Ricorso esame avvocato: come si fa, quanto costa e probabilità di vincita

Fare ricorso al TAR contro la bocciatura all’esame di abilitazione è possibile ma servono validi e comprovati motivi: di seguito i casi che rendono più probabile l’accoglimento della domanda.

Ricorso esame avvocato: come si fa, quanto costa e probabilità di vincita

Ogni anno l’esame di avvocato “miete” molte vittime, e la scorsa edizione non ha fatto eccezione, dato che il numero dei bocciati supera il 50%.

Contro la bocciatura nelle tre prove scritte e all’esame orale è possibile proporre il ricorso al TAR, tuttavia le possibilità di accoglimento e di vittoria non sono molto rassicuranti. Questo perché i giudici non possono entrare nel merito delle scelte della Commissione esaminatrice, -anche se la correzione delle prove spesso fa nascere dei dubbi sull’eguaglianza e la meritocrazia dei criteri applicati. In altre parole, il ricorso al TAR va proposto solo in presenza di motivi formali ed errori palesi.

Qui di seguito un vademecum su tempi e costi del ricorso. Intanto in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando dell’esame di avvocato 2020 al quale è possibili iscriversi nell’attesa che il tribunale si pronunci.

Ricorso esame avvocato: quando conviene farlo

Prima di procedere con il ricorso al TAR che può essere lungo e costoso occorre analizzare le possibilità di accoglimento della richiesta e di vittoria. Per portare avanti il ricorso servono delle motivazioni valide, solide e comprovate, che possano dimostrare l’ingiustizia della bocciatura del candidato ricorrente. Per facilitare la decisione ecco in quali casi fare ricorso “conviene”:

  • quando il punteggio finale delle tre prove scritte non è giustificato da nessuna indicazione scritta (ad esempio quando sulla prova compare unicamente la cifra numerica assegnata senza l’esposizione di un giudizio argomentativo);
  • se la Commissione esaminatrice non è composta secondo le indicazioni di legge e, quindi, la correzione risulta viziata;
  • se la Commissione esaminatrice ha violato le norme in merito all’anonimato delle prove scritte;
  • se la prova viene annullata per asserita copia senza che la Commissione fornisca la prova del testo copiato.

Questo è soltanto un elenco esemplificativo e, naturalmente, alla base del ricorso vi possono essere anche altre motivazioni. Tuttavia per aumentare le possibilità di vittoria occorre che i motivi siano di carattere formale e facilmente dimostrabili, altrimenti il ricorso potrebbe risolversi in un buco nell’acqua.

Naturalmente ogni caso è a sé e la scelta di fare ricorso al TAR spetta al singolo candidato.

Quando non conviene fare ricorso

Vincere il ricorso contro la bocciatura nelle prove scritte non è un gioco da ragazzi. Anzi senza motivazioni concrete e comprovate è davvero difficile avere delle speranze di vittoria. I TAR accolgono soltanto i ricorsi che si fondano su motivi di natura formale, ad esempio l’errata composizione della commissione oppure violazioni evidenti nel corso della correzione; in tutti gli altri casi le chance di accoglimento e vittoria sono poche o pochissime.

Tra le motivazioni che vengono considerate “futili” ci sono tutte quelle che hanno carattere meramente discrezionale: ai giudici, infatti, non compete entrare nel merito della correzione e non possono contestare la discrezionalità degli esaminatori.

In questi casi, quindi, il ricorso è fortemente sconsigliato perché potrebbe tradursi in una perdita di tempo e denaro.

Procedimento e tempistiche del ricorso

Chi ritiene di avere i requisiti per presentare il ricorso deve come prima cosa chiedere l’accesso agli atti alla Corte d’Appello dove ha effettuato le prove scritte e l’orale. Il cartaceo delle prove, infatti, sarà fondamentale per l’avvocato per elaborare la difesa e per il giudice per poter emettere il giudizio.

Il ricorso deve essere presentato al TAR della Regione in cui si ha la residenza, entro il termine tassativo di 60 giorni dalla pubblicazione dei risultati e per il tramite di un avvocato specializzato in diritto amministrativo.

Se il ricorrente non rispetta il termine previsto oppure se i motivi del ricorso non sono validi, il ricorso viene rigettato. In caso contrario il giudice del TAR accerta la validità dei motivi e le prove in questione saranno sottoposte ad un’ulteriore correzione. Se il motivo è l’illegittima composizione della Commissione esaminatrice la prova o le prove dovranno essere corrette da una Commissione diversa.

Quanto costa presentare il ricorso?

È molto difficile stabilire quanto costi esattamente un ricorso al TAR per l’esame di avvocato. Possiamo però fare una stima: il ricorso costa in media dai 3.500 ai 4.000 euro ma naturalmente la cifra dipende dalla parcella indicata dall’avvocato che varia sensibilmente in base all’esperienza e al prestigio dello studio legale a cui ci si rivolge.

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