Esame avvocato 2020, che fine fa con il nuovo DPCM?

L’ultimo decreto di Conte sospende concorsi e abilitazione alle professioni. Destino incerto per l’esame di avvocato 2020 e gli orali dello scorso anno.

Esame avvocato 2020, che fine fa con il nuovo DPCM?

La sessione dell’esame di avvocato per il 2020 è fortemente a rischio. Le prove scritte - previste il 15, 16 e 17 dicembre - potrebbero slittare a data da destinarsi. Questo perché il nuovo DPCM appena firmato prevede - tra le altre restrizioni - la sospensione dei concorsi pubblici e degli esami di abilitazione alla professione, ad eccezione dell’ambito medico-sanitario.

Una notizia che spaventa moltissimi giovani praticanti, già piegati sui libri per superare le prove scritte calendarizzate tra poco più di un mese.

La sospensione di esami e concorsi durerà almeno fino al 3 dicembre ma, considerando l’impennata dei positivi e la situazione internazionale, è lecito temere la proroga delle misure restrittive. Quale destino, allora, per l’esame di avvocato e per coloro che devono ancora sostenere la prova orale?

Significative le parole di Federico Cazzaniga (membro del Comitato per l’esame da avvocati) secondo il quale “chi ha terminato il praticantato nel 2019 potrebbe non avere accesso alla professione fino al 2023.”

Esame avvocato a rischio? Novità dopo l’ultimo DPCM

I problemi per gli aspiranti avvocato sembrano non finire, ma stavolta sono nelle stesse condizioni anche i concorsisti e le altre professioni. Nel DPCM in vigore dal 5 novembre è prevista la sospensione delle prove preselettive e scritte per i concorsi pubblici e di abitazione fino al 3 dicembre; precisamente nel testo si legge:

“Sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile.”

Facile immaginare una proroga che andrebbe a colpire le prove d’esame della sessione 2020. Un rischio che poteva e doveva essere previsto, del quale molte associazioni di praticanti avvocato hanno cercato di avvisare le Istituzioni, che però non hanno preso i dovuti provvedimenti.

A rischio anche gli orali dell’esame di avvocato 2019?

Forti dubbi anche riguardo le Corti d’appello dove in queste settimane si stanno svolgendo le prove orali dell’esame di avvocato della scorsa edizione. La sessione 2019 ha già subito notevoli rallentamenti a causa della pandemia e il nuovo DPCM potrebbe peggiorare la situazione e far slittare nuovamente il giorno della prova.

Una soluzione potrebbe essere quella di procedere in via telematica, come ha suggerito il Consiglio nazionale forense. Ricordiamo, infatti, che gli aspiranti avvocato sono gli unici per i quali si è scelto di conservare le procedure ordinarie, sia per lo scritto 2020 che per l’orale in presenza. Una disparità di trattamento che ha scatenato proteste e manifestazioni pubbliche che, purtroppo, non hanno avuto il risultato sperato.

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