Esame avvocato, la protesta a Milano il 27 giugno “chiediamo parità di trattamento”

Eguaglianza con gli altri ordini professionali e chiarimenti sulla correzione delle prove scritte: questo chiedono i praticanti avvocato del tribunale milanese. La manifestazione è aperta a tutti: il 27 giugno in Piazza della Scala.

Esame avvocato, la protesta a Milano il 27 giugno “chiediamo parità di trattamento”

Continua l’ondata di proteste dei praticanti avvocato dopo che il Governo ha deciso di dare il via alla correzione degli elaborati scritti, anche se con modalità ancora da chiarire.

Stavolta a protestare è il Foro di Milano sulla scia delle manifestazioni organizzate o spontanee sorte in tutta Italia. Gli aspiranti avvocato si riuniranno in Piazza della Scala sabato 27 giugno a partire dalle ore 16.00.

Quello che i praticanti avvocato chiedono è molto semplice: parità di trattamento rispetto agli altri ordini professionali (dei quali si parla di “lauree immediatamente abilitanti”) e informazioni chiare e dettagliate circa la correzione degli elaborati sostenuti a dicembre 2019.

La manifestazione è aperta a tutti coloro che sostengono la causa, avvocati e non, di Milano e di altre sedi. Ciò che è fondamentale è alzare la voce nei confronti di un Governo che si è mostrato sordo alle richieste dei futuri avvocati, cosa che potrebbe acuire l’allontanamento dalla professione forense e il drammatico calo degli iscritti a Giurisprudenza.

Praticanti avvocato contro il Ministero della Giustizia: info sulla protesta del 27 giugno

“...l’unico modo per tutelare la posizione dei Praticanti Avvocati è quello di scendere in piazza, chiedendo al Governo e al Ministro della Giustizia il riconoscimento della parità di trattamento rispetto agli altri ordini professionali, facendo chiarezza sulle modalità di correzione delle prove scritte sostenute nell’ambito della sessione di abilitazione 2019 e predisponendo soluzioni adeguate all’attuale contesto epidemiologico in relazione alla sessione di abilitazione 2020, in vista dell’impossibilità di creare assembramenti al fine di scongiurare il rischio di contagi.”

Manifestazione 27 giugno a Milano
Il comunicato stampa di Libera e Giovane avvocatura

Così si legge nel comunicato stampa in cui l’associazione Libera e Giovane avvocatura annuncia la mobilitazione dei praticanti del Foro di Milano. Una manifestazione che serve a reagire di fronte “all’imbarazzante silenzio da parte delle Istituzioni e in attesa di soluzioni certe e credibili che restituiscano onore e dignità agli sforzi di migliaia e migliaia di giovani cittadini.”

La lentezza della correzione degli elaborati (vedi qui lo stato della correzione per ogni Corte d’Appello) e le modalità della stessa espongono 20 mila praticanti avvocati al rischio di dover sostenere uno “scritto cautelativo” a dicembre, il quale potrebbe anche accavallarsi con la calendarizzazione delle prove orali. Insomma, la confusione è tanta e anche il senso di incertezza e precarietà.

E il tutto si aggrava se si considera che praticanti avvocato, e non solo, chiedono da anni una riforma organica della modalità di esame per l’abilitazione alla professione forense, in linea con le prove sostenute dai colleghi europei. Ma anche su questo punto il Ministero della Giustizia si è mostrato in più occasioni indifferente o palesemente contrario.

“L’inadeguatezza e l’insufficienza delle misure predisposte dal Governo e dalle Istituzioni, alla luce della situazione attuale, non fanno altro che vanificare gli sforzi e i sacrifici economici di migliaia e migliaia di giovani professionisti, negando loro la possibilità di entrare agevolmente nel mondo del lavoro, calpestando i loro diritti e il loro futuro.”

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