Esame avvocato, piattaforma in tilt e dati personali a rischio: cosa sta succedendo

Isabella Policarpio

13/05/2021

25/08/2021 - 12:36

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L’esame di avvocato 2020 è alle porte ma la piattaforma online del Ministero della Giustizia è in tilt: alcuni utenti hanno avuto accesso ai dati personali di altri candidati e si teme la violazione della privacy.

I dati personali dei candidati all’esame di avvocato 2020 sono a rischio? Pare di sì, visto che la piattaforma del Ministero della Giustizia è nel caos e diversi utenti hanno segnalato anomalie più o meno gravi.

In particolare ci sarebbe stata una fuga di informazioni che, invece, dovrebbero essere coperte dalla disciplina sulla privacy (nomi, cognomi, codice fiscale e così via). E la cosa più grave è che risulta possibile modificare o cancellare i dati sensibili di altri partecipanti.

L’ennesima beffa per i tanti giovani in attesa di poter partecipare all’esame di abilitazione alla professione forense inizialmente indetto a metà dicembre, posticipato ad aprile e, per ultimo, a maggio.

In attesa del ripristino del sito, gli utenti sono invitati a contattare il seguente indirizzo e-mail:

supportotecnicoutenti.siticoncorsiesami@giustizia.it

Cerchiamo di capire cosa sta succedendo e come muoversi per proteggere la propria privacy.

Esame avvocato, la piattaforma va in tilt a pochi giorni dall’inizio

Il 20 maggio 2021 è la data scelta dal Ministero della Giustizia per dare il via all’esame di abilitazione alla carriera forense, rimandato più volte a causa dell’incertezza sulla modalità da seguire: alla fine ha prevalso il doppio orale o “orale rafforzato”.

Ma per gli aspiranti avvocato le sorprese non sono finite. Da questa mattina ci sono dei problemi nell’accesso alla piattaforma online del Ministero della Giustizia, dove compare questa schermata:

Secondo quanto riportato da CorCom, alcuni candidati, dopo aver effettuato l’accesso con le proprie credenziali, hanno potuto visualizzare le schede di altri utenti contenenti dati anagrafici, indirizzi di residenza e domicilio, e-mail e numeri telefonici. Insomma, tutti i dati sensibili che, invece, dovrebbero essere inviolabili.

Per questo nelle ultime ore è scattato l’allarme “violazione della privacy” da parte del Ministero.

Le ragioni del caos sono ancora da chiarire: potrebbe trattarsi di un attacco hacker o, con maggiore probabilità, di un malfunzionamento causato dal gran numero di utenti che stanno provando ad accedere in vista della prova orale.

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