Elezioni 2018, Potere al Popolo: sondaggi, programma e candidati

La lista Potere al Popolo prenderà parte alle elezioni politiche del 4 marzo: vediamo chi sono, qual è il loro programma, i sondaggi e chi saranno i candidati.

Elezioni 2018, Potere al Popolo: sondaggi, programma e candidati

Il nome è Potere al Popolo ma guai a etichettarla come la “terza lista di sinistra” visto che, come con orgoglio tendono a precisare, si tratta per loro “dell’unica lista di sinistra” che prenderà parte alle elezioni politiche del 4 marzo.

Cerchiamo allora di scoprire come è nata la lista Potere al Popolo, i candidati, i sondaggi e soprattutto il programma elettorale che già è stato delineato dopo un percorso che si è snodato in circa 100 assemblee territoriali.

Elezioni politiche, nasce Potere al Popolo

Con l’ufficializzazione della presenza di Potere al Popolo si può dire che lo scacchiere politico delle elezioni del 4 marzo può essere considerato completo. Come quando si legge uno schieramento difensivo di una squadra di calcio, si può procedere da destra verso sinistra.

Ecco dunque che alle urne ci saranno Forza Nuova in tandem con Fiamma Tricolore, CasaPound, il centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia), il centrosinistra ( PD, Lista Insieme, +Europa e Civica Popolare), Liberi e Uguali (MDP, Sinistra Italiana e Possibile), Potere al Popolo, Sinistra Rivoluzionaria e infine il Partito Comunista.

La nascita e la realizzazione politica di Potere al Popolo è stata rapida anche se affonda le radici nella tradizione ormai secolare della sinistra in Italia. Il primo scossone a riguardo si può dire che sia stato prodotto dalla scissione nel Partito Democratico.

Il distacco della parte più radicale del PD ha aperto un orizzonte nuovo, tanto che si iniziò da subito a parlare di un progetto per unificare la frammentata sinistra nel nostro paese. Lasciando perdere il tentativo molto timido e incerto di Giuliano Pisapia, uno slancio a riguardo è stato dato da Tomaso Montanari e Anna Falcone.

Quella che era stata poi denominata “la sinsitra del Brancaccio”, attraverso una serie di incontri ed eventi aveva iniziato a tessere una fitta tela. Quando però la data delle elezioni si è avvicinata, ognuno ha dovuto fare le proprie scelte.

La nascita di Liberi e Uguali e l’investitura di Pietro Grasso come leader ha provocato l’allontanamento dei brancacciani e di Rifondazione. Come spesso accade però, quello che sembrava essere la fine di un progetto politico è stato soltanto un nuovo inizio.

Per merito dei ragazzi dell’ex Opg Je so’ pazz di Napoli, il 18 novembre è nata l’idea di creare una lista a livello nazionale da presentare alle elezioni politiche. Visti i tanti scontenti a sinistra, il progetto ha preso subito piede trovando concretezza nell’ufficialialità della presenza alle urne di Potere al Popolo.

I candidati

La nascita di Potere al Popolo è stata dettata quindi dalla necessità di sentirsi rappresentati a livello politico da parte della galassia dei movimenti della sinistra di lotta. Un novità assoluta quindi per una lista si pone come molto distante non solo dal PD, ma anche da Liberi e Uguali.

Visto che la nuova legge elettorale prevede che ogni lista determini un proprio capo politico, Potere al Popolo per questo ruolo ha scelto Viola Carofalo, una ricercatrice precaria di 37 anni che preferisce però essere definita “portavoce”.

Al progetto poi ha aderito anche Rifondazione Comunista assieme a Sinistra Anticapitalista, Eurostop e Pci. Si sperava anche in un appoggio del sindaco di Napoli Luigi De Magistris ma questo ancora non è arrivato. Potrebbe però esserci Giuseppe Argano, storico molto vicino al primo cittadino.

Tra i nomi che circolano in queste ore si parla di una possibile candidatura dell’ex tecnico Renzi Ulivieri, del cantautore Paolo Pietrangeli, di Haidi Giuliani e dell’attuale segretario di Rifondazione Maurizio Acerbo.

Presenti anche numerosi movimenti che operano in tutta la penisola: dai No Tav, No Tap e No Muos, fino ai Clash City Workers che si occupano di questioni relative al mondo del lavoro principalmente a Roma e a Milano. Queste sono soltanto alcune delle sigle che hanno aderito a Potere al Popolo.

Il programma

Continuando il lavoro iniziato con l’evento del Brancaccio, tutta la parte programmatica è stata sviluppata attraverso una serie di affollate assemblee pubbliche che si sono svolte in tutto lo stivale.

Il frutto di questi incontri è stato un dettagliato e approfondito programma elettorale che si snoda in 15 punti con, alla base, l’idea di “voler costruire una vera democrazia e ridare potere al popolo”.

  • Difesa e rilancio della Costituzione nata dalla Resistenza
  • Rottura dei trattati dell’Unione Europea
  • Pace e disarmo con addio alla NATO e rescissione di tutti i trattati militari
  • Cancellazione del Jobs Act e della riforma Fornero sul lavoro
  • Abolizione riforma Fornero delle pensioni
  • Ripristino della progressività del sistema fiscale e imposta sui grandi patrimoni
  • Cancellazione della Buona Scuola
  • Almeno 1% del Pil investito nella cultura
  • Istituzione del Reddito minimo garantito
  • Piano straordinario per la messa a disposizione di 1.000.000 di alloggi sociali in 10 anni, attraverso il prioritario riutilizzo del patrimonio esistente
  • Estensione diritti sociali ai migranti e accoglienza per i richiedenti asilo
  • Lotta alla violenza contro le donne e le persone LGBTQI
  • Salvaguardia dell’ambiente e il risanamento dei danni connessi al cattivo uso delle risorse
  • Politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati
  • Depenalizzazione di una serie di reati ereditati dall’ordinamento fascista del Codice Rocco e amnistia per i reati legati alle lotte sociali, sindacali e ambientali

    Questi elencati sono soltanto dei sunti dei quindici punti del programma elettorale che, invece, potrete trovare in tutta la loro interezza nel sito del movimento.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

I sondaggi

Stando al Rosatellum-bis una lista che si presenta in maniera autonoma, quindi non facente parte di nessuna coalizione, potrà eleggere propri parlamentari nei listini proporzionali soltanto se supererà la soglia di sbarramento del 3% a livello nazionale.

Per eleggere invece propri candidati nei collegi uninominali per la Camera o per il Senato, questi dovranno ottenere anche un solo voto in più rispetto ai loro avversari. Se un esponente di Potere al Popolo quindi dovesse essere il più votato in un seggio, questi andrà in Parlamento in maniera automatica e indipendente dal superamento o meno della soglia di sbarramento a livello nazionale della propria lista.

Prendere il 3% alle elezioni significherebbe, se l’affluenza alle urne il 4 marzo dovesse essere simile a quella di cinque anni fa, prendere all’incirca 1 milione di voti. Nonostante la grande partecipazione alle assemblee e l’appoggio di un partito come Rifondazione, il superamento della soglia non sembrerebbe essere alla portata.

Da quando la lista Potere al Popolo è entrata nel panorama politico italiano, i sondaggi si sono rivelati essere abbastanza altalenati scostandosi anche di oltre un punto percentuale tra l’uno e l’altro.

  • Bidimedia (15 gennaio) - 0,9%
  • Lorien (22 gennaio) - 1,9%
  • Swg (26 gennaio) - 0,4%
  • Bidimedia (5 febbraio) - 1,1%
  • EMG (12 febbraio) - 0,9%
  • Noto (13 febbraio) - 1%
  • Lorien (14 febbraio) - 2,4%
  • Bidimedia (15 febbraio) - 1,2%
  • Emg (16 febbraio) - 0,8%
  • SWG (16 febbraio) - tra lo 0,7% e l’1,1%
  • Ixé (16 febbraio) - 2%

Facendo una media, le rilevazioni attestano quindi la lista ben oltre l’1%. Come esordio politico non sarebbe un risultato malvagio anche se la soglia di sbarramento è ancora lontana. Il sentore però è che in queste ultime settimane ci siano ulteriori margini di crescita.

Molto interessante è vedere anche le indagini riguardanti le elezioni regionali nel Lazio, dove la candidata Elisabetta Canitano nell’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto GPF viene data a un più che lusinghiero 3,5%.

Il raggiungimento del 3% comunque non è un assillo per Potere al Popolo che, con la sua nascita, ha voluto gettare le basi per un progetto di sinistra che possa poi nel tempo crescere e affermarsi come accaduto in diversi altri paesi Europei.

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