Elezioni europee, primo voto per 2,8 milioni di italiani

Alberto De Pasquale

23/04/2024

In Italia l’affluenza per rinnovare l’Europarlamento è sempre più alta della media. Ma i giovani al debutto alle urne sono solo il 5,9% del totale.

Elezioni europee, primo voto per 2,8 milioni di italiani

Se la politica è percepita distante, la partecipazione alle elezioni ne risente. E questa non è certo una novità. Escluse poche eccezioni, negli ultimi vent’anni l’astensionismo in Italia è cresciuto per ogni tipo di appuntamento alle urne: dalle politiche alle regionali, passando per le europee. Tuttavia, quando si tratta di votare per rinnovare il Parlamento europeo, gli italiani continuano a presentarsi ai seggi in percentuali sempre superiori alla media. E anche alle prossime elezioni europee, dell’8 e 9 giugno, la partecipazione in Italia potrebbe mantenersi più alta rispetto alla maggior parte dei paesi Ue. Vediamo perché.

Tradizionalmente sono le elezioni politiche, ossia quelle che determinano la composizione di Camera e Senato, a far registrare i più alti livelli di partecipazione da parte degli elettori italiani, con il record di quasi il 94% di affluenza toccato nel 1958. Sicuramente quelli erano altri tempi. E c’è da dire che in nessun caso le elezioni europee hanno raggiunto questi livelli in Italia, anche se l’affluenza per il voto continentale si è sempre tenuta su valori alti al confronto con quelle degli altri paesi.

Alle ultime elezioni europee, nel 2019, l’affluenza è stata del 54,5%, la più bassa di sempre in Italia per il rinnovo dell’Europarlamento, ma in ogni caso più alta della media (50,6%). Nel 2014 l’affluenza fu del 57,2% contro il 42,6% di media europea, mentre nel 2004 toccò il 71,7%, a fronte di una media del 45%. Fin dalla prima chiamata alle urne nel 1979, gli italiani sono stati tra i più partecipativi all’appuntamento elettorale europeo, con un’affluenza dell’85,6%, che ancora oggi rimane la più alta di sempre in Italia. Certo, in alcuni paesi come Belgio e Lussemburgo la partecipazione alle elezioni europee rimane ancora oggi altissima, con affluenze che superano stabilmente l’80% e in alcuni casi si avvicinano al 90%.

Abbiamo tanti elettori, ma pochi giovani. Secondo Eurostat, con un totale di 47 milioni di aventi diritto, il corpo elettorale italiano è il terzo maggiore a livello europeo, dietro solo a quelli di Germania e Francia. Il nostro Paese è terzo anche per quantità di elettori chiamati al primo voto europeo: coloro che hanno compiuto 18 anni dal 2019 in avanti, ossia dall’ultima chiamata alle urne per il rinnovo dell’Europarlamento, sono quasi 2,8 milioni. Il loro peso però è minore rispetto a quello che hanno in altri paesi Ue: in Italia rappresentano appena il 5,9% dell’elettorato complessivo, mentre in Belgio, dove l’elettorato è più giovane, gli esordienti al voto sono quasi il 10% del totale

Nonostante un luogo comune che vede il Parlamento europeo troppo distante e poco influente sui problemi reali della cittadinanza, come abbiamo visto gli italiani hanno sempre dimostrato una partecipazione al voto più alta della norma. E alle prossime elezioni l’affluenza potrebbe tornare su livelli più alti di quelli registrati negli ultimi anni.

Stando ai sondaggi Eurobarometro, gli elettori italiani risultano meno fiduciosi della media nelle capacità dell’Ue di occuparsi dei propri problemi. Allo stesso tempo, però, sembrano anche elettori piuttosto informati. Alla domanda, fatta a quattro mesi dal voto, “se le prossime elezioni europee si svolgessero la prossima settimana, con quale probabilità voterebbe?”, il 70% degli italiani ha risposto “probabile”, contro il 71% degli europei. Ma l’intenzione ad astenersi è stata leggermente più alta tra gli europei (14%) rispetto a quella degli italiani (13%). In un precedente sondaggio invece, risalente tra settembre e ottobre 2023, il 44% degli elettori italiani sapeva indicare correttamente mese e anno delle prossime elezioni europee, contro il 28% degli europei.