a valutare una nuova sforbiciata ai tassi dopo la lunga serie di interventi tra il 2024 e il 2025.
Se il quadro macro non dovesse migliorare, Francoforte potrebbe intervenire già a marzo, portando il tasso sui depositi attorno all’1,75%. E non è escluso che, in caso di ulteriori segnali di debolezza, la BCE decida di fare ancora un passo in più. Non siamo più nella fase aggressiva dei tagli del 2024, ma lo spazio residuo (25–50 punti base) è sufficiente a generare movimenti rilevanti sui Btp più sensibili.
In questo articolo simuliamo quanto può guadagnare un investimento da 10.000 euro sul Btp più reattivo ai movimenti della BCE: il Btp 1,70% settembre 2051 (ISIN IT0005425233), quotato a 61,06 euro.
Si tratta del titolo più volatile del mercato Btp: ha 25,7 anni residui, una duration modificata di 18,34 e reagisce con forza anche a piccole variazioni dei tassi.
Quanto può guadagnare un Btp se la BCE scende all’1,50%? Scenario 1?
Nel primo scenario assumiamo un taglio complessivo di 50 punti base nel corso del 2026, con un tasso finale all’1,50%. L’obiettivo è capire quanto potrebbe salire il prezzo del Btp 2051 nell’anno, senza aspettare la scadenza naturale del titolo.
Utilizziamo la formula standard:
Variazione % prezzo = – Duration × variazione dei tassi
Calcolo:
–18,34 × –0,50% = +9,17%
Se il Btp 2051 quota, ad esempio, 61 euro, il nuovo prezzo teorico diventerebbe:
61,06 euro × 1,0917 = 66,63 euro
Con un investimento di 10.000 euro si acquistano 163 quote del BTP 2051 (10.000 / 61,06 = 163)
Nel caso in cui la BCE tagli i tassi di 50 punti base, il prezzo teorico del titolo salirebbe a 66,63 euro: questo significa che l’investitore registrerebbe un guadagno in conto capitale di circa 912 euro.
A questo importo va aggiunta la cedola, pari all’1,70% lordo (circa 1,487% netto), che su un investimento da 10.000 euro corrisponde a circa 148 euro netti nell’arco di un anno.
In sintesi, nello scenario di una BCE che scende fino all’1,50%, chi investe oggi potrebbe incassare circa 1.060 euro complessivi in un anno, somma data dai 912 euro di rivalutazione del prezzo più i 148 euro di cedola.
Tradotto in percentuale, il rendimento annuo sarebbe di circa 10,6% lordo, pari a 9,2% netto: un risultato decisamente interessante considerando lo scenario attuale dei tassi.
Quanto può guadagnare un Btp se la BCE scende all’1,50%? Scenario 2?
Lo scenario più realistico per il 2026, tuttavia, è quello in cui la BCE procede con un solo taglio dei tassi a marzo, riportando il tasso sui depositi all’1,75% e poi si prende una pausa per valutare l’andamento dell’economia.
In un contesto del genere, la discesa dei tassi sarebbe limitata a 25 punti base, ma per un titolo molto sensibile come il Btp 2051 l’impatto non sarebbe trascurabile. Con una duration modificata di 18,34, il prezzo registrerebbe infatti un aumento teorico di circa +4,58%.
Applicando questa variazione al prezzo attuale di 61,06 euro, il valore del titolo salirebbe a 63,86 euro. Per un investitore che ha acquistato 163 quote con 10.000 euro, questo si traduce in un guadagno in conto capitale di circa 458 euro.
A tale importo va poi aggiunta la cedola, che in un anno porta circa 148 euro netti.
Nel complesso, quindi, in questo scenario l’investitore otterrebbe circa 606 euro tra apprezzamento del prezzo e cedole, pari a un rendimento annuo lordo di circa il 6%, equivalente a poco più del 5% netto.
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