Esame avvocato: in caso di pareri troppo simili scatta la bocciatura per entrambi

Per pareri identici (o quasi) è legittima la bocciatura di entrambi i candidati da parte della Commissione, anche senza specificare le parti copiate. Una decisione del Tar Campania precisa le regole di correzione.

Esame avvocato: in caso di pareri troppo simili scatta la bocciatura per entrambi

La correzione degli elaborati per l’abilitazione alla professione forense è sempre un argomento molto delicato. Se ne torna a parlare dopo una recente sentenza del Tar Campania che si riferisce al caso specifico di due prove scritte quasi identiche.

In sede di correzione, la Commissione esaminatrice aveva disposto la bocciatura di entrambi i candidati senza indagare chi avesse copiato e chi redatto il parere e nemmeno quali fossero le parti effettivamente identiche.

Uno dei candidati bocciati ha fatto ricorso al Tar, ma il giudice ha rigettato le doglianze accogliendo la doppia bocciatura.

Non solo, la decisione in questione fornisce importanti linee direttive sui metodi di correzione la cui discrezionalità - come ribadito in tal sede - non può essere contestata dai candidati. Il giudice infatti può soltanto valutare la presenza di vizi logico-formali mentre non può e non deve entrare nel merito delle valutazioni tecnico-discrezionale dei commissari.

Tar Campania, sez VIII
Sentenza 30 giugno 2020

Pareri identici, doppia bocciatura: cosa ha stabilito il Tar Campania

Come si evince dalla sentenza 30 giugno 2020, n. 2151, Tar Campania, sez VIII, in caso di due o più elaborati troppo simili la bocciatura dei candidati coinvolti è la prassi ordinaria da seguire. E non è necessario indagare chi sia l’autore del parere e chi invece abbia copiato o rielaborato il suggerimento.

Così nel caso di specie la sottocommissione esaminatrice aveva disposto l’annullamento in autotutela di entrambe le prove.

Anzi, seguendo i criteri di valutazione nazionali, l’annullamento delle prove uguali dal punto di vista formale e sostanziale è la prassi ordinaria, mentre l’esclusione del solo candidato che ha copiato è una circostanza eccezionale. Troppo difficile, se non impossibile, dimostrare che l’artefice dell’elaborato non fosse complice o consapevole del plagio.

Altro principio di grande rilevanza evidenziato dal Tar è che la Commissione non è tenuta ad indicare le parti del testo che risultano troppo simili, nemmeno in sede di ricorso.

Ma chi e come stabilisce se due prove scritte sono identiche o troppo simili?

Questa valutazione fa parte del giudizio discrezionale della Commissione esaminatrice e non può essere sindacato dal candidato e nemmeno dal tribunale amministrativo in caso di ricorso.

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