Esplosione Libano: cos’è e per cosa si usa il nitrato di ammonio

La tragedia che ha travolto Beirut ha un protagonista: il nitrato di ammonio, molto pericoloso perché altamente esplosivo se miscelato con altri ingredienti. Cos’è e per cosa si usa?

Esplosione Libano: cos'è e per cosa si usa il nitrato di ammonio

Il nitrato di ammonio immagazzinato nel porto di Beirut in quantità elevate - 2.750 tonnellate - è esploso causando una catastrofe senza precedenti nella città.

Mentre peggiora di ora in ora il bilancio della violentissima esplosione che ha distrutto l’area del porto della capitale libanese, avanzano domande sul perché il composto chimico si trovasse incustodito vicino alle abitazioni, a cosa servisse e chi era davvero a conoscenza della presenza di materiale altamente infiammabile.

Le autorità libanesi hanno promesso di scovare la verità. Intanto, però, con oltre 100 morti, 4.000 feriti, 200.000 sfollati e una popolazione sull’orlo della miseria, l’esplosione di Beirut potrebbe innescare altre tensioni in un Paese già in bilico.

La presenza del composto chimico in Libano, inoltre, sta facendo crescere insinuazioni su terrorismo e attività di Hezbollah in quella che è un’area calda nel Medio Oriente, dove si incrociano complesse dinamiche tra libanesi, israeliani, siriani, iraniani.

Cos’è il nitrato di ammonio e per cosa si usa? È davvero una sostanza per i gruppi estremi terroristi?

Nitrato di ammonio esploso: cos’è e per cosa si usa

Il nitrato di ammonio, che ha innescato la spaventosa esplosione libanese, è un composto chimico utilizzato principalmente come fertilizzante in agricoltura.

È anche utilizzato per la produzione di due esplosivi, l’ammonal e l’ANFO e risulta uno dei componenti principali per esplosivi utilizzati nelle miniere.

Per diventare così pericoloso e trasformarsi in un vero e proprio ordigno, però, ha bisogno di essere unito ad altri ingredienti o miscelato con benzina.

Quando esplode, può rilasciare gas tossici, inclusi ossidi di azoto e ammoniaca. Per questo, ha generato una nuvola di fumo simile al fungo atomico di Hiroshima, tanto da essere paragonato all’immagine dello scoppio della bomba nucleare.

Per conservarlo in modo sicuro occorre rispettare rigorose norme di sicurezza: il sito deve ignifugo e non deve avere scarichi, tubi o altri canali in cui potrebbe accumularsi il nitrato di ammonio.

Esplosivo per terroristi

Alla domanda: chi ha bisogno di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio?, un’esperta sulla BBC ha risposto che il gruppo Hezbollah potrebbe essere coinvolto nella scorta di questo composto chimico a Beirut:

“Questa sostanza viene utilizzata per produrre esplosivi ed è anche noto che Hezbollah, il gruppo armato libanese, contrabbanda spesso materiale come questo in Libano attraverso il porto, quindi è plausibile che Hezbollah possa avere una sorta di collegamento con il nitrato di ammonio che è esploso al porto ma, ovviamente, è troppo presto per dirlo”

Non si hanno notizie ufficiali al riguardo e ogni ipotesi va comunque valutata con molta cautela. Resta il fatto che il composto chimico è stato impiegato negli ordigni esplosivi dei gruppi del terrore in Afghanistan e in Iraq.

Il materiale si trova facilmente e può essere acquistato senza difficoltà, per poi essere miscelato in modo esplosivo. Anche i terroristi baschi dell’Eta lo hanno utilizzato.

Perché il nitrato di ammonio era depositato a Beirut?

Secondo quanto riportato da Al Jazeera, il carico di nitrato di ammonio è arrivato in Libano nel settembre 2013, a bordo di una nave mercantile di proprietà russa battente bandiera moldava, diretta dalla Georgia al Mozambico.

L’imbarcazione è stata costretta ad attraccare a Beirut dopo aver affrontato problemi tecnici in mare, ma i funzionari libanesi hanno impedito alla nave riprendere il viaggio, e alla fine è stata abbandonata dai suoi proprietari ed equipaggio.

Il carico pericoloso è stato quindi scaricato e collocato nell’Hangar 12 del porto di Beirut. Da quel girono, i funzionari doganali hanno inviato numerose lettere per avvisare del deposito assolutamente rischioso e conservato in modo insicuro.

Hanno anche proposto soluzioni per utilizzarlo: esportare il nitrato di ammonio, consegnarlo all’esercito libanese o venderlo alla società di esplosivi libanese di proprietà privata.

Ma nessun giudice ha mai dato risposta, così il carico esplosivo è rimasto immagazzinato a Beirut fino alla tragedia.

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