Esame avvocato: orale e scritto si accavallano, alcuni dovranno “sdoppiarsi”

Le prove orali dell’esame di avvocato 2019 inizieranno il 12 ottobre, troppo vicino alla nuova sessione, la cui iscrizione scade l’11 novembre. Il “pasticcio” del Ministero.

Esame avvocato: orale e scritto si accavallano, alcuni dovranno “sdoppiarsi”

Non si placano le proteste sull’esame di avvocato, le tre prove scritte dell’esame 2020 si terranno il 15, 16 e 17 dicembre e c’è il rischio concreto che molti aspiranti dovranno studiare contemporaneamente per la nuova sessione e per l’orale di quella precedente.

Questo perché gli orali (che inizieranno lunedì 12 ottobre) si estenderanno fino alla fine dell’anno, accavallandosi con i giorni dello scritto 2020.

Un grosso inconveniente creato dai ritardi nella correzione delle prove d’esame dello scorso anno, per problemi organizzativi dovuti al Covid. A pagarne le spese - ancora una volta - i praticanti avvocato, tra l’indifferenza del Ministro Bonafede e delle altre autorità competenti.

Esame avvocato, le prove si accavallano: chi è a rischio

Per chi aspira alle professioni legali le difficoltà sono infinite, quest’anno a peggiorare il quadro - già arzigogolato - ci ha pensato il coronavirus, a causa del quale circa il 50% degli esaminandi dovrà “sdoppiarsi”, in altre parole studiare sia per l’orale della sessione scorsa che per le tre prove scritte del bando 2020.

La causa è il clamoroso ritardo nella correzione degli scritti della passata edizione, basti pensare che i risultati della Corte d’Appello di Roma sono usciti soltanto alla fine di agosto. Ciò genera ritardi a catena nello svolgimento dell’esame orale e a pagarne il prezzo maggiore sono i promossi delle Corti d’Appello più grandi (Roma, Milano, Napoli) dove gli esami orali possono durare mesi e mesi.

Ma l’11 novembre è l’ultimo giorno possibile per partecipare all’esame di avvocato 2020; e allora che fare? Molti praticanti sceglieranno di iscriversi alla nuova sessione nella speranza che il calendario dell’orale non coincida con le 3 prove scritte ma, in ogni caso, tantissimi candidati si vedranno costretti a studiare per l’interrogazione orale e, allo stesso tempo, per i pareri di civile, penale e l’atto giudiziario.

La domanda sorge spontanea: tutto questo poteva essere evitato? Purtroppo non siamo in grado di rispondere, ma senza ombra di dubbio il Governo e in particolare il Ministro Bonafede avrebbero potuto fare di più e meglio. E invece ha prevalso la linea dell’indifferenza, nonostante le innumerevoli iniziative e dalle associazioni di praticanti, alcune sorte nel periodo post-Covid altre preesistenti.

Nel frattempo si attende l’emanazione del provvedimento con le misure di sicurezza e prevenzione da rispettare durante l’esame di dicembre 2020, dato che il bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale non dice nulla al riguardo. Eppure per altre categorie professionali - architetti, consulenti del lavoro, medici specializzandi ed altri - la soluzione è stata trovata, e subito.

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